Tutto da cambiare, Tonino!

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Tonino è cresciuto ed è a spasso nella rete! Se vuoi puoi seguirlo su Blook Intrecci nella rete. Leggi tutto il libro gratis a puntate! Qui trovi il primo capitolo: https://blookintreccinellarete.blogspot.com/2015/06/antonio-punto-e-capo-primo-capitolo-due.html

giovedì 23 marzo 2023

Fa’ la cosa giusta! A Milano, dal 24 al 26 marzo 2023

Fa’ la cosa giusta! torna a Milano anche quest'anno. Tre giorni per interrogarsi sulla complessità del mondo che viviamo e su grandi temi, quali l'energia, la rigenerazione dei territori, la genitorialità, la scuola, il turismo, la mobilità, la coesione sociale, la finanza etica e l'attivismo climatico.

https://www.falacosagiusta.org/la-fiera/programma-culturale/



martedì 21 marzo 2023

S’ha a dì d’andà? Vieni che ti racconto del Castello di Ferrano!

In viaggio verso il Castello

Oggi voglio raccontarvi una storia, di quelle che piacciono a me. Sono storie che parlano di impegno, passione, sacrifici, attese, tenacia. Tempo fa, per caso, su internet sono capitata sulla pagina del Castello di Ferrano (chi mi segue sa quanto io sia affascinata dai castelli) e ho deciso di visitarlo.

Il Castello di Ferrano

La visita risale ai primi di dicembre e avrei voluto parlarne prima, ma purtroppo tanti impegni si sono accavallati e sono arrivata a primavera! Beh, poco male, se deciderete di visitarlo, Madre Natura avrà colorato per voi una bellissima tela e immerso il Castello in un’atmosfera fiabesca. 

La torre sulla terrazza panoramica

Comincio col dire che il Castello è anche una fattoria, gestita dalla famiglia Bocci Benucci, e che la visita comprendeva anche un assaggio dei prodotti della loro azienda agricola. Le nostre guide sono state le sorelle Sara e Francesca.

Abbiamo iniziato gli assaggi con un bicchierino di olio (la prima frangitura), che la famiglia produce da oltre cento anni, da gustare con un croccante cavolfiore. Hanno scelto di produrre secondo la vecchia tradizione: raccolgono le olive a partire dalla metà di novembre, in modo da farle maturare sulle piante, e finiscono la raccolta a dicembre. Una volta raccolte, le olive vengono distese su canne di bambù per farle respirare e sono portate al frantoio solo successivamente. Durante la pandemia hanno avuto l’idea di lanciare una linea di prodotti dedicata ai membri della loro famiglia. Ecco quindi che nascono le olive di Zelinda (olive sotto sale, agrumi e peperoncino, che sono tenute a macerare almeno un mese). Zelinda, la nonna di Sara e Francesca, era una donna che ci teneva a prendersi cura personalmente degli olivi: partecipava alla potatura, alla raccolta a mano e alla preparazione delle olive. Abbiamo poi assaggiato le noci di Sara (noci tostate e salate), a lei dedicate perché, quando nacque, la sua famiglia piantò un noce; la cotognata di Livia (donna straordinaria di cui vi parlerò più avanti) fatta solo con mele, zucchero e limone, senza usare nessun addensante tranne che il tempo (la cotognata viene girata ogni giorno nella carta gialla per tre mesi, fino a farle raggiungere la consistenza desiderata); i liquori del nonno Gino, marroni e more di gelso sotto grappa, fino ad arrivare al nocino di Fabrizio (sapevate che il nocino si può preparare solo il 24 giugno?). 

Finito di assaggiare tutte queste prelibatezze, è iniziata la visita di questo Castello neogotico, piuttosto insolito per l’Italia di quel periodo, e il racconto avventuroso delle vicende che hanno fatto sì che il Castello passasse agli attuali proprietari. Le prime sale che abbiamo visitato risalgono al 1800, le ultime al 1200. 

In origine il Castello era di proprietà di una nobile famiglia di marchesi francesi: ecco spiegato il soffitto blu con la ginestra francese. Poi però i marchesi caddero in rovina e il Castello fu acquistato dalla famiglia Bonelli. 

Il soffitto con gli stemmi dei nobili francesi

Dopo qualche tempo, però, il duca Bonelli perse il Castello al gioco e lo vinse il bisnonno Bocci. 

Lo stemma dei Bonelli

Chi erano dunque i Bocci? Era una famiglia originaria di Cesena, che si era trasferita a Soci, in Casentino, per aprire un lanificio. Ancora oggi ci sono delle strade intitolate sia a  Giuseppe che ad Adriano Bocci, come testimonianza del notevole progresso economico che la famiglia portò al paese grazie al lanificio. Pensate che a quell’epoca davano lavoro a circa 500 persone e, dato che volevano garantire ai loro dipendenti  un’ottima qualità di vita, fecero costruire a Soci, nei pressi del lanificio, un asilo destinato ai figli dei dipendenti, in modo che i genitori potessero andare al lavoro sereni. Fecero anche costruire delle case destinate ai lavoratori che non potevano permettersi di pagare un affitto intero: ogni mese i dipendenti potevano pagare parte dell’affitto facendoselo decurtare dallo stipendio o facendo straordinari. Poiché non tutti potevano vivere a Soci, e molti abitavano invece nel paese vicino di Partina, Giuseppe e Sisto Bocci piantarono numerosi alberi lungo la strada che collegava i due paesi (a quel tempo i lavoratori la percorrevano a piedi) per far sì che i dipendenti, lungo il cammino, potessero essere riparati dal sole d’estate e dalla neve in inverno.   

Giuseppe ebbe due figli: Sisto ed Ettore. Sisto ebbe l’incarico di girare il mondo per scoprire i segreti della tessitura (e infatti in Belgio scoprì una pianta perfetta per pettinare la lana e realizzare il tipico “panno del casentino”), mentre ad Ettore fu chiesto di portare avanti il cognome dei Bocci. Ettore ebbe due figli, Adriano e Giuseppe. Purtroppo Adriano morì in guerra e Giuseppe non riuscì ad avere figli maschi: la sua unica figlia fu Livia (eccola qui la Livia della cotognata!). Purtroppo i genitori svilupparono un attaccamento morboso verso la bambina e, una volta cresciuta, le impedirono di sposarsi e farsi una famiglia. Livia rimase quindi a vivere nel Castello con i genitori. Essendo più o meno coetanea di Gino e Zelinda, una coppia di sposi che prestava servizio per la fattoria e che viveva nei pressi del castello, Livia instaurò con loro un rapporto di amicizia e partecipò alla gioia della coppia quando nel 1956 nacque il loro primo figlio, Fabrizio. In lei, pian piano, si fece strada l’idea di prendersi cura del bambino mentre i genitori erano al lavoro. Da lì in poi, si costituì, di fatto, una sorta di famiglia allargata. I genitori potevano lavorare tranquillamente sapendo che Fabrizio era in buone mani e Livia poteva realizzare il suo desiderio di prendersi cura di un bambino. Il padre di Livia morì quando lei aveva trentaquattro anni e da quel momento, sentendosi finalmente libera, si dedicò a viaggiare,  facendo però sempre ritorno al Castello. A metà degli anni ’80, col consenso dei genitori naturali, Livia adottò Fabrizio, per lasciargli il Castello e la sua casa.   

 

Livia al Castello

Alla fine della visita, Sara ci ha salutato con una sua personale riflessione: la storia della sua famiglia le ha insegnato che nessuno ha il diritto di decidere della nostra vita e che ciascuno di noi “ha il suo miglio”: la strada che percorriamo nella vita non è uguale per tutti, né per tempistiche, né per obiettivi. Personalmente la sua riflessione mi ha commosso, ma non voglio aggiungere altro, perché sarete voi stessi a parlarne con lei, se deciderete di visitare il castello. Oltre alle visite, la famiglia propone anche cerimonie e esperienze di soggiorno. Potete affittare una parte del castello: cucina, salotto, camera e bagno e fare l’esperienza di “entrare in famiglia”. Perché da quando hanno ereditato il Castello, hanno sempre pensato di utilizzarlo come un luogo da condividere per conoscere nuove culture e persone. 

Potevo non soffermarmi a guardare la libreria? :-)


“Intelligente è chi non dimentica di essere ospite della terra”: dove troverete nel castello questa scritta?  Sara ci ha raccontato, commentando questa frase, che quando il nonno Gino andava a raccogliere le olive e la frutta, lasciava sempre una quota parte sull’albero, perché anche gli uccelli potessero mangiare.


Se siete amanti del trekking, la via di Francesco passa proprio davanti al Castello: chiedete a Sara una cartina dei sentieri!

Parcheggio: poco prima del castello (circa 100 metri) c’è un piccolo spazio per lasciare l’auto. 



Infine vi lascio con qualche idea golosa suggerita dalle sorelle Bocci:

crostini con cotognata, noci e gorgonzola

crostini con cavolo nero e cotognata

crostini con cotognata e pecorino sardo o romano

le immancabili noci coi fichi secchi

ricotta montata e more di gelso


http://www.fattoriadiferrano.com/


lunedì 20 marzo 2023

Buona Primavera! Accogliamo la rinascita della Natura con una poesia


Primavera, di Vincenzo Cardarelli 

Oggi la primavera
é un vino effervescente.
Spumeggia il primo verde
sui grandi olmi fioriti a ciuffi:
Verdi persiane squillano
su rosse facciate
che il chiaro allegro vento
di marzo pulisce:
tutto è color di prato.
Anche l’edera è illusa,
la borraccina è più verde
sui vecchi tronchi immemori
che non hanno stagione.
Scossa da un fiato immenso
la città vive un giorno
d’umori campestri.
Ebbra la primavera
corre nel sangue.

sabato 18 marzo 2023

21 marzo Giornata mondiale della poesia

 Il 21 marzo è la Giornata mondiale della Poesia, indetta dall’Unesco nel 1999 e che da allora è sempre stata presente a casa Chille De la Balanza

Quest’anno cade il centenario della nascita di una poetessa che ha segnato lo scorso secolo: Wisława Szymborska. Vinse il premio Nobel nel 1996.

Una vita intensa la sua, sempre vissuta con un sorriso, personale antidoto all’arrivo dell’insopportabile “noia”. Fumatrice accanita, amante della wodka, attratta dal “caso”, scrittrice ironica e molto selettiva: poco più di 300 i poemi sopravvissuti al suo esame. Amava dire che l’utensile più utile per un poeta fosse…il cestino!

Nell’occasione i Chille propongono un piccolo-grande evento a Firenze. Tutti gli spettatori sansalvini sono invitati a venire. Chi vuole può scegliere e leggere una poesia della Szymborska.

Molte le “cose” che vivranno nella serata: estrazione poesie, realizzazione collages, proiezione collages fatti dalla Szymborska  e video di Woody Allen sulla poetessa, una lotteria per vincere oggetti kitsch, il gioco del cadavere verde e…tante sorprese. 

All’evento parteciperà Andrea Ceccherelli, professore di letteratura polacca Università di Bologna. Ingresso libero – prenotazione consigliata tel/whatsapp 335 6270739 o mail a info@chille.it

Fonte: Comune di Firenze


"Tutto –
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta fra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera".

                Wisława Szymborska

 

domenica 5 marzo 2023

Applausi per questa bella iniziativa della biblioteca Luzi a Firenze

La Biblioteca Luzi ospita il progetto Giovani in Digit@le, che prevede la presenza di un Punto di Assistenza Digitale dove volontari del Servizio civile sono disponibili per dare informazioni e assistenza in merito al mondo del digitale, per promuovere l'alfabetizzazione, le competenze e l'inclusione.

Il servizio è disponibile tutti i giovedì' dalle 13.30 alle 17.30.

La partecipazione è gratuita e non è necessaria la prenotazione.

Ulteriori informazioni e calendario aggiornato:
https://cultura.comune.fi.it/giovani-in-digitale

Biblioteca Luzi Via Ugo Schiff 8 50137 Firenze (FI) Telefono: 055.669229

Book pride 2023, dal 10 al 12 marzo a Milano

 


Book Pride torna a Superstudio Maxi dal 10 al 12 marzo 2023. Un grande appuntamento per tutta l’editoria indipendente e per i suoi lettori e lettrici.

Scopri il programma: https://www.bookpride.net/programma

Ricorda di consultare spesso il programma perché è in continuo aggiornamento.

Segnalazione: un metro di libri in affido per un anno


In previsione dei lavori di ristrutturazione che coinvolgeranno la Biblioteca Thouar sarà necessario spostare i libri che occupano gli scaffali della Sala altana del terzo piano. I libri fanno parte della collezione di saggistica, storia locale  (libri su Firenze e dintorni) e fumetti. Non sono presenti libri per bambini e ragazzi.

Per evitare che i libri restino a lungo inscatolati e senza essere letti, la biblioteca offre la possibilità di diventare lettori e lettrici affidatari prendendo in prestito un metro di libri per un anno, scegliendo il settore di maggiore interesse tra quelli presenti.

Per prendere in prestito i libri è necessario andare in biblioteca oppure contattarla al numero 055 2398740 o scrivendo una mail a bibliotecathouar@comune.fi.it specificando nome e cognome, indirizzo email e numero di telefono e segnalando a quali settori si è più interessati in ordine di preferenza, tra arte, storia, geografia, sezione locale e fumetti.

Sarà possibile scegliere l'argomento ma non i titoli dei singoli libri. Le prenotazioni verranno accolte in ordine di arrivo. Per prendere in prestito i libri è necessario essere iscritti alla biblioteca. Se non si è iscritti è possibile farlo presentando un documento di identità. L'iscrizione e il prestito sono gratuiti.