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domenica 3 maggio 2026

Il giorno della poesia in tasca del 30 aprile 2026: come è andato? Avete celebrato?


Col fatto che ero impegnata a celebrare la giornata e a donare e inviare poesie agli amici più cari, mi sono completamente dimenticata di scrivere un post! Come è andata la vostra giornata della poesia in tasca? Avete festeggiato? Avete trovato dei modi creativi per condividere dei versi? 
Alla fine della giornata sono passata dalla mia mamma per darle un foglietto su cui avevo scritto a mano una piccola poesia e lei mi ha stupita perché mi ha fatto trovare a sua volta una poesia che ricordava di aver studiato quando andava a scuola.  


E' stato bello vedere quante persone si sono stupite e commosse del piccolo dono: è stato un modo per far viaggiare la poesia e accendere di sorpresa i volti della gente! 

giovedì 23 aprile 2026

Idee per la giornata della poesia in tasca del 30 aprile 2026

Le rose e le spine

C'è un proverbio che attraversa i secoli

una vena d'acqua sotto la sabbia:

La rosa è amica della spina.

Shahab lo diceva consegnando una chiave

a una porta che ancora non esiste.

E nella sua voce c'era la sapienza 

delle cose

che resistono alla polvere del tempo: 

"Non temere la ferita

senza la spina, la rosa non cresce.

La rosa è amica della spina".

Da allora

quella frase è con me,

un teorema che il corpo non sa di conoscere,

arrivato a dire, in fondo,

il destino di ogni creatura umana: 

che nessuna grazia è senza pericolo,

e nessuna verità senza dolore.

Qui, da noi, abbiamo disimparato 

la ferita.

Confuso la fuga dalla spina 

con la libertà

e chiamato "felicità"

la rimozione del dolore. 

Ma la libertà - quella vera -

è la soglia del dolore che sappiamo sostenere.  

...

Ogni taglio, una domanda.

Ogni cicatrice, una risposta

non ricevuta

o una non data.

Forse tutta la teologia dell'uomo sta qui:

il male che non si elimina

si attraversa.

La luce che non redime l'ombra

la accompagna.

La rosa è amica della spina

è l'etica segreta del mondo.

La rosa sa che la bellezza senza rischio

è sterile.

La spina sa che ferire

è un modo di difendere.

Insieme, sono il corpo e il pensiero del vivente. 

Ho visto uomini che volevano solo la rosa

e hanno cancellato il giardino. 

Ne ho visti altri accogliere la spina 

e, nel taglio, 

scoprire una forma più severa di pace. 

...

La grazia è un equilibrio instabile,

una fiamma che brucia solo se incontra il vento. 


Francesca Mannocchi, da "Crescere, la guerra" (Giulio Einaudi editore).   

mercoledì 22 aprile 2026

23 aprile: Giornata mondiale del libro

Foto di huan yu su Unsplash


Giovedì 23 aprile, alle ore 21, torna a San Salvi l’appuntamento con “Porta il tuo libro preferito e leggi la pagina che ami”.

I Chille invitano tutti a portare il proprio libro preferito e leggerne in pubblico una pagina (ogni lettura non può superare i 2 minuti!), in una non-stop collettiva in occasione dell’evento patrocinato dall’UNESCO per promuovere la lettura.

La serata a San Salvi sarà una bella occasione per leggere tutti insieme e poi comporre un libretto delle frasi scelte nell’occasione dagli spettatori-lettori!

Ingresso libero con prenotazione vivamente consigliata – tel/whatsapp 335 6270739 o mail a info@chille.it – indicando, se si vuole, il testo scelto da leggere. Posti limitati!

Dal 1995, il 23 aprile, si svolgono iniziative in tutto il mondo – flashmob, reading, eventi letterari, presentazioni di libri – per incoraggiare a scoprire il piacere della lettura. L’UNESCO ha scelto il 23 aprile per due importanti motivi. Innanzitutto, perché in questa giornata la leggenda vuole che nel 1616 siano morti sia William Shakespeare che Miguel de Cervantes; ma anche perché in questo giorno si festeggia in Catalogna la Festa di San Jordi, (San Giorgio in Italia), patrono di Barcellona. Qui la tradizione vuole che il 23 aprile uomini e donne si scambino un dono: l’uomo regala una rosa alla sua donna, la donna offre in dono al suo uomo un libro.

Fonte: Chille de la Balanza

Idee per la giornata della poesia in tasca del 30 aprile 2026



Aprile

D'aprile mi rammento. 
Traboccava il cuore come il
glicine dai muri. 
Erravano i miei passi ebbri e
sicuri, 
ed un vento fiorito li 
portava. 

Sergio Solmi 

Foto di Alex su Unsplash


Grazie alla mia amica Elisabetta, che questo pomeriggio mi ha fatto scoprire questa poesia: 
 
Post scriptum

E trova il tempo prima o poi di andare verso ovest
fino al County Clare, lungo la Flaggy Shore,
in settembre o in ottobre,
quando il vento e la luce confliggono,
e da una parte l’oceano si scatena
di schiuma e di bagliori, e nell’interno tra i massi
la superficie di un lago grigio ardesia è illuminata
dal lampo atterrato di uno stormo di cigni,
le penne irruvidite e arruffate, bianco su bianco,
il lungo capo dall’aria ostinata
nascosto o increstato o indaffarato sott’acqua.
Inutile pensare di parcheggiare e catturare tutto
più interamente. Tu non ci sei, c’è solo
un’urgenza in cui passano l’estraneo e il noto,
mentre grandi sbuffi ventosi colpiscono soffici la fiancata
e colgono il cuore alla sprovvista e lo spalancano.

Seamus Heaney

martedì 21 aprile 2026

Idee per la giornata della poesia in tasca, 30 aprile 2026

 


Come promesso ieri, eccomi qui con qualche idea sulla poesia per il 30 aprile. Neanche a farlo apposta, mia figlia mi ha regalato "Sono tornato perché c'eri tu. La poesia che salva e come lo fa", di Mara Sabia e Emilio Fabio Torsello (Solferino editore). Vi scrivo poche righe tratte dal libro, che ben rendono l'idea di come la poesia sia una forza vitale che agisce a un livello profondo, una pausa benefica dal ritmo frenetico della giornata. Poche parole, a volte, sembrano dei fari che rischiarano momenti bui o luci gioiose che fanno risaltare i giorni sereni.

"La poesia ci insegna che ogni singolo verso, arrivando a parlare alla nostra anima, ci sta salvando, ci indica una strada, demolisce quell'apparente solitudine in cui crediamo di vivere". 


Dunque, partiamo! Oggi facciamo visita a Monsieur Charles Baudelaire: 



Io voglio, per comporre castamente le mie egloghe,

coricarmi sotto il cielo, come un astrologo,

e ascoltare sognando, vicino ai campanili,

i loro inni solenni portati nel vento.

Le due mani sotto il mento, là in alto dalla mia mansarda,

vedrò il cantiere dove si chiacchiera e si canta;

e vedrò camini e campanili, gli alberi maestri della città,

e i grandi cieli che promettono sogni di eternità.

E dolce, fra la nebbia, vedere nascere

la stella nell’azzurro, una lampada alla finestra,

i fiumi di carbone salire al firmamento

e la luna spargere il suo pallido incanto.

Primavera, estate, autunno io vedrò

e quando arriveranno le nevi del monotono inverno

chiuderò con cura tutte le porte e le finestre

per costruirmi nel buio fiabeschi palazzi.

Allora potrò sognare orizzonti bluastri,

e giardini, e zampilli d’acqua sgorganti negli alabastri,

e baci, e uccelli che cantano sera e mattina,

e tutto quello che nell'idillio c’è di più infantile.

La Rivolta, bussando invano alla finestra,

non mi farà levare la fronte dal leggio;

perché resterò immerso nel piacere

di evocare la Primavera con la mia volontà,

di far sorgere un sole dal mio cuore, e di creare

con i miei pensieri ardenti una tiepida atmosfera.

"Paesaggio" (Paysage), di Charles Baudelaire (dalla sezione "Tableaux parisiens" de "I fiori del male", 1857).

Se, alla fine di questo post, vi state chiedendo: "ma di quale giornata della poesia in tasca (?!) stiamo  parlando?" potete recuperare qui la "spiegazione" 😄 : https://pennaeblog-notes.blogspot.com/2026/04/poem-in-your-pocket-day-la-giornata.html 

lunedì 20 aprile 2026

Poem in your pocket day (la giornata della poesia in tasca): la importiamo anche da noi questa ricorrenza?




Il poem in your pocket day si terrà il 30 aprile. Qui in Italia, questa ricorrenza nata a New York nel 2002 la conoscono ancora in pochissimi: fu istituita dall'Ufficio del Sindaco di New York e dal Dipartimento per l'Educazione per celebrare il mese nazionale della poesia.

In pratica, come si festeggia? Basta scegliere una poesia che vi piace particolarmente e portarla con voi, condividendola con i vostri amici, colleghi o anche sconosciuti nel corso della giornata. Potrebbe essere carino stamparne qualche copia in più e regalarla alle persone che incontrate.

Questa è la poesia che ha ispirato questa ricorrenza:

Keep a poem in your pocket
And a picture in your head
And you’ll never feel lonely
At night when you’re in bed.
The little poem will sing to you
The little picture bring to you
A dozen dreams to dance to you
At night when you’re in bed.
So –
Keep a picture in your pocket
And a poem in your head
And you’ll never feel lonely
At night when you’re in bed.

Beatrice Schenk de Regniers

che ho tradotto per voi qui di seguito:

Tieni una poesia in tasca
e un'immagine nella tua testa
e non ti sentirai mai solo
di notte, quando sei nel tuo letto.
La piccola poesia canterà a te
la piccola immagine ti porterà
una dozzina di sogni per danzare
di notte, quando sei a letto.
Quindi -
tieni un'immagine nella tua tasca
e una poesia nella tua testa
e non ti sentirai mai solo
la notte quando sei a letto.

Non è il primo anno che sto cercando di pubblicizzare la giornata della poesia in tasca. Abbiamo importato la festa di Halloween, possiamo importare pure una festa della poesia per regalare emozioni! 
Ho pensato di scrivere questo post con diversi giorni di anticipo, in modo da permettervi di organizzarvi e festeggiare questa ricorrenza nel migliore dei modi. In questi giorni, sul blog troverete delle idee sulle poesie da utilizzare. Tornate a trovarmi!

lunedì 13 aprile 2026

Segnalazione: Laboratori di espressione naturale a Belforte, riserva naturale della Selva

 


Tornare al bosco. Workshop di espressione naturale con musica live. 

Tre incontri ispirati all'albero: 

Radici: senti la terra, senti i piedi

Tronco: Trova il tuo centro

Rami: espanditi, gioca, esci dai confini

Useremo corpo e sensi: ascoltare, annusare, muoversi, fermarsi. 

Lascia la mappa. Diventa il territorio. 

Non torni al bosco. Ti ricordi di esserlo. 

BELFORTE, RISERVA NATURALE DELLA SELVA

PROSSIMO INCONTRO 19 APRILE ORE 14.00-17.00

ISCRIZIONE NECESSARIA AL 351 967 4664

Segnalazione: A Villa Bardini, La Città dei Giovani Lettori. La parola come ponte tra generazioni e culture.


 
Nella stupenda cornice di Villa Bardini, dal 15 al 18 aprile, si terrà il Festival "La città dei giovani lettori", un appuntamento dedicato alla galassia della letteratura per ragazzi, con circa 60 eventi tra laboratori, spettacoli e talk.

Il festival è un progetto culturale di Fondazione CR Firenze, a cura di Associazione Wimbledon APS, con la direzione di Gabriele Ametrano e la collaborazione della Libreria Farollo e Falpalà.

SCOPRI IL PROGRAMMA: https://www.lacittadeilettori.it/eventi/festival-la-citta-dei-giovani-lettori-2026/?utm_source=brevo&utm_campaign=LA%20CITT%20DEI%20GIOVANI%20LETTORI%20-%20programma_copy&utm_medium=email

La manifestazione pone l'accento sul potere della parola come ponte in grado di integrare generazioni e culture differenti, grazie alle sue molteplici declinazioni.

Timothée de Fombelle e Brian Conaghan saranno gli ospiti speciali di questa edizione. 

Il programma sarà dedicato esclusivamente alle scuole nelle giornate 15, 16, 17 aprile 2026, mentre il 18 aprile (sabato) sarà aperto al grande pubblico (dalle ore 10.30 alle ore 18) con 13 eventi.

L’ingresso nella giornata di sabato 18 aprile sarà gratuito con prenotazione obbligatoria su www.fondazionecrfirenze.it/fondazioneperte

lunedì 30 marzo 2026

Segnalazione: mostra "Hokusai. Il grande maestro dell'arte giapponese" a Roma, palazzo Bonaparte


Anche se da fantasma
me ne andrò per diletto
sui prati d'estate.

Da "Hokusai. Il vecchio pazzo per la pittura"


"Hokusai non è solo un artista fra gli altri nel mondo fluttuante, è un'isola, un continente, da solo un mondo". Edgar Degas

martedì 24 marzo 2026

25 marzo: dal Capodanno fiorentino al Dantedì, Firenze si accende di cultura

 

Battistero di Firenze, foto di Daniela Darone


Il 25 marzo, come da tradizione, a Firenze si celebra il Capodanno Fiorentino. Nonostante l’adozione del calendario gregoriano nel 1582, Firenze mantenne il proprio calendario civile, facendo iniziare l'anno in corrispondenza della festa dell'Annunciazione.

Questa tradizione continuò fino a che il Granduca Francesco III di Lorena, col decreto del 22 dicembre 1749, impose l'adozione del calendario moderno, uniformando la Toscana al resto d'Europa.

I fiorentini non fecero passare sotto silenzio l’avvenimento, tanto che lo storico Giovanni Lami commemorò l’antica tradizione con una lapide, che venne collocata sotto la Loggia dei Lanzi.

Negli ultimi anni si è voluto dare particolare risalto a questa ricorrenza, istituendo “la settimana del fiorentino”, ricca di visite, laboratori e itinerari gratuiti. Le iniziative dell’edizione 2026 si svolgono al Museo di Palazzo Vecchio, il Complesso di Santa Maria Novella, il Museo Novecento, il Museo Stefano Bardini e MAD fino al 29 marzo.

Informazioni e prenotazioni:info@musefirenze.it





Domani non si celebra solo il Capodanno fiorentino, ma anche il Dantedì, la Giornata nazionale in cui si onorano il Sommo Poeta e la lingua italiana. La data, scelta dagli studiosi, segna l'inizio del viaggio ultraterreno di Dante, quando si smarrisce nella “selva oscura”, nel 1300.

Ogni anno si organizzano eventi, mostre e letture inerenti l’opera di Dante: per consultare quelli nella vostra città vi basterà digitare nel motore di ricerca Dantedì 2026.

Ma se per qualsiasi ragione non poteste partecipare a nessun evento, se vi trovate a Firenze potete sempre fare una passeggiata letteraria sulle tracce delle lapidi dantesche che riportano le terzine della Divina Commedia, collocate dal Comune di Firenze lungo le vie della città. Il seguente percorso, che si compie in meno di tre ore, non è esaustivo e anzi, potrebbe essere interessante se cercaste di scoprire altre lapidi dantesche da soli:

Via San Salvatore al Monte, Via Monte alle Croci (Purgatorio, Canto XII)

Piazza San Martino (Inferno, Canto XXIII)

Via Dante Alighieri (Casa di Dante e busto del Sommo Poeta)

Via del Corso (Purgatorio, Canto XXX), Torre dei Donati (Purgatorio, Canto XXIV)

Piazza Duomo (angolo Via del Campanile, sul muro della Misericordia, civico 18 - Paradiso, Canto XXXIII)

Pavimentazione esterna del Battistero, davanti alla facciata del Duomo (Paradiso, Canto XXV)

Piazza Signoria, cortile di Palazzo Vecchio (Inferno, Canto X)

Via Por Santa Maria, 9/11 R, Torre degli Amidei (Paradiso, XVI)

Via Por Santa Maria (Paradiso, Canto XIV)

Ponte Vecchio (Paradiso, Canto XVI)

Da qui potete tornare in via San Salvatore al Monte passando da Via de’ Bardi, Via di San Niccolò e, passata Porta San Miniato, sarete di nuovo al punto di partenza.

Se volete cimentarvi nel percorso completo, potete trovarlo qui: https://www.feelflorence.it/it/esperienze-itinerari/lapidi-dantesche-firenze

Se invece volete celebrare la giornata dantesca in completo relax potete ascoltare su Youtube i canti della Divina Commedia letti e interpretati dalla splendida Lucilla Giagnoni.

Con l’occasione, vi segnalo che Lucilla Giagnoni sarà presente alla Biblioteca delle Oblate, a Firenze, il 2 e il 23 aprile, con due lezioni-spettacolo dedicate a un trattato sul linguaggio dei monologhi di Francesca e alle figure di Ulisse e della Vergine Madre. Gli incontri sono gratuiti, fino a esaurimento dei posti.

domenica 22 marzo 2026

Proiezione di "Non si pedala da soli", cinema Astra, Firenze.




"Cinema e Narrazione" è stata un'avventura al buio, nella quale mi sono buttata per mettermi alla prova. Qui ho trovato un gruppo eterogeneo di persone stupende: dai ragazzi ventenni ai "diversamente giovani". Tutti abbiamo collaborato insieme, godendoci il percorso. Questo è il risultato di diverse settimane di laboratorio, incontri e racconti condivisi. 

Ringrazio tutte le persone del Glue Alternative Concept Space e di Kaleido (mitico Matteo Giannetti!), che ci hanno condotto lungo questa avventura!

Questo progetto è stato realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze e in collaborazione con Kaleido, Lizard Firenze e Cooperativa Il Girasole.

“Una bicicletta va avanti perché qualcuno la spinge, ma anche perché qualcuno la tiene in equilibrio. All’inizio non c’è una direzione precisa, c’è un movimento, una strada che esiste solo mentre la percorri. Pedalare non è arrivare, è restare in equilibrio abbastanza a lungo da poter guardare intorno. A un certo punto non si pedala più da soli: qualcuno pedala accanto a te, qualcun altro arriva da una strada diversa. Ci si riconosce, ognuno porta qualcosa: immagini, idee, entusiasmo. Ci si ferma. All’inizio si guarda come si è sempre guardato, poi qualcosa cambia. Si cominciano a notare i dettagli. È il modo in cui guardiamo le cose a farle cambiare: non è una lezione, è un esercizio. Allenare lo sguardo, ascoltare meglio, capire che ogni racconto dipende dal punto da cui lo si osserva e, senza accorgersene, qualcosa comincia a passare da uno all’altro”.

sabato 21 marzo 2026

Giornata mondiale della poesia


"La poesia ha bisogno di spazi silenziosi e carichi di attesa. Chi la ascolta deve essere passato per un'urgenza, deve essere assetato". 

Milo De Angelis


Forse accanto a voi ci sono persone assetate e non ve ne siete mai resi conto. Forse anche chi ha sete non è consapevole di avere sete e se ne sta lì, a interrogarsi su una sensazione a cui non sa dare un nome.

Per la giornata mondiale della poesia vi faccio una proposta: stampate la vostra poesia preferita o scrivetela a mano. Anche cinque copie potranno bastare, chissà. Regalatela a chi pensate possa averne bisogno, fosse anche a dei passanti che non conoscete e godetevi la sensazione di aver regalato un pezzetto di bellezza! 


Questa è la poesia che vi regalo: 


Se sopravvivi, se perseveri, canta,

sogna, ubriacati.

È il tempo del freddo: ama,

affrettati. Il vento delle ore

spazza le strade, i sentieri.

Gli alberi attendono: tu non attendere,

questo è il tempo di vivere, l’unico.


Jaime Sabines, da Yuria, 1967


venerdì 20 marzo 2026

Primavera 2026


Lasciate che sia primavera anche dentro di voi! Spolverate il cuore, fate bei respiri profondi, entri aria nuova nei vostri pensieri, lustratevi gli occhi. Tutto, in un grande ciclo, rinasce. Fatelo anche voi.


Let it be spring within you too! Dust your heart, take deep breaths, breathe new air into your thoughts, shine your eyes. Everything, in a great cycle, is reborn. Do it too.

Segnalazione: Le buchette del vino raccontano

 


mercoledì 11 marzo 2026

“La mattina scrivo”, un viaggio emotivo, una meditazione esistenziale.



Cari lettori, 

il mio amato Mark Twain scriveva: “Sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti dell'opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.” 

Ho deciso di seguire il suo consiglio, mantenendo le mie radici, che sono i libri per ragazzi e i miei due blog, e cercando nel contempo di sviluppare nuovi rami. Sto iniziando una nuova esperienza come giornalista freelance e oggi sono stata ospitata sulle pagine di Avanti! online, che ha pubblicato la mia recensione del film “La mattina scrivo”. 

Vi allego qui il link e, come sempre, felice lettura! Da oggi in poi avremo più posti e occasioni per incontrarci!



domenica 8 marzo 2026

Il cimitero può essere anche un nido di storie d'amore

 




Al cimitero di Trespiano, a Firenze, c’è una targa su una tomba che testimonia una storia d’amore bellissima. Sulla targa, lui ha fatto incidere: 

“Amatissima moglie, abbiamo trascorso una vita serena, colma di valori e piccole cose. Abbiamo giocato e giocare insieme è stato fantastico. Insieme saremo per sempre uniti”. 

Io non li conoscevo, ma ogni volta che vado al cimitero passo a trovarli, perché la loro storia d’amore, fatta di complicità e di valori condivisi, mi commuove. Lui, dopo la morte di lei, ha vissuto solo altri 97 giorni. 

A me fa bene sostare per un po’ lì, dove adesso riposano insieme, osservare la foto che li ritrae abbracciati e sorridenti in una giornata di sole e pensare a loro e al significato dell’amore.

lunedì 2 marzo 2026

Testo 2026: fra case editrici, una passeggiata letteraria sulla libertà delle panchine e riflessioni sul vero lusso

 




Sabato sono arrivata davanti ai cancelli della Stazione Leopolda con il consueto anticipo che mi contraddistingue. La fiera apriva alle 10, ma già alle 9.40 c’era la fila fuori dal cancello, segno che questa manifestazione funziona e attira sempre più visitatori.

Le case editrici e gli eventi, come ogni anno, erano tantissimi.

Mi sono fermata soprattutto presso lo stand di Utopia, una giovane casa editrice nata nel gennaio 2020. Mi hanno colpito l’entusiasmo e il coraggio di ricercare testi particolari che vanno a formare un catalogo che propone una visione precisa, valorizzando autori classici e novità: dal Medioevo di Sigrid Undset alle opere sperimentali del contemporaneo Agustín Fernández Mallo, dalla Sardegna di Grazia Deledda (piuttosto dimenticata in Italia, ma celebrata nel Nord Europa) all’Iraq, al Ruanda e al Brasile. Ho preso il catalogo e sceglierò sicuramente qualche loro titolo per le mie prossime letture.

Mi sono poi dedicata ad altri due editori:

La Vita Felice, che ha catturato la mia attenzione per la precisa identità grafica dei volumi, caratterizzati da uno stile elegante e sobrio e dal formato tascabile. Il catalogo è articolato in numerose collane, che spaziano dalla poesia, alla narrativa italiana e straniera con testo a fronte, psicologia, saggistica e varia.

Le Edizioni Henry Beyle, invece, mi hanno colpito per la loro visione dei libri come oggetti d'arte, caratterizzati da tirature limitate, carte pregiate e tecniche di stampa artigianali. Le pagine sono intonse e il taglio dei singoli fogli è affidato al lettore: un’esperienza di lettura preziosa e insolita.

Dopo un breve volo fra gli altri editori, ho partecipato alla passeggiata letteraria organizzata da Paolo Ciampi “Sguardi e parole dalle panchine di Firenze”. Il mese scorso è uscito il suo libro: “La libertà delle panchine. Piccoli spazi per guardare il mondo e sognare” che, dopo “Il sogno delle mappe” e “La terapia del bar”, completa la trilogia dedicata ai luoghi dove ritrovarsi.


Le panchine sono entrate a far parte delle opere letterarie, dei film e dei quadri e, mai come oggi, rappresentano un manifesto culturale contro la frenesia e le città senz’anima. Le panchine, dice Ciampi, sono democrazia urbana, diritto alla sosta, all'ozio, allo sguardo lento. Osservare è un modo per educare lo sguardo e conoscersi e quindi sedersi su una panchina è un atto di meditazione. Le panchine sono anche un modo per intendere la città, vista non solo come un luogo in cui ci si sposta, ma anche un luogo in cui sostare.

Mentre camminavamo mi sentivo un po’una flâneuse e pensavo a Georges Perec che, nel suo libro “Specie di spazi”, scriveva: “Lo spazio è un dubbio: devo continuamente individuarlo, designarlo. Non è mai mio, mai mi viene dato, devo conquistarlo”.

Durante la nostra passeggiata siamo passati fra panchine di legno, di pietra, di ferro, panche di via fiorentine del Trecento, quando la città si mostrava come un’opera d’arte. Abbiamo letto brani di Simenon (da “Maigret e l’uomo della panchina”) e Perec (“Tentativo di esaurimento di un luogo parigino”) e ricordato la celebre frase “Posso sedermi?” pronunciata dal misterioso Woland nel romanzo “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov.

Palazzo Rucellai, con la panca di via



Chi di noi potrebbe concedersi il lusso che si concesse Perec nell’ottobre del 1974 quando scrisse “Tentativo di esaurimento di un luogo parigino”? Per tre giorni di seguito sedette ai tavolini dei caffè o sulle panchine in place Saint-Sulpice, a Parigi, osservando la piazza in momenti diversi della giornata e prendendo nota di quello che vedeva: non solo le persone, la vita che palpitava intorno a lui, ma anche i cambiamenti impercettibili del tempo, delle ombre, dei colori.

Facendo un parallelo, mi sono venute in mente le cinquanta tele delle Cattedrali di Rouen di Claude Monet, che ritraggono la Cattedrale che cambia al mutare della luce dell'ora, del tempo, della stagione, del meteo e il film sperimentale di Andy Warhol del 1964, “Empire”, un’unica inquadratura fissa dell'Empire State Building di New York, ripresa dal 41° piano del Time-Life Building. Otto ore e cinque minuti in bianco e nero per osservare il grattacielo dal tramonto fino a notte fonda. Warhol dichiarò che lo scopo era osservare il trascorrere del tempo.

E in tutto questo camminare, ascoltare e riflettere, ho pensato che dovremmo davvero concederci dei momenti di ozio vigile, in cui sembra che non accada nulla, e invece accade tutto. Ricordo una scritta che vidi anni fa su un muro, che non ho più dimenticato. Devo avere anche una foto da qualche parte, ma al momento non la trovo. Il pensatore scriveva questo, a grandi lettere: “Consapevolezza e meditazione: lusso sfrenato”. Forse è stata una delle poche volte in cui, quando ho visto che il muro era stato ridipinto, mi è dispiaciuto.

"Di tutto il nostro mondo assolato
desidero soltanto una panchina in un giardino
dove un gatto si scalda al sole…
Là vorrei sedermi
con una lettera nascosta in seno
una sola piccola lettera.
Così appare il mio sogno…"
Edith Södergran

Per chiudere, Ciampi ci ha lasciati con questa poesia di Neruda. Lungo l’Arno, qualora non trovaste panchine, potrete sempre sedervi sui muretti.

Il fiume, di Pablo Neruda

Io entrai a Firenze. Era
notte. Tremai ascoltando
quasi addormentato quel che il dolce fiume
mi narrava. Io non so
quel che dicono i quadri e i libri
(non tutti i quadri né tutti i libri,
solo alcuni),
ma so ciò che dicono
tutti i fiumi.
Hanno la mia stessa lingua.
Nelle terre selvagge
l’Orinoco mi parla
e capisco, capisco
storie che non posso ripetere.
Ci sono segreti miei
che il fiume si è portato,
e quel che mi chiese lo sto facendo
a poco a poco sulla terra.
Riconobbi nella voce dell’Arno allora,
vecchie parole che cercavano la mia bocca,
come colui che mai conobbe il miele
e sente che riconosce la sua delizia.
Così ascoltai le voci
del fiume di Firenze,
come se prima d’essere mi avessero detto
ciò che ora ascoltavo:
sogni e passi che mi univano
alla voce del fiume,
esseri in movimento,
colpi di luce nella storia,
terzine accese come lampade.
Il pane e il sangue cantavano
con la voce notturna dell’acqua.

lunedì 23 febbraio 2026

Il gioco della Capitale del libro, Pistoia

Questa settimana, in onore della Giornata Nazionale del Gatto (è stata il17 febbraio) giochiamo con i gatti e i libri (di narrativa, poesia e saggistica) che includono come protagonisti i felini. Avvolti nel mistero e celebrati nel passato come divinità, i gatti possono apparire diffidenti e schivi ma, se vogliamo dirlo con una citazione: "Da tempo si ipotizza che i gatti siano una cura miracolosa. In altre parole, talvolta possono rivelarsi più efficaci dei farmaci comuni" dal romanzo

Un gatto per i giorni difficili, di Ishida Syou (Rizzoli, 2024)

Questa è la sfida a trovare la frase più bella, dichiarando però il nome di chi l'ha scritta e la pubblicazione da cui è tratta: muovendo le vibrisse da amanti della lettura non sarà difficile trovare una descrizione persuasiva sui gatti, animali dal fascino potente. Tra i partecipanti al gioco sarà scelta la citazione più efficace per definire la... felinità. Verrà poi comunicato nella prossima newsletter il nome del vincitore o della vincitrice. Anche questa settimana il premio consiste nell'esclusiva borsa in tela della Capitale Italiana del Libro, realizzata dal Ministero della Cultura.

Avete tempo per rispondere fino alla mezzanotte di mercoledì 25 febbraio!

capitaledellibro2026@comune.pistoia.it

sabato 14 febbraio 2026

Il gioco della settimana della Biblioteca di Pistoia

Questa settimana giochiamo con i romanzi che raccontano le città. L’ambientazione in un romanzo è importantissima, giocando il ruolo – almeno in alcuni casi – di un vero e proprio “personaggio” che arriva a influenzare i comportamenti dei protagonisti: non è solo un luogo fisico, ma crea un’atmosfera coinvolgente, rendendo la storia più realistica.

La biblioteca di Pistoia Vi propone cinque città italiane, invitandovi a segnalare almeno due romanzi ambientati in ciascuna di tali città. 

Le città di questa settimana sono:

Venezia, Milano, Perugia, Lecce e… Pistoia!

Tra i partecipanti al gioco sarà estratto a sorte il nome del vincitore o della vincitrice, a cui sarà donato un nuovo esemplare della esclusiva borsa in tela della Capitale Italiana del Libro, realizzata dal Ministero della Cultura.

Avete tempo per rispondere fino alla mezzanotte di mercoledì 18 febbraio!

capitaledellibro2026@comune.pistoia.it


domenica 8 febbraio 2026

Taste 2026 alla Fortezza da Basso: "True Food" per chi si vuol bene e per i curiosi

 




La diciannovesima edizione di Taste, alla Fortezza da Basso, dedicata al “True Food” (Cibo Vero) si concluderà domani: lunedì sia i professionisti che il pubblico potranno accedere al salone enogastronomico dalle 9.30 alle 16.30.

Un invito a riscoprire l'autenticità e la qualità delle materie prime è la sfida accettata da oltre 750 aziende. Potete consultare l'elenco completo degli espositori e il programma dettagliato degli eventi sul sito ufficiale di Pitti Immagine Taste.

Coinvolgente è stata la Masterclass tenuta dalla Fondazione Evooschool dedicata all’olio: un percorso guidato di analisi sensoriale per imparare a riconoscere le caratteristiche di un olio di qualità, che non ha trascurato di fornire qualche accenno storico interessante.

L’importanza dell’olio di oliva presso i Fenici e i Greci era evidente, al punto che speciali navi, dette “navis onerarie”, erano costruite per il trasporto in anfore del prezioso prodotto. Le anfore olearie recavano sigilli per indicare provenienza e destinazione d’uso dell’olio, visto che anticamente veniva adoperato anche per altri scopi.

Già nel V secolo a.C. Erodoto racconta di oliveti a Cartagine che non producevano sufficiente olio da coprire il fabbisogno interno. L’importanza dell’olio di oliva in quella regione è confermata dall’agronomo Magone Cartaginese nel suo “L’agricoltura”, i cui studi furono in seguito ripresi da Columella, Plinio il Vecchio e Varrone.

I Romani classificavano l’olio di oliva in cinque qualità:

- Oleum ex albis ulivis era l’olio più pregiato, dal sapore intenso e ottenuto con olive verdi;

- Oleum viride strictivum: ottenuto da olive invaiate, era utilizzato per ungersi il corpo;

- Oleum maturum: ottenuto da olive nere;

- Oleum caducum: proveniente da olive cadute a terra;

- Oleum cibarium: ottenuto da olive bacate, molto sporche di terra, o tenute ammucchiate per molti giorni. Questo olio era destinato agli schiavi.

La qualità dell’olio, ha spiegato il docente delle Fondazione Evooschool, dopo averci guidato alla degustazione di tre tipi di olio, è dovuta alle tecniche colturali, alla maturazione, al metodo di raccolta, ai mezzi di trasporto utilizzati, ai modi e tempi di coltivazione delle olive, ai sistemi di estrazione, alla varietà e all’ambiente. Olfatto e gusto ci rivelano i pregi e i difetti di un olio, mentre il colore non è determinante per la valutazione. È stato interessante individuare i principali profumi dell’olio: erba tagliata, carciofo, pomodoro, mela, erbe aromatiche, mandorla, mallo di noce, peperone.



Purtroppo, per mancanza di tempo, non ho potuto visitare tutti i padiglioni. Fra il padiglione centrale al piano terra e il padiglione Cavaniglia, per me il top sono stati “Borboletta (www.borboletta.it) che propone torte e biscotti artigianali e biologici dolci e salati (con un packaging super accattivante e riciclabile), le composte e le marmellate di “Luvirie” di Riccione (www.luvirie.com) e i formaggi della tenuta Il Radichino di Ischia di Castro: la passione e l’estro dei fratelli Pira mi hanno colpito al cuore!

È sempre bello partecipare a Taste: è l’occasione per fermarsi e interrogarsi sulla qualità di ciò che mangiamo e per assaggiare dei sapori nuovi. Oggi, per esempio, per la prima volta ho assaggiato il pane con grano arso, un pane che riscopre e nobilita le antiche tradizioni contadine.

Non vi resta che approfittare di domani per fare un salto a Taste!

giovedì 5 febbraio 2026

Pietre miliari

I verdi cipressi custodivano la loro anima increspata dal vento, e le parole come falci tagliavano anime di fiori. 

Federico Garcia Lorca

mercoledì 28 gennaio 2026

Il gioco della Capitale del Libro 2026

Ecco per te dieci nomi di altrettanti protagonisti di intramontabili romanzi o racconti della letteratura italiana del Novecento:

Angiolina, Arturo, Elide, Emilio, Italia, Mattia, Michele, Romilda, Timoteo, Valeria.


Unisci le coppie e indica il nome del romanzo o del racconto che ne narra la storia d’amore, accompagnato dal nome del rispettivo autore o autrice.


Tra i giocatori che avranno riconosciuto tutti e cinque i titoli, sarà estratto a sorte il vincitore o la vincitrice di una calda coperta da usare sul divano di casa, durante i momenti di lettura: una coperta del tutto esclusiva, perché corredata del logo del Ministero della Cultura!


Per partecipare: scrivere a capitaledellibro2026@comune.pistoia.it indicando i cinque titoli di libri che narrano la storia dei nostri personaggi misteriosi.


C’è tempo fino a mercoledì 28 gennaio a mezzanotte per partecipare. Giovedì 29 gennaio alle 9 sarà proclamato il vincitore (o la vincitrice), che potrà ritirare la coperta presso la Biblioteca San Giorgio a partire dal giorno stesso. Non è prevista la spedizione del premio.

Torna a Firenze "Testo", la quinta edizione, sempre più ricca di eventi


Il grande evento dell'editoria contemporanea torna alla Stazione Leopolda dal 27 febbraio al primo marzo. La location si trasformerà in una grande libreria a disposizione degli appassionati e dei professionisti del settore. 
Il tema scelto quest'anno è l’Estro, lo spirito irriverente, coraggioso e creativo necessario per creare un libro: una moltitudine di anteprime, presentazioni, seminari, laboratori dove si intrecceranno 165 case editrici, 180 scrittrici e scrittori e ospiti da tutto il mondo. 

La novità di questa edizione è il coinvolgimento dei bookclub e di diverse librerie partner in tutta Italia: luoghi dove sarà possibile informarsi sull’evento e acquistare il biglietto per la partecipazione. 

Si conferma anche l'appuntamento col Poetry Slam, con una nuova edizione curata dal collettivo Ripescati dalla Piena e valida per il campionato 2025-2026 della LIPS (Lega Italiana Poetry Slam). Secondo il format ormai consolidato, sei  poetesse e poeti selezionati avranno tre minuti a testa per esibirsi dal vivo con composizioni originali; una giuria popolare, formata da cinque persone estratte a sorte tra il pubblico, voterà le esibizioni e decreterà, seduta stante, il vincitore. L’appuntamento è per sabato 28 febbraio, presso The Social Hub Firenze Belfiore.

La stazione dedicata al Lettore è curata da Riccardo Ventrella che, insieme a Beniamino Sidoti, anima negli spazi della Leopolda un accogliente tinello all’italiana, con tavolo e sedie. L'incontro divertente è specialmente l'Incontro dei non lettori, l’appuntamento destinato a quanti vogliono imparare come si finge di aver letto un libro per fare colpo in società. Quest’anno il romanzo scelto è "Il giovane Holden" (l'avrete almeno sentito nominare!). 
Torna anche la serie "Cento panni di solitudine": entriamo nel mondo di un autore a sorpresa, parlando non tanto dei suoi libri, quanto della sua vita, delle sue abitudini di scrittura e dei suoi autori preferiti. 

Prosegue anche quest’anno la collaborazione tra TESTO e il Gabinetto Vieusseux. Venerdì 27 febbraio si terrà un incontro sugli scartafacci di Mario Luzi alla Stazione Leopolda e tre incontri speciali in sala Ferri su Natalia Ginzburg, Giuseppe Pontiggia e Rainer Maria Rilke.
Per tutto febbraio, inoltre, all'Archivio Bonsanti del Gabinetto Vieusseux (Via Maggio 42) si terrà la mostra "Nel bagaglio di Mario… Gli scartafacci luziani del Gabinetto Vieusseux", a cura di Simone Magherini, Riccardo Sturaro e Stefano Verdino. Una mostra dedicata alle agende, ai taccuini e ai block-notes di Mario Luzi, uno dei massimi poeti del Novecento, in cui egli concretamente realizzava le proprie opere. Il percorso espositivo è impreziosito dal ritrovamento di sei liriche inedite. La mostra è visitabile gratuitamente, prenotandosi ad archivio@vieusseux.it

TESTO AL CINEMA LA COMPAGNIA
Anche a questa edizione TESTO fa tappa al cinema La Compagnia con quattro appuntamenti da non perdere: sul grande schermo storie e personaggi avvincenti, con la proiezione di film e documentari dedicati al mondo dei libri e ai suoi protagonisti.

TESTO [Come si diventa un libro]
27 febbraio - 1 marzo 2026
Firenze, Stazione Leopolda
Orario: 10.00 - 20.00

lunedì 26 gennaio 2026

Itinerari di viaggio: Forlì, Terra del Sole e Eremo di Montepaolo

 


La giornata inizia presto anche oggi. Dobbiamo ancora visitare la Rocca di Ravaldino e Porta Schiavonia prima di partire per Terra del Sole. Neanche a farlo apposta però, stamani è davvero brutto tempo: c’è un freddo umido assurdo e pioviggina.

Decidiamo di parcheggiare al Parcheggio dell’Argine, in Via Donne della Costituente. È un parcheggio ampio e gratuito, a pochi minuti a piedi dalla Rocca ed adiacente al parco urbano Franco Agosto. L’idea originaria era fare una bella passeggiata nel parco dopo aver visitato la rocca, ma ci rinunceremo, visto il tempo che fa!  Ci incamminiamo per la Rocca di Ravaldino e, lungo strada, troviamo un albero di arancio trifogliato che non avevo mai visto dal vivo!

Rocca di Ravaldino (Caterina Sforza). La Rocca fu realizzata per volontà di Pino III Ordelaffi, Signore di Forlì. Ideata per scopi difensivi, l’architetto Giorgio Marchesi da Settignano la realizzò a pianta quadrata, con torrioni a pianta circolare e dominata dall’imponente mastio, posto al centro della cortina nord-ovest.


Dopo l’assassinio del Signore di Forlì Girolamo Riario, vittima della congiura degli Orsi (1488), la moglie Caterina Sforza scelse di vivere prevalentemente nel complesso della Rocca.

L’evento più ricordato di questa fortezza è l’assedio del 1499-1500, che vide Caterina, già rimasta vedova, difendersi da Cesare Borgia, che aveva avuto l’ordine di riportare Imola e Forlì sotto il controllo di Roma. 


Cesare Borgia prese Imola, arrivò a Forlì verso la fine di dicembre del 1499 e mise sotto assedio la Rocca fino al 12 gennaio 1500. Probabilmente il Valentino intuì (o qualcuno gli fece una soffiata...) l’ubicazione di una delle polveriere nella torre sud: puntando in quel punto creò un'esplosione amplificata che fece crollare questa fiancata della Rocca e gli permise l’accesso alla fortezza. Una volta divenuto il Duca delle Romagne e Signore di Forli, fece erigere di nuovo questa parte di mura e vi fece porre il suo stemma personale (il suo titolo nobiliare, datogli dal re di Francia, che in quei tempi era alleato del papa). Non voleva solo far sfoggio di autorità, ma voleva anche che fungesse da ricordo della conquista della rocca. 

Quando viene fatta prigioniera, Caterina non si dichiarò prigioniera dell’esercito del Papa, ma prigioniera dell’esercito francese (c’erano alcuni soldati francesi tra i diecimila uomini ad assediare la Rocca), questo perché secondo il diritto di guerra francese non si potevano fare prigioniere le nobildonne. Venne comunque portata a Roma e incarcerata. Il papa l’avrebbe voluta morta, ma alla fine i francesi riuscirono a intercedere per lei e venne rilasciata, riparando nel fiorentino. Ecco a cosa serve essere una donna istruita … 

Con la sconfitta di Caterina nel gennaio 1500 e il passaggio di Forlì al dominio pontificio, la Rocca assunse una funzione detentiva. La torre est conserva ancora le scritte dei detenuti.

Finita la visita guidata, ci siamo diretti verso Porta Schiavonia (Corso Giovecca): porta storica di Forlì e punto d’accesso per i viaggiatori provenienti dalla Toscana, lungo la strada che collega Forlì a Firenze. Oggi è un punto con parecchio traffico.


Lasciamo Forlì e una pioggia fine ma persistente ci accompagna fino a TERRA DEL SOLE: emblema del potere signorile di età rinascimentale e città fortezza di Cosimo I dei Medici. Si tratta di un piccolo borgo circondato da una cinta muraria rettangolare lunga oltre due chilometri e con quattro bastioni difensivi ad ogni angolo, dedicati ciascuno a un Santo: santa Reparata, santa Maria, sant’Andrea e san Martino.  Lungo tutto il tracciato delle mura si svolgeva un cammino di ronda, intervallato da sedici garitte fornite di finestrelle per “moschettoni da muraglia” per la guardia delle sentinelle.


Abbiamo iniziato la visita dalla piazza d’Armi e dalla Chiesa di Santa Reparata, del 1600. 



La Chiesa è a una sola navata, coperta a capriate e ha numerose opere d'arte interessanti. Non fatevi ingannare da una prima impressione dimessa: aguzzate lo sguardo e prendetevi tutto il tempo che serve. 


Le opere che mi hanno colpito di più sono la pala d’altare della Madonna del Rosario di Francesco Longhi, la Madonna del Carmine del Menzocchi, una crocifissione di scuola romagnola, un coro cinquecentesco intagliato in noce massiccio e il crocifisso ligneo. 



Veniamo poi alle chicche che riguardano la musica: ammirate la coppia di organi del Settecento e un fortepiano (o clavicembalo? Il coperchio era chiuso e non ho osato sollevarlo). Tutti i legni degli interni della Chiesa, comprese le panche, sono di un interessante colore verde, che ho visto raramente. 



Palazzo del Commissario o del Pretorio: alla parte opposta della Chiesa. È un edificio rinascimentale a pianta quadrata con un bel cortile interno. Al nostro arrivo abbiamo trovato una mostra di presepi deliziosa.




Abbiamo poi proseguito verso destra, per il Borgo Romano, una strada diritta che porta al Castello del Capitano (o Castello del Governatore) e a una delle porte di ingresso al borgo.


Tornando alla piazza principale si prosegue per il Borgo Fiorentino, simile a quello Romano, che porta al Castello del Capitano delle artiglierie (oggi è un hotel) e all’altra porta di ingresso al borgo: Porta Fiorentina.


Vi lascio le informazioni sulla Pro Loco di Terra del Sole: presso il Palazzo Pretorio, telefono 0543 766766, mail proloco@terradelsole.org



Durante il viaggio di rientro ci siamo fermati all’Eremo di Montepaolo, a pochi chilometri da Dovadola, dedicato a Sant’Antonio da Padova. Qui il Santo visse circa un anno. Da qui passa anche il Cammino di sant’Antonio, che attraversa la Romagna e che unisce l’Eremo a Rimini, passando per Forlì. Proprio nella Chiesa di San Mercuriale a Forlì nel 1222 Antonio pronunciò l’omelia che lo rese noto come grande predicatore.




Questa pala d'altare, opera di Baccio Maria Bacci, narra l'episodio di San Francesco che appare ai frati nel capitolo di Arles, durante una predica di Sant'Antonio. 



Appena fuori dal Santuario parte il sentiero dei mosaici, che si inoltra nel bosco. Il percorso non è lungo ed è agibile anche per chi non è allenato (al massimo venti minuti, andata e ritorno).

Per rientrare a Firenze abbiamo percorso la strada che porta al Passo del Muraglione, un groviglio di tornanti che mette a dura prova chi soffre la macchina, ma che regala spettacolari viste di boschi e paesini dagli scorci pittoreschi: un contesto naturalistico meraviglioso.

 

Atri posti che potete visitare se siete nei paraggi e avete più giorni a disposizione:

Castrocaro terme

Dovadola 

Rocca San Casciano

Portico di Romagna e San Benedetto in Alpe, nel Parco nazionale delle foreste casentinesi

Cascate dell’Acquacheta, cascate della Brusia, borgo fantasma di Bastia

Premilcuore

Altri posti vicino a Forlì che valevano la pena, ma non abbiamo avuto tempo …

VILLA SAFFI a SAN VARANO, oggi Casa Museo, dimora di Aurelio, il grande uomo politico, amico fraterno di Mazzini.

BERTINORO (Piazza della Libertà, Palazzo Ordelaffi, Torre civica dell'Orologio, Cattedrale Santa Caterina, Colonna delle Anella, Strada della vendemmia, Strada dei mestieri scomparsi, Rocca di Bertinoro 0543469213 0543446500, Campana dell'Albana, Borgo dei Mainardi, Palazzo della Giudecca, Chiesa San Silvestro, Pieve longobarda San Donato di Polenta) 

PREDAPPIO

FORLIMPOPOLI

CESENA (Biblioteca Malatestiana, Rocca Malatestiana, Abbazia Benedettina di Santa Maria del Monte (Basilica e laboratorio restauro del libro antico 0547302061), Villa Silvia Carducci (Musicalia) e Giardino letterario parlante, Piazza del Popolo e Fontana Masini, Palazzo del Ridotto, Cattedrale San Giovanni Battista, Teatro Bonci, Pinacoteca Comunale nell'ex monastero di San Biagio (che purtroppo viene aperta solo in giornate particolari).   

Inoltre vi segnalo il sito dell'associazione Spazi Indecisi (spaziindecisi.it) che realizza interventi di rigenerazione urbana con il coinvolgimento di artisti, fotografi, cittadini, architetti, per valorizzare il patrimonio edilizio in abbandono presente sul territorio. Il progetto IN LOCO Museo Diffuso dell'Abbandono (inloco.eu) ha portato alla mappatura di oltre trecento spazi. Date un occhio qui: https://www.spaziindecisi.it/in-loco-museo-abbandono-romagna/