Tutto da cambiare, Tonino!

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Tonino è cresciuto ed è a spasso nella rete! Se vuoi puoi seguirlo su Blook Intrecci nella rete. Leggi tutto il libro gratis a puntate!

sabato 21 marzo 2026

Giornata mondiale della poesia


"La poesia ha bisogno di spazi silenziosi e carichi di attesa. Chi la ascolta deve essere passato per un'urgenza, deve essere assetato". 

Milo De Angelis


Forse accanto a voi ci sono persone assetate e non ve ne siete mai resi conto. Forse anche chi ha sete non è consapevole di avere sete e se ne sta lì, a interrogarsi su una sensazione a cui non sa dare un nome.

Per la giornata mondiale della poesia vi faccio una proposta: stampate la vostra poesia preferita o scrivetela a mano. Anche cinque copie potranno bastare, chissà. Regalatela a chi pensate possa averne bisogno, fosse anche a dei passanti che non conoscete e godetevi la sensazione di aver regalato un pezzetto di bellezza! 


Questa è la poesia che vi regalo: 


Se sopravvivi, se perseveri, canta,

sogna, ubriacati.

È il tempo del freddo: ama,

affrettati. Il vento delle ore

spazza le strade, i sentieri.

Gli alberi attendono: tu non attendere,

questo è il tempo di vivere, l’unico.


Jaime Sabines, da Yuria, 1967


venerdì 20 marzo 2026

Primavera 2026


Lasciate che sia primavera anche dentro di voi! Spolverate il cuore, fate bei respiri profondi, entri aria nuova nei vostri pensieri, lustratevi gli occhi. Tutto, in un grande ciclo, rinasce. Fatelo anche voi.


Let it be spring within you too! Dust your heart, take deep breaths, breathe new air into your thoughts, shine your eyes. Everything, in a great cycle, is reborn. Do it too.

Segnalazione: Le buchette del vino raccontano

 


mercoledì 11 marzo 2026

“La mattina scrivo”, un viaggio emotivo, una meditazione esistenziale.



Cari lettori, 

il mio amato Mark Twain scriveva: “Sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti dell'opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.” 

Ho deciso di seguire il suo consiglio, mantenendo le mie radici, che sono i libri per ragazzi e i miei due blog, e cercando nel contempo di sviluppare nuovi rami. Sto iniziando una nuova esperienza come giornalista freelance e oggi sono stata ospitata sulle pagine di Avanti! online, che ha pubblicato la mia recensione del film “La mattina scrivo”. 

Vi allego qui il link e, come sempre, felice lettura! Da oggi in poi avremo più posti e occasioni per incontrarci!



domenica 8 marzo 2026

Il cimitero può essere anche un nido di storie d'amore

 




Al cimitero di Trespiano, a Firenze, c’è una targa su una tomba che testimonia una storia d’amore bellissima. Sulla targa, lui ha fatto incidere: 

“Amatissima moglie, abbiamo trascorso una vita serena, colma di valori e piccole cose. Abbiamo giocato e giocare insieme è stato fantastico. Insieme saremo per sempre uniti”. 

Io non li conoscevo, ma ogni volta che vado al cimitero passo a trovarli, perché la loro storia d’amore, fatta di complicità e di valori condivisi, mi commuove. Lui, dopo la morte di lei, ha vissuto solo altri 97 giorni. 

A me fa bene sostare per un po’ lì, dove adesso riposano insieme, osservare la foto che li ritrae abbracciati e sorridenti in una giornata di sole e pensare a loro e al significato dell’amore.

lunedì 2 marzo 2026

Testo 2026: fra case editrici, una passeggiata letteraria sulla libertà delle panchine e riflessioni sul vero lusso

 




Sabato sono arrivata davanti ai cancelli della Stazione Leopolda con il consueto anticipo che mi contraddistingue. La fiera apriva alle 10, ma già alle 9.40 c’era la fila fuori dal cancello, segno che questa manifestazione funziona e attira sempre più visitatori.

Le case editrici e gli eventi, come ogni anno, erano tantissimi.

Mi sono fermata soprattutto presso lo stand di Utopia, una giovane casa editrice nata nel gennaio 2020. Mi hanno colpito l’entusiasmo e il coraggio di ricercare testi particolari che vanno a formare un catalogo che propone una visione precisa, valorizzando autori classici e novità: dal Medioevo di Sigrid Undset alle opere sperimentali del contemporaneo Agustín Fernández Mallo, dalla Sardegna di Grazia Deledda (piuttosto dimenticata in Italia, ma celebrata nel Nord Europa) all’Iraq, al Ruanda e al Brasile. Ho preso il catalogo e sceglierò sicuramente qualche loro titolo per le mie prossime letture.

Mi sono poi dedicata ad altri due editori:

La Vita Felice, che ha catturato la mia attenzione per la precisa identità grafica dei volumi, caratterizzati da uno stile elegante e sobrio e dal formato tascabile. Il catalogo è articolato in numerose collane, che spaziano dalla poesia, alla narrativa italiana e straniera con testo a fronte, psicologia, saggistica e varia.

Le Edizioni Henry Beyle, invece, mi hanno colpito per la loro visione dei libri come oggetti d'arte, caratterizzati da tirature limitate, carte pregiate e tecniche di stampa artigianali. Le pagine sono intonse e il taglio dei singoli fogli è affidato al lettore: un’esperienza di lettura preziosa e insolita.

Dopo un breve volo fra gli altri editori, ho partecipato alla passeggiata letteraria organizzata da Paolo Ciampi “Sguardi e parole dalle panchine di Firenze”. Il mese scorso è uscito il suo libro: “La libertà delle panchine. Piccoli spazi per guardare il mondo e sognare” che, dopo “Il sogno delle mappe” e “La terapia del bar”, completa la trilogia dedicata ai luoghi dove ritrovarsi.


Le panchine sono entrate a far parte delle opere letterarie, dei film e dei quadri e, mai come oggi, rappresentano un manifesto culturale contro la frenesia e le città senz’anima. Le panchine, dice Ciampi, sono democrazia urbana, diritto alla sosta, all'ozio, allo sguardo lento. Osservare è un modo per educare lo sguardo e conoscersi e quindi sedersi su una panchina è un atto di meditazione. Le panchine sono anche un modo per intendere la città, vista non solo come un luogo in cui ci si sposta, ma anche un luogo in cui sostare.

Mentre camminavamo mi sentivo un po’una flâneuse e pensavo a Georges Perec che, nel suo libro “Specie di spazi”, scriveva: “Lo spazio è un dubbio: devo continuamente individuarlo, designarlo. Non è mai mio, mai mi viene dato, devo conquistarlo”.

Durante la nostra passeggiata siamo passati fra panchine di legno, di pietra, di ferro, panche di via fiorentine del Trecento, quando la città si mostrava come un’opera d’arte. Abbiamo letto brani di Simenon (da “Maigret e l’uomo della panchina”) e Perec (“Tentativo di esaurimento di un luogo parigino”) e ricordato la celebre frase “Posso sedermi?” pronunciata dal misterioso Woland nel romanzo “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov.

Palazzo Rucellai, con la panca di via



Chi di noi potrebbe concedersi il lusso che si concesse Perec nell’ottobre del 1974 quando scrisse “Tentativo di esaurimento di un luogo parigino”? Per tre giorni di seguito sedette ai tavolini dei caffè o sulle panchine in place Saint-Sulpice, a Parigi, osservando la piazza in momenti diversi della giornata e prendendo nota di quello che vedeva: non solo le persone, la vita che palpitava intorno a lui, ma anche i cambiamenti impercettibili del tempo, delle ombre, dei colori.

Facendo un parallelo, mi sono venute in mente le cinquanta tele delle Cattedrali di Rouen di Claude Monet, che ritraggono la Cattedrale che cambia al mutare della luce dell'ora, del tempo, della stagione, del meteo e il film sperimentale di Andy Warhol del 1964, “Empire”, un’unica inquadratura fissa dell'Empire State Building di New York, ripresa dal 41° piano del Time-Life Building. Otto ore e cinque minuti in bianco e nero per osservare il grattacielo dal tramonto fino a notte fonda. Warhol dichiarò che lo scopo era osservare il trascorrere del tempo.

E in tutto questo camminare, ascoltare e riflettere, ho pensato che dovremmo davvero concederci dei momenti di ozio vigile, in cui sembra che non accada nulla, e invece accade tutto. Ricordo una scritta che vidi anni fa su un muro, che non ho più dimenticato. Devo avere anche una foto da qualche parte, ma al momento non la trovo. Il pensatore scriveva questo, a grandi lettere: “Consapevolezza e meditazione: lusso sfrenato”. Forse è stata una delle poche volte in cui, quando ho visto che il muro era stato ridipinto, mi è dispiaciuto.

"Di tutto il nostro mondo assolato
desidero soltanto una panchina in un giardino
dove un gatto si scalda al sole…
Là vorrei sedermi
con una lettera nascosta in seno
una sola piccola lettera.
Così appare il mio sogno…"
Edith Södergran

Per chiudere, Ciampi ci ha lasciati con questa poesia di Neruda. Lungo l’Arno, qualora non trovaste panchine, potrete sempre sedervi sui muretti.

Il fiume, di Pablo Neruda

Io entrai a Firenze. Era
notte. Tremai ascoltando
quasi addormentato quel che il dolce fiume
mi narrava. Io non so
quel che dicono i quadri e i libri
(non tutti i quadri né tutti i libri,
solo alcuni),
ma so ciò che dicono
tutti i fiumi.
Hanno la mia stessa lingua.
Nelle terre selvagge
l’Orinoco mi parla
e capisco, capisco
storie che non posso ripetere.
Ci sono segreti miei
che il fiume si è portato,
e quel che mi chiese lo sto facendo
a poco a poco sulla terra.
Riconobbi nella voce dell’Arno allora,
vecchie parole che cercavano la mia bocca,
come colui che mai conobbe il miele
e sente che riconosce la sua delizia.
Così ascoltai le voci
del fiume di Firenze,
come se prima d’essere mi avessero detto
ciò che ora ascoltavo:
sogni e passi che mi univano
alla voce del fiume,
esseri in movimento,
colpi di luce nella storia,
terzine accese come lampade.
Il pane e il sangue cantavano
con la voce notturna dell’acqua.

lunedì 23 febbraio 2026

Il gioco della Capitale del libro, Pistoia

Questa settimana, in onore della Giornata Nazionale del Gatto (è stata il17 febbraio) giochiamo con i gatti e i libri (di narrativa, poesia e saggistica) che includono come protagonisti i felini. Avvolti nel mistero e celebrati nel passato come divinità, i gatti possono apparire diffidenti e schivi ma, se vogliamo dirlo con una citazione: "Da tempo si ipotizza che i gatti siano una cura miracolosa. In altre parole, talvolta possono rivelarsi più efficaci dei farmaci comuni" dal romanzo

Un gatto per i giorni difficili, di Ishida Syou (Rizzoli, 2024)

Questa è la sfida a trovare la frase più bella, dichiarando però il nome di chi l'ha scritta e la pubblicazione da cui è tratta: muovendo le vibrisse da amanti della lettura non sarà difficile trovare una descrizione persuasiva sui gatti, animali dal fascino potente. Tra i partecipanti al gioco sarà scelta la citazione più efficace per definire la... felinità. Verrà poi comunicato nella prossima newsletter il nome del vincitore o della vincitrice. Anche questa settimana il premio consiste nell'esclusiva borsa in tela della Capitale Italiana del Libro, realizzata dal Ministero della Cultura.

Avete tempo per rispondere fino alla mezzanotte di mercoledì 25 febbraio!

capitaledellibro2026@comune.pistoia.it