Tutto da cambiare, Tonino!

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domenica 8 febbraio 2026

Taste 2026 alla Fortezza da Basso: "True Food" per chi si vuol bene e per i curiosi

 




La diciannovesima edizione di Taste, alla Fortezza da Basso, dedicata al “True Food” (Cibo Vero) si concluderà domani: lunedì sia i professionisti che il pubblico potranno accedere al salone enogastronomico dalle 9.30 alle 16.30.

Un invito a riscoprire l'autenticità e la qualità delle materie prime è la sfida accettata da oltre 750 aziende. Potete consultare l'elenco completo degli espositori e il programma dettagliato degli eventi sul sito ufficiale di Pitti Immagine Taste.

Coinvolgente è stata la Masterclass tenuta dalla Fondazione Evooschool dedicata all’olio: un percorso guidato di analisi sensoriale per imparare a riconoscere le caratteristiche di un olio di qualità, che non ha trascurato di fornire qualche accenno storico interessante.

L’importanza dell’olio di oliva presso i Fenici e i Greci era evidente, al punto che speciali navi, dette “navis onerarie”, erano costruite per il trasporto in anfore del prezioso prodotto. Le anfore olearie recavano sigilli per indicare provenienza e destinazione d’uso dell’olio, visto che anticamente veniva adoperato anche per altri scopi.

Già nel V secolo a.C. Erodoto racconta di oliveti a Cartagine che non producevano sufficiente olio da coprire il fabbisogno interno. L’importanza dell’olio di oliva in quella regione è confermata dall’agronomo Magone Cartaginese nel suo “L’agricoltura”, i cui studi furono in seguito ripresi da Columella, Plinio il Vecchio e Varrone.

I Romani classificavano l’olio di oliva in cinque qualità:

- Oleum ex albis ulivis era l’olio più pregiato, dal sapore intenso e ottenuto con olive verdi;

- Oleum viride strictivum: ottenuto da olive invaiate, era utilizzato per ungersi il corpo;

- Oleum maturum: ottenuto da olive nere;

- Oleum caducum: proveniente da olive cadute a terra;

- Oleum cibarium: ottenuto da olive bacate, molto sporche di terra, o tenute ammucchiate per molti giorni. Questo olio era destinato agli schiavi.

La qualità dell’olio, ha spiegato il docente delle Fondazione Evooschool, dopo averci guidato alla degustazione di tre tipi di olio, è dovuta alle tecniche colturali, alla maturazione, al metodo di raccolta, ai mezzi di trasporto utilizzati, ai modi e tempi di coltivazione delle olive, ai sistemi di estrazione, alla varietà e all’ambiente. Olfatto e gusto ci rivelano i pregi e i difetti di un olio, mentre il colore non è determinante per la valutazione. È stato interessante individuare i principali profumi dell’olio: erba tagliata, carciofo, pomodoro, mela, erbe aromatiche, mandorla, mallo di noce, peperone.



Purtroppo, per mancanza di tempo, non ho potuto visitare tutti i padiglioni. Fra il padiglione centrale al piano terra e il padiglione Cavaniglia, per me il top sono stati “Borboletta (www.borboletta.it) che propone torte e biscotti artigianali e biologici dolci e salati (con un packaging super accattivante e riciclabile), le composte e le marmellate di “Luvirie” di Riccione (www.luvirie.com) e i formaggi della tenuta Il Radichino di Ischia di Castro: la passione e l’estro dei fratelli Pira mi hanno colpito al cuore!

È sempre bello partecipare a Taste: è l’occasione per fermarsi e interrogarsi sulla qualità di ciò che mangiamo e per assaggiare dei sapori nuovi. Oggi, per esempio, per la prima volta ho assaggiato il pane con grano arso, un pane che riscopre e nobilita le antiche tradizioni contadine.

Non vi resta che approfittare di domani per fare un salto a Taste!

giovedì 5 febbraio 2026

Pietre miliari

I verdi cipressi custodivano la loro anima increspata dal vento, e le parole come falci tagliavano anime di fiori. 

Federico Garcia Lorca

mercoledì 28 gennaio 2026

Il gioco della Capitale del Libro 2026

Ecco per te dieci nomi di altrettanti protagonisti di intramontabili romanzi o racconti della letteratura italiana del Novecento:

Angiolina, Arturo, Elide, Emilio, Italia, Mattia, Michele, Romilda, Timoteo, Valeria.


Unisci le coppie e indica il nome del romanzo o del racconto che ne narra la storia d’amore, accompagnato dal nome del rispettivo autore o autrice.


Tra i giocatori che avranno riconosciuto tutti e cinque i titoli, sarà estratto a sorte il vincitore o la vincitrice di una calda coperta da usare sul divano di casa, durante i momenti di lettura: una coperta del tutto esclusiva, perché corredata del logo del Ministero della Cultura!


Per partecipare: scrivere a capitaledellibro2026@comune.pistoia.it indicando i cinque titoli di libri che narrano la storia dei nostri personaggi misteriosi.


C’è tempo fino a mercoledì 28 gennaio a mezzanotte per partecipare. Giovedì 29 gennaio alle 9 sarà proclamato il vincitore (o la vincitrice), che potrà ritirare la coperta presso la Biblioteca San Giorgio a partire dal giorno stesso. Non è prevista la spedizione del premio.

Torna a Firenze "Testo", la quinta edizione, sempre più ricca di eventi


Il grande evento dell'editoria contemporanea torna alla Stazione Leopolda dal 27 febbraio al primo marzo. La location si trasformerà in una grande libreria a disposizione degli appassionati e dei professionisti del settore. 
Il tema scelto quest'anno è l’Estro, lo spirito irriverente, coraggioso e creativo necessario per creare un libro: una moltitudine di anteprime, presentazioni, seminari, laboratori dove si intrecceranno 165 case editrici, 180 scrittrici e scrittori e ospiti da tutto il mondo. 

La novità di questa edizione è il coinvolgimento dei bookclub e di diverse librerie partner in tutta Italia: luoghi dove sarà possibile informarsi sull’evento e acquistare il biglietto per la partecipazione. 

Si conferma anche l'appuntamento col Poetry Slam, con una nuova edizione curata dal collettivo Ripescati dalla Piena e valida per il campionato 2025-2026 della LIPS (Lega Italiana Poetry Slam). Secondo il format ormai consolidato, sei  poetesse e poeti selezionati avranno tre minuti a testa per esibirsi dal vivo con composizioni originali; una giuria popolare, formata da cinque persone estratte a sorte tra il pubblico, voterà le esibizioni e decreterà, seduta stante, il vincitore. L’appuntamento è per sabato 28 febbraio, presso The Social Hub Firenze Belfiore.

La stazione dedicata al Lettore è curata da Riccardo Ventrella che, insieme a Beniamino Sidoti, anima negli spazi della Leopolda un accogliente tinello all’italiana, con tavolo e sedie. L'incontro divertente è specialmente l'Incontro dei non lettori, l’appuntamento destinato a quanti vogliono imparare come si finge di aver letto un libro per fare colpo in società. Quest’anno il romanzo scelto è "Il giovane Holden" (l'avrete almeno sentito nominare!). 
Torna anche la serie "Cento panni di solitudine": entriamo nel mondo di un autore a sorpresa, parlando non tanto dei suoi libri, quanto della sua vita, delle sue abitudini di scrittura e dei suoi autori preferiti. 

Prosegue anche quest’anno la collaborazione tra TESTO e il Gabinetto Vieusseux. Venerdì 27 febbraio si terrà un incontro sugli scartafacci di Mario Luzi alla Stazione Leopolda e tre incontri speciali in sala Ferri su Natalia Ginzburg, Giuseppe Pontiggia e Rainer Maria Rilke.
Per tutto febbraio, inoltre, all'Archivio Bonsanti del Gabinetto Vieusseux (Via Maggio 42) si terrà la mostra "Nel bagaglio di Mario… Gli scartafacci luziani del Gabinetto Vieusseux", a cura di Simone Magherini, Riccardo Sturaro e Stefano Verdino. Una mostra dedicata alle agende, ai taccuini e ai block-notes di Mario Luzi, uno dei massimi poeti del Novecento, in cui egli concretamente realizzava le proprie opere. Il percorso espositivo è impreziosito dal ritrovamento di sei liriche inedite. La mostra è visitabile gratuitamente, prenotandosi ad archivio@vieusseux.it

TESTO AL CINEMA LA COMPAGNIA
Anche a questa edizione TESTO fa tappa al cinema La Compagnia con quattro appuntamenti da non perdere: sul grande schermo storie e personaggi avvincenti, con la proiezione di film e documentari dedicati al mondo dei libri e ai suoi protagonisti.

TESTO [Come si diventa un libro]
27 febbraio - 1 marzo 2026
Firenze, Stazione Leopolda
Orario: 10.00 - 20.00

lunedì 26 gennaio 2026

Itinerari di viaggio: Forlì, Terra del Sole e Eremo di Montepaolo

 


La giornata inizia presto anche oggi. Dobbiamo ancora visitare la Rocca di Ravaldino e Porta Schiavonia prima di partire per Terra del Sole. Neanche a farlo apposta però, stamani è davvero brutto tempo: c’è un freddo umido assurdo e pioviggina.

Decidiamo di parcheggiare al Parcheggio dell’Argine, in Via Donne della Costituente. È un parcheggio ampio e gratuito, a pochi minuti a piedi dalla Rocca ed adiacente al parco urbano Franco Agosto. L’idea originaria era fare una bella passeggiata nel parco dopo aver visitato la rocca, ma ci rinunceremo, visto il tempo che fa!  Ci incamminiamo per la Rocca di Ravaldino e, lungo strada, troviamo un albero di arancio trifogliato che non avevo mai visto dal vivo!

Rocca di Ravaldino (Caterina Sforza). La Rocca fu realizzata per volontà di Pino III Ordelaffi, Signore di Forlì. Ideata per scopi difensivi, l’architetto Giorgio Marchesi da Settignano la realizzò a pianta quadrata, con torrioni a pianta circolare e dominata dall’imponente mastio, posto al centro della cortina nord-ovest.


Dopo l’assassinio del Signore di Forlì Girolamo Riario, vittima della congiura degli Orsi (1488), la moglie Caterina Sforza scelse di vivere prevalentemente nel complesso della Rocca.

L’evento più ricordato di questa fortezza è l’assedio del 1499-1500, che vide Caterina, già rimasta vedova, difendersi da Cesare Borgia, che aveva avuto l’ordine di riportare Imola e Forlì sotto il controllo di Roma. 


Cesare Borgia prese Imola, arrivò a Forlì verso la fine di dicembre del 1499 e mise sotto assedio la Rocca fino al 12 gennaio 1500. Probabilmente il Valentino intuì (o qualcuno gli fece una soffiata...) l’ubicazione di una delle polveriere nella torre sud: puntando in quel punto creò un'esplosione amplificata che fece crollare questa fiancata della Rocca e gli permise l’accesso alla fortezza. Una volta divenuto il Duca delle Romagne e Signore di Forli, fece erigere di nuovo questa parte di mura e vi fece porre il suo stemma personale (il suo titolo nobiliare, datogli dal re di Francia, che in quei tempi era alleato del papa). Non voleva solo far sfoggio di autorità, ma voleva anche che fungesse da ricordo della conquista della rocca. 

Quando viene fatta prigioniera, Caterina non si dichiarò prigioniera dell’esercito del Papa, ma prigioniera dell’esercito francese (c’erano alcuni soldati francesi tra i diecimila uomini ad assediare la Rocca), questo perché secondo il diritto di guerra francese non si potevano fare prigioniere le nobildonne. Venne comunque portata a Roma e incarcerata. Il papa l’avrebbe voluta morta, ma alla fine i francesi riuscirono a intercedere per lei e venne rilasciata, riparando nel fiorentino. Ecco a cosa serve essere una donna istruita … 

Con la sconfitta di Caterina nel gennaio 1500 e il passaggio di Forlì al dominio pontificio, la Rocca assunse una funzione detentiva. La torre est conserva ancora le scritte dei detenuti.

Finita la visita guidata, ci siamo diretti verso Porta Schiavonia (Corso Giovecca): porta storica di Forlì e punto d’accesso per i viaggiatori provenienti dalla Toscana, lungo la strada che collega Forlì a Firenze. Oggi è un punto con parecchio traffico.


Lasciamo Forlì e una pioggia fine ma persistente ci accompagna fino a TERRA DEL SOLE: emblema del potere signorile di età rinascimentale e città fortezza di Cosimo I dei Medici. Si tratta di un piccolo borgo circondato da una cinta muraria rettangolare lunga oltre due chilometri e con quattro bastioni difensivi ad ogni angolo, dedicati ciascuno a un Santo: santa Reparata, santa Maria, sant’Andrea e san Martino.  Lungo tutto il tracciato delle mura si svolgeva un cammino di ronda, intervallato da sedici garitte fornite di finestrelle per “moschettoni da muraglia” per la guardia delle sentinelle.


Abbiamo iniziato la visita dalla piazza d’Armi e dalla Chiesa di Santa Reparata, del 1600. 



La Chiesa è a una sola navata, coperta a capriate e ha numerose opere d'arte interessanti. Non fatevi ingannare da una prima impressione dimessa: aguzzate lo sguardo e prendetevi tutto il tempo che serve. 


Le opere che mi hanno colpito di più sono la pala d’altare della Madonna del Rosario di Francesco Longhi, la Madonna del Carmine del Menzocchi, una crocifissione di scuola romagnola, un coro cinquecentesco intagliato in noce massiccio e il crocifisso ligneo. 



Veniamo poi alle chicche che riguardano la musica: ammirate la coppia di organi del Settecento e un fortepiano (o clavicembalo? Il coperchio era chiuso e non ho osato sollevarlo). Tutti i legni degli interni della Chiesa, comprese le panche, sono di un interessante colore verde, che ho visto raramente. 



Palazzo del Commissario o del Pretorio: alla parte opposta della Chiesa. È un edificio rinascimentale a pianta quadrata con un bel cortile interno. Al nostro arrivo abbiamo trovato una mostra di presepi deliziosa.




Abbiamo poi proseguito verso destra, per il Borgo Romano, una strada diritta che porta al Castello del Capitano (o Castello del Governatore) e a una delle porte di ingresso al borgo.


Tornando alla piazza principale si prosegue per il Borgo Fiorentino, simile a quello Romano, che porta al Castello del Capitano delle artiglierie (oggi è un hotel) e all’altra porta di ingresso al borgo: Porta Fiorentina.


Vi lascio le informazioni sulla Pro Loco di Terra del Sole: presso il Palazzo Pretorio, telefono 0543 766766, mail proloco@terradelsole.org



Durante il viaggio di rientro ci siamo fermati all’Eremo di Montepaolo, a pochi chilometri da Dovadola, dedicato a Sant’Antonio da Padova. Qui il Santo visse circa un anno. Da qui passa anche il Cammino di sant’Antonio, che attraversa la Romagna e che unisce l’Eremo a Rimini, passando per Forlì. Proprio nella Chiesa di San Mercuriale a Forlì nel 1222 Antonio pronunciò l’omelia che lo rese noto come grande predicatore.




Questa pala d'altare, opera di Baccio Maria Bacci, narra l'episodio di San Francesco che appare ai frati nel capitolo di Arles, durante una predica di Sant'Antonio. 



Appena fuori dal Santuario parte il sentiero dei mosaici, che si inoltra nel bosco. Il percorso non è lungo ed è agibile anche per chi non è allenato (al massimo venti minuti, andata e ritorno).

Per rientrare a Firenze abbiamo percorso la strada che porta al Passo del Muraglione, un groviglio di tornanti che mette a dura prova chi soffre la macchina, ma che regala spettacolari viste di boschi e paesini dagli scorci pittoreschi: un contesto naturalistico meraviglioso.

 

Atri posti che potete visitare se siete nei paraggi e avete più giorni a disposizione:

Castrocaro terme

Dovadola 

Rocca San Casciano

Portico di Romagna e San Benedetto in Alpe, nel Parco nazionale delle foreste casentinesi

Cascate dell’Acquacheta, cascate della Brusia, borgo fantasma di Bastia

Premilcuore

Altri posti vicino a Forlì che valevano la pena, ma non abbiamo avuto tempo …

VILLA SAFFI a SAN VARANO, oggi Casa Museo, dimora di Aurelio, il grande uomo politico, amico fraterno di Mazzini.

BERTINORO (Piazza della Libertà, Palazzo Ordelaffi, Torre civica dell'Orologio, Cattedrale Santa Caterina, Colonna delle Anella, Strada della vendemmia, Strada dei mestieri scomparsi, Rocca di Bertinoro 0543469213 0543446500, Campana dell'Albana, Borgo dei Mainardi, Palazzo della Giudecca, Chiesa San Silvestro, Pieve longobarda San Donato di Polenta) 

PREDAPPIO

FORLIMPOPOLI

CESENA (Biblioteca Malatestiana, Rocca Malatestiana, Abbazia Benedettina di Santa Maria del Monte (Basilica e laboratorio restauro del libro antico 0547302061), Villa Silvia Carducci (Musicalia) e Giardino letterario parlante, Piazza del Popolo e Fontana Masini, Palazzo del Ridotto, Cattedrale San Giovanni Battista, Teatro Bonci, Pinacoteca Comunale nell'ex monastero di San Biagio (che purtroppo viene aperta solo in giornate particolari).   

Inoltre vi segnalo il sito dell'associazione Spazi Indecisi (spaziindecisi.it) che realizza interventi di rigenerazione urbana con il coinvolgimento di artisti, fotografi, cittadini, architetti, per valorizzare il patrimonio edilizio in abbandono presente sul territorio. Il progetto IN LOCO Museo Diffuso dell'Abbandono (inloco.eu) ha portato alla mappatura di oltre trecento spazi. Date un occhio qui: https://www.spaziindecisi.it/in-loco-museo-abbandono-romagna/ 

mercoledì 7 gennaio 2026

Pistoia Capitale Italiana del Libro 2026: la Biblioteca San Giorgio propone un concorso di scrittura (e chiunque può partecipare!)


Concorso "Il gioco dei titoli"

Per chi ama la scrittura, la Biblioteca San Giorgio propone una sfida di abilità narrativa. Il concorso prevede la stesura di un racconto breve che integri armoniosamente titoli celebri della letteratura italiana e internazionale. La sfida è quella di scrivere un racconto (massimo 10.000 battute, spazi inclusi) che contenga almeno 9 dei 10 titoli proposti dalla commissione. Tra i titoli selezionati figurano capolavori come "La casa in collina" di Cesare Pavese, "La peste" di Albert Camus, "La storia di Elsa Morante" e "La porta proibita" di Tiziano Terzani.

I testi devono essere inviati entro il 31 marzo 2026 tramite invio per e-mail a: capitaledellibro2026@comune.pistoia.it

Il primo classificato si aggiudica un buono acquisto in libri del valore di 100 euro. Sono previsti anche premi di consolazione (naturalmente in libri).

La cerimonia di premiazione si terrà il 23 aprile 2026, in occasione della Giornata Mondiale del Libro e del 19° compleanno della Biblioteca San Giorgio.


REGOLAMENTO

Scrivi su un file di testo (doc, odt o altro software equivalente) un racconto breve (fino ad un massimo di 10.000 caratteri, spazi compresi) in lingua italiana, che contenga all’interno del testo almeno 9 dei 10 titoli di libri che ti proponiamo.

I titoli devono essere inseriti nella narrazione in forma completa e integrale. Per una corretta resa grammaticale, l’articolo iniziale di uno o più titoli potrà essere riportato anche in forma di preposizione articolata.
La loro presenza dovrà essere evidenziata attraverso l’impiego degli evidenziatori colorati presenti nel programma.

I TITOLI DEL GIOCO
- Il piacere, di Gabriele d’Annunzio
- La casa in collina, di Cesare Pavese
- La peste, di Albert Camus
- La storia, di Elsa Morante
- Le due verità, di Agatha Christie
- La lunga strada di sabbia, di Pier Paolo Pasolini
- Forte come un leone, di Gianna Manzini
- La porta proibita, di Tiziano Terzani
- La noia, di Alberto Moravia
- Cenere, di Grazia Deledda

Una giuria procederà a selezionare i racconti vincitori, quelli che avranno integrato meglio i titoli all’interno del flusso narrativo, dando vita ad una storia coerente e coinvolgente.

Sono previsti i seguenti premi:
- per l’autore del racconto vincitore, un buono acquisto in libri di 100 € da spendere entro 3 mesi presso una delle librerie pistoiesi aderenti all’iniziativa.
- per gli autori dei racconti finalisti, un omaggio di 5 libri a sorpresa.


Info complete su: https://www.sangiorgio.comune.pistoia.it/la-lettura-ti-premia/