Tutto da cambiare, Tonino!

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venerdì 3 luglio 2026

Itinerari di viaggio: Ancona, una città che non ti aspetti (prima parte)

 


Circondata dal mare, confinante con le belle colline plasmate da agricoltura e vigneti, Ancona vanta un ricco patrimonio culturale e artistico, eppure secondo me resta una delle città italiane più turisticamente sottovalutate. Spesso è considerata solo un punto di passaggio per l'imbarco verso la Croazia o la Grecia, ma se le date la possibilità di farsi scoprire, il capoluogo marchigiano vi sorprenderà. Noi le abbiamo dedicato due giorni e mezzo, e questo è il racconto del nostro viaggio.

Abbiamo lasciato la macchina al parcheggio sotterraneo Stamira in piazza Pertini, ideale per visitare il centro città. Nella piazza potete notare una delle sculture di arte urbana installate in vari punti della città: Mater Amabilis di Valeriano Trubbiani (vedete la foto della cartina nell’articolo per rendervi conto di dove sono dislocate le altre sculture).



La prima tappa è stata l’ufficio informazioni turistiche, per ritirare le cartine e ricevere informazioni (quanto mi piace andare a chiacchierare con gli impiegati dell’ufficio informazioni! Li adoro! 😊).

UFFICIO INFORMAZIONI “L’edicola”, PIAZZA ROMA cell. 339 292 2855 edicola.iat@comune.ancona.it

A pochi passi trovate la FONTANA DEL CALAMO del XVI secolo, su disegno di Pellegrino Tibaldi (in Corso Mazzini). La fontana è ritmata da tredici mascheroni di fauni e satiri da cui zampilla l’acqua: sono tutti in bronzo eccetto quello centrale, in pietra, che è sormontato dal bassorilievo del “Cavaliere all’assalto”, emblema della città di Ancona.

Pranzo alla trattoria da Nordio (Via San Martino, 25 A) dove abbiamo provato il loro baccalà all'anconetana secondo l'antica ricetta tradizionale, carciofi ed erbe strascinate. Tutto molto buono e porzioni abbondanti.

CORSO GARIBALDI: durante la vostra passeggiata alzate la testa ad ammirare le belle facciate dei palazzi (giusto sopra il negozio di Zara, per esempio), gli scorci pittoreschi e convincetevi che vale bene la pena di gingillarvi un po’. Avete notato per esempio il leggiadro campanile a chiocciola in stile borrominiano della chiesa del Santissimo Sacramento? Noi purtroppo l’abbiamo trovata sempre chiusa ogni volta che ci siamo passati davanti. La chiesa, già del 1548, fu ingrandita e riconsacrata nel 1776, con le modifiche che la portarono ad avere l’aspetto attuale su disegno dell’architetto Francesco Ciaraffoni.

TEATRO DELLE MUSE, al termine di corso Garibaldi. Di stile neoclassico, realizzato da Pietro Ghinelli, con l’elegante facciata con decorazioni di Apollo e delle Muse. Era in ristrutturazione.

PIAZZA DELLA REPUBBLICA: Una delle piazze storiche e centrali più importanti, situata proprio di fronte al porto antico della città.

BANCHINA NAZARIO SAURO: Costeggia le acque del porto e funge da via d'accesso verso il celebre Arco di Traiano.


Chiesa santa Maria della piazza (lungo via della Loggia, in piazza Santa Maria): questa chiesa medioevale a mio parere è la più bella fra quelle che ho visitato. Edificata intorno al XII secolo sui resti di una basilica paleocristiana. è un gioiello di architettura romanica: a croce latina e divisa in tre navate. Splendidi i mosaici nel pavimento. Merita dedicare del tempo al portale, ricco di ornamenti: colpisce per il movimento e il fine intreccio delle arcatelle e dei pilastrini. Il restauro del 1980 ha portato alla luce i resti della basilica preesistente, oltre ai resti delle mura greche risalenti al IV secolo a.C. Visita libera e gratuita.



Oltrepassato il Cantiere Navale, vi troverete davanti all’Arco trionfale di Traiano, realizzato nel 115 d.C. da Apollodoro di Damasco. In passato era ornato con statue e fregi. Il restauro negli anni 2000 ne ha esaltato il profilo e valorizzato la posizione rispetto al nucleo storico di Ancona e al Colle Guasco. A Traiano va il merito di aver potenziato le strutture portuali di Ancona: in vista dell’espansione militare in Dacia, volle sfruttare al meglio le potenzialità dell’approdo, già dotato di strutture portuali di epoche antiche, come riporta l’iscrizione nella parte superiore dell’arco “ha reso più sicuro ai naviganti l’accesso all’Italia con la costruzione a sue spese di questo porto”. Dall’arco di Traiano si accede al camminamento sospeso fra cielo e mare che corre lungo la cinta muraria medioevale, che consente di raggiungere la sommità dell’Arco Clementino e il perimetro che costeggia il cantiere navale. Ricerche confermano che già all’epoca dell’imperatore Traiano quest’area ha ospitato opifici di produzione e manutenzione delle imbarcazioni. Attraverso i secoli è stata mantenuta l’antica vocazione, con specializzazioni produttive che riguardano la costruzione di piccole, medie e grandi navi da crociera di lusso.



ARCO DI CLEMENTINO: progettato in stile neoclassico da Luigi Vanvitelli in onore del Papa Clemente XII (la statua del Papa, ora in piazza Plebiscito, doveva essere collocata sopra l’attico). La facciata verso il mare è in pietra d’Istria, quella verso la città è in laterizio.



PALAZZO DEGLI ANZIANI: le origini risalgono al governo di Gallia Placidia, ma l’edificio attuale è del XII secolo. La facciata sul fronte mare di questo grattacielo medioevale testimonia il rapporto fra romanico e gotico che permea tutta la città.

CHIESA DI SAN FRANCESCO ALLE SCALE: nata nel XIV secolo per volere dei frati francescani, vanta un magnifico portale d’ingresso e una maestosa scalinata del XV secolo.



CHIESA DEI S.S. PELLEGRINO E TERESA: eretta nel 1706 da padre Bartoli dell’ordine dei Carmelitani Scalzi. Purtroppo era chiusa e non abbiamo potuto vedere l’interno. Significativa comunque la cupola, elemento caratterizzante del panorama urbano.



CATTEDRALE DI SAN CIRIACO: sorge su un colle, il promontorio Cumero (nome greco che significa “monte opposto al mare”). La chiesa è edificata sui resti di un tempio antico distrutto da un terremoto del 558 e il risultato è un incrocio fra romanico e bizantino. A forma cruciforme e a pianta centrale, è sovrastata dalla cupola a dodici facce. Splendido il portale. San Ciriaco, prima della conversione, era un ebreo di nome Giuda, scriba a cui si rivolse Elena, la madre dell’Imperatore Costantino perché le svelasse dove era custodita la croce di Cristo. Dietro molte insistenze cedette e nel 326 venne ritrovata a Gerusalemme la Santa Croce. A seguito di questi eventi, Giuda si convertì al cristianesimo, si fece battezzare col nome di Ciriaco e in seguito venne proclamato vescovo. Per ciò che aveva fatto subì un processo e il martirio.

Lungo la via del rientro vi ritroverete a passare accanto al Palazzo del Senato e alla sua raccolta lapidaria costituita da reperti dall’epoca tardo antica all’età moderna (fra i pezzi più significativi spiccano due fregi alto medievali con motivi a pavoni e girali, un frammento di bifora pertinente a Palazzo del Senato, e una lunetta di archivolto scolpita con la testa di Cristo di una chiesa non identificabile del porto antico).

CHIESA DEL GESU’: è stata oggetto di importanti lavori di risanamento e di interventi di restauro commissionati e finanziati dall’Arcidiocesi di Ancona-Osimo a partire dal 2017.È stata riaperta al culto il 30 luglio 2021. Accoglie una interessante mostra permanente sulla Bibbia, con antichi documenti originali ed è utilizzata anche per concerti, presentazioni di libri e attività culturali. “La cultura è via dell’incontro, del dialogo e della pace”, come è scritto all’ingresso della Chiesa (chiusa il lunedì, aperta gli altri giorni dalle 16.00 alle 18.30).

Proseguite poi verso Palazzo Ferretti, sede del museo archeologico. Sicuramente avrete già avuto modo, durante la passeggiata, di notare le statue dorate che si trovano sul tetto di questo palazzo: sono una copia del gruppo scultoreo dei Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola e sono stati posti sul tetto perché siano ben visibili passeggiando lungo il Lungomare Vanvitelli.



PIAZZA CAVOUR: uno dei punti di ritrovo più amati della città. Andateci di pomeriggio e la troverete animata dai ritrovi dei ragazzi e dal passeggio pomeridiano dei residenti. I palazzi ottocenteschi e i giardini si tingono di colori caldi prima del tramonto, ideali per fare delle belle fotografie. Potete approfittare anche di una lunga bancarella dei libri (libreria Sonnino), perfetta per chi ama curiosare tra volumi usati, rarità e vecchie edizioni, oppure sostare sulle panchine della piazza per un momento di riposo o approfittare dei locali sotto i portici per uno stuzzichino o un aperitivo. Se non siete ancora stanchi proseguite verso Largo XXIV Maggio e poi lungo il Viale della Vittoria o fate un salto alla bella libreria Fogola in Corso Mazzini. Lì vicino c’è anche una deliziosa cartoleria che vende piccole vedute di Ancona realizzate ad acquerello.

La nostra cena: alla Pizzeria Paola, in Corso Mazzini, 160. Ho provato la pizza “Ancona” con mozzarella, alici e paccasassi. Conosciuti come paccasassi o spaccasassi, i finocchietti marini sono piante aromatiche spontanee che popolano le scogliere della Riviera del Conero. Il loro nome curioso richiama le radici che si fanno strada nella roccia a picco sul mare. Offrono un gusto originale, sospeso tra sentori di limone, sedano e finocchio selvatico. Anticamente, i marinai anconetani li consumavano durante i lunghi viaggi in mare come rimedio naturale contro lo scorbuto, grazie alla loro ricchezza di vitamina C.

A presto con la seconda parte della visita di Ancona: c'è ancora moltissimo da scoprire! 

Se ti è piaciuto questo post, sul mio profilo Instagram troverai altre foto di Ancona (daniela_darone)

mercoledì 1 luglio 2026

Segnalazione: Jean-Marie Appriou a Firenze, l'arte contemporanea incontra il Giardino Bardini

Dal 4 luglio al 23 agosto 2026, il Giardino Bardini ospita The Briar Rose (Rosa × centifolia), una suggestiva scultura in bronzo realizzata nel 2022 dall'artista francese Jean-Marie Appriou.

L'esposizione nasce dalla sinergia tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione CR Firenze (tramite la Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron). Questa nuova collaborazione unisce due grandi realtà culturali fiorentine, portando l'arte di Appriou fuori dalle mura museali tradizionali per integrarla in uno dei parchi storici più affascinanti della città. L'installazione si collega alla mostra personale dell'artista, CANTO INFINITO, aperta al pubblico nello stesso periodo presso il Project Space di Palazzo Strozzi.
Jean-Marie Appriou è una delle figure più innovative della scultura contemporanea. Il suo stile si distingue per un legame profondo con la materia (bronzo, alluminio, vetro, argilla e cera), che plasma per creare mitologie personali dove forme umane, animali e vegetali si fondono. I suoi lavori, maestosi ma intimi, evocano mondi sospesi tra archeologia, sogni e tradizioni popolari.
Al Giardino Bardini, l'opera The Briar Rose si ispira al ciclo pittorico preraffaellita The Legend of Briar Rose di Edward Burne-Jones, basato sulla fiaba della Bella Addormentata nel Bosco. Nella storia, la principessa è protetta da un muro impenetrabile di rovi. Appriou reinterpreta questo elemento fiabesco trasformandolo in una soglia ricca di contrasti: rami intrecciati e spine acuminate creano un'immagine al contempo romantica e respingente; l'apparente roseto da favola diventa una struttura di separazione che protegge ed esclude. Richiamando l'idea del filo spinato, la scultura invita a riflettere su temi attuali come i confini, le migrazioni, lo sradicamento e il senso di appartenenza, mantenendo un linguaggio lirico e aperto a molteplici letture.
Informazioni: Orari: Tutti i giorni, dalle 10.00 alle 19.30
CANTO INFINITO: Sede: Project Space di Palazzo Strozzi, fino al 23 agosto 2026. Tutti i giorni 10.00 – 20.00 (il giovedì fino alle 23.00).
Profilo dell'artista
Nato a Brest nel 1986, Jean-Marie Appriou vive e lavora a Parigi. Dopo il diploma all’École régionale des beaux-arts de Rennes nel 2010, ha costruito una solida carriera internazionale.
Le sue opere sono state esposte in prestigiose sedi mondiali, tra cui il TANK Museum di Shanghai, il MO.CO. di Montpellier, il Musée du Louvre e la Fondation Louis Vuitton a Parigi, Villa Medici a Roma e il Public Art Fund a New York. Ha inoltre preso parte a importanti collettive e biennali, come la Biennale di Lione, la Biennale di Amsterdam, la Pinakothek der Moderne di Monaco e il Centre Pompidou-Metz.

Jean-Marie Appriou, The Briar Rose (Rosa × centifolia), 2022

Courtesy The Artist and MASSIMODECARLO

© Jean-Marie Appriou, by SIAE. Photo Claire Dorn



martedì 9 giugno 2026

Segnalazione: 13 giugno 2026 incontro poetico alla biblioteca Luzi, Firenze



SABATO 13 GIUGNO ORE 16.00 La Camerata dei poeti incontra l’associazione internazionale “Poetas del mundo” per un Dialogo interculturale di poesia, ambiente, pace e fraternità tra i popoli.
Presentano Carmelo Consoli (presidente della Camerata dei poeti), Luis Arias Manzo (Fondatore e segretario generale dei Poetas del mundo), Stefano Caranti (segretario nazionale italiano dei Poetas del mundo).
Intervengono Roberto Mosi (poeta, scrittore), Poeti dei Poetas del mundo e della Camerata dei poeti
Partecipazione gratuita, ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili




venerdì 29 maggio 2026

Segnalazione: Tornare al bosco, 31 maggio, Riserva naturale della Selva (Belforte) con Laetitia Fauconnier


TORNARE AL BOSCO workshop di espressione naturale 🍃

Un percorso ispirato all’albero:
* Radici – stabilità e contatto
* Tronco – centratura e stabilità
* Rami – respiro e apertura

Pratiche semplici per muoversi, ascoltare e percepire attraverso i sensi. Un tempo per rallentare, uscire dagli automatismi e ritrovare una presenza autentica. Un tempo per lasciare la mappa ed essere il territorio.

Domenica 31 maggio alle 14.00 a Belforte, riserva naturale della Selva 🌳
Costo 20€ 🌾

Info 351 967 4664

giovedì 21 maggio 2026

Segnalazione: dal 28 al 30 maggio LIBRI IN PIENA A FIRENZE

Sta per arrivare "Libri in piena a Firenze", un festival letterario ideato da ragazze e ragazzi tra i 12 e i 15 anni per celebrare la forza travolgente e vitale delle storie. 

Tre giorni di eventi dedicati a ragazzi e adulti, distribuiti in molteplici spazi: incontri con autori e autrici, illustratori e professionisti del settore editoriale, presentazioni di libri, momenti di dibattito e confronto, letture con accompagnamento musicale, laboratori creativi e una camminata letteraria.

La parola chiave di questa edizione è SCELTE: morali, intime, collettive, artistiche per raccontare il dubbio, il coraggio, la responsabilità e la libertà. 

Qui https://www.librinpiena.it/ trovate il modulo per iscrivervi agli eventi.

Qui trovate il programma: https://www.librinpiena.it/programma-festival

Felice festival! 

domenica 3 maggio 2026

Il giorno della poesia in tasca del 30 aprile 2026: come è andato? Avete celebrato?


Col fatto che ero impegnata a celebrare la giornata e a donare e inviare poesie agli amici più cari, mi sono completamente dimenticata di scrivere un post! Come è andata la vostra giornata della poesia in tasca? Avete festeggiato? Avete trovato dei modi creativi per condividere dei versi? 
Alla fine della giornata sono passata dalla mia mamma per darle un foglietto su cui avevo scritto a mano una piccola poesia e lei mi ha stupita perché mi ha fatto trovare a sua volta una poesia che ricordava di aver studiato quando andava a scuola.  


E' stato bello vedere quante persone si sono stupite e commosse del piccolo dono: è stato un modo per far viaggiare la poesia e accendere di sorpresa i volti della gente! 

giovedì 23 aprile 2026

Idee per la giornata della poesia in tasca del 30 aprile 2026

Le rose e le spine

C'è un proverbio che attraversa i secoli

una vena d'acqua sotto la sabbia:

La rosa è amica della spina.

Shahab lo diceva consegnando una chiave

a una porta che ancora non esiste.

E nella sua voce c'era la sapienza 

delle cose

che resistono alla polvere del tempo: 

"Non temere la ferita

senza la spina, la rosa non cresce.

La rosa è amica della spina".

Da allora

quella frase è con me,

un teorema che il corpo non sa di conoscere,

arrivato a dire, in fondo,

il destino di ogni creatura umana: 

che nessuna grazia è senza pericolo,

e nessuna verità senza dolore.

Qui, da noi, abbiamo disimparato 

la ferita.

Confuso la fuga dalla spina 

con la libertà

e chiamato "felicità"

la rimozione del dolore. 

Ma la libertà - quella vera -

è la soglia del dolore che sappiamo sostenere.  

...

Ogni taglio, una domanda.

Ogni cicatrice, una risposta

non ricevuta

o una non data.

Forse tutta la teologia dell'uomo sta qui:

il male che non si elimina

si attraversa.

La luce che non redime l'ombra

la accompagna.

La rosa è amica della spina

è l'etica segreta del mondo.

La rosa sa che la bellezza senza rischio

è sterile.

La spina sa che ferire

è un modo di difendere.

Insieme, sono il corpo e il pensiero del vivente. 

Ho visto uomini che volevano solo la rosa

e hanno cancellato il giardino. 

Ne ho visti altri accogliere la spina 

e, nel taglio, 

scoprire una forma più severa di pace. 

...

La grazia è un equilibrio instabile,

una fiamma che brucia solo se incontra il vento. 


Francesca Mannocchi, da "Crescere, la guerra" (Giulio Einaudi editore).   

mercoledì 22 aprile 2026

23 aprile: Giornata mondiale del libro

Foto di huan yu su Unsplash


Giovedì 23 aprile, alle ore 21, torna a San Salvi l’appuntamento con “Porta il tuo libro preferito e leggi la pagina che ami”.

I Chille invitano tutti a portare il proprio libro preferito e leggerne in pubblico una pagina (ogni lettura non può superare i 2 minuti!), in una non-stop collettiva in occasione dell’evento patrocinato dall’UNESCO per promuovere la lettura.

La serata a San Salvi sarà una bella occasione per leggere tutti insieme e poi comporre un libretto delle frasi scelte nell’occasione dagli spettatori-lettori!

Ingresso libero con prenotazione vivamente consigliata – tel/whatsapp 335 6270739 o mail a info@chille.it – indicando, se si vuole, il testo scelto da leggere. Posti limitati!

Dal 1995, il 23 aprile, si svolgono iniziative in tutto il mondo – flashmob, reading, eventi letterari, presentazioni di libri – per incoraggiare a scoprire il piacere della lettura. L’UNESCO ha scelto il 23 aprile per due importanti motivi. Innanzitutto, perché in questa giornata la leggenda vuole che nel 1616 siano morti sia William Shakespeare che Miguel de Cervantes; ma anche perché in questo giorno si festeggia in Catalogna la Festa di San Jordi, (San Giorgio in Italia), patrono di Barcellona. Qui la tradizione vuole che il 23 aprile uomini e donne si scambino un dono: l’uomo regala una rosa alla sua donna, la donna offre in dono al suo uomo un libro.

Fonte: Chille de la Balanza

Idee per la giornata della poesia in tasca del 30 aprile 2026



Aprile

D'aprile mi rammento. 
Traboccava il cuore come il
glicine dai muri. 
Erravano i miei passi ebbri e
sicuri, 
ed un vento fiorito li 
portava. 

Sergio Solmi 

Foto di Alex su Unsplash


Grazie alla mia amica Elisabetta, che questo pomeriggio mi ha fatto scoprire questa poesia: 
 
Post scriptum

E trova il tempo prima o poi di andare verso ovest
fino al County Clare, lungo la Flaggy Shore,
in settembre o in ottobre,
quando il vento e la luce confliggono,
e da una parte l’oceano si scatena
di schiuma e di bagliori, e nell’interno tra i massi
la superficie di un lago grigio ardesia è illuminata
dal lampo atterrato di uno stormo di cigni,
le penne irruvidite e arruffate, bianco su bianco,
il lungo capo dall’aria ostinata
nascosto o increstato o indaffarato sott’acqua.
Inutile pensare di parcheggiare e catturare tutto
più interamente. Tu non ci sei, c’è solo
un’urgenza in cui passano l’estraneo e il noto,
mentre grandi sbuffi ventosi colpiscono soffici la fiancata
e colgono il cuore alla sprovvista e lo spalancano.

Seamus Heaney

martedì 21 aprile 2026

Idee per la giornata della poesia in tasca, 30 aprile 2026

 


Come promesso ieri, eccomi qui con qualche idea sulla poesia per il 30 aprile. Neanche a farlo apposta, mia figlia mi ha regalato "Sono tornato perché c'eri tu. La poesia che salva e come lo fa", di Mara Sabia e Emilio Fabio Torsello (Solferino editore). Vi scrivo poche righe tratte dal libro, che ben rendono l'idea di come la poesia sia una forza vitale che agisce a un livello profondo, una pausa benefica dal ritmo frenetico della giornata. Poche parole, a volte, sembrano dei fari che rischiarano momenti bui o luci gioiose che fanno risaltare i giorni sereni.

"La poesia ci insegna che ogni singolo verso, arrivando a parlare alla nostra anima, ci sta salvando, ci indica una strada, demolisce quell'apparente solitudine in cui crediamo di vivere". 


Dunque, partiamo! Oggi facciamo visita a Monsieur Charles Baudelaire: 



Io voglio, per comporre castamente le mie egloghe,

coricarmi sotto il cielo, come un astrologo,

e ascoltare sognando, vicino ai campanili,

i loro inni solenni portati nel vento.

Le due mani sotto il mento, là in alto dalla mia mansarda,

vedrò il cantiere dove si chiacchiera e si canta;

e vedrò camini e campanili, gli alberi maestri della città,

e i grandi cieli che promettono sogni di eternità.

E dolce, fra la nebbia, vedere nascere

la stella nell’azzurro, una lampada alla finestra,

i fiumi di carbone salire al firmamento

e la luna spargere il suo pallido incanto.

Primavera, estate, autunno io vedrò

e quando arriveranno le nevi del monotono inverno

chiuderò con cura tutte le porte e le finestre

per costruirmi nel buio fiabeschi palazzi.

Allora potrò sognare orizzonti bluastri,

e giardini, e zampilli d’acqua sgorganti negli alabastri,

e baci, e uccelli che cantano sera e mattina,

e tutto quello che nell'idillio c’è di più infantile.

La Rivolta, bussando invano alla finestra,

non mi farà levare la fronte dal leggio;

perché resterò immerso nel piacere

di evocare la Primavera con la mia volontà,

di far sorgere un sole dal mio cuore, e di creare

con i miei pensieri ardenti una tiepida atmosfera.

"Paesaggio" (Paysage), di Charles Baudelaire (dalla sezione "Tableaux parisiens" de "I fiori del male", 1857).

Se, alla fine di questo post, vi state chiedendo: "ma di quale giornata della poesia in tasca (?!) stiamo  parlando?" potete recuperare qui la "spiegazione" 😄 : https://pennaeblog-notes.blogspot.com/2026/04/poem-in-your-pocket-day-la-giornata.html 

lunedì 20 aprile 2026

Poem in your pocket day (la giornata della poesia in tasca): la importiamo anche da noi questa ricorrenza?




Il poem in your pocket day si terrà il 30 aprile. Qui in Italia, questa ricorrenza nata a New York nel 2002 la conoscono ancora in pochissimi: fu istituita dall'Ufficio del Sindaco di New York e dal Dipartimento per l'Educazione per celebrare il mese nazionale della poesia.

In pratica, come si festeggia? Basta scegliere una poesia che vi piace particolarmente e portarla con voi, condividendola con i vostri amici, colleghi o anche sconosciuti nel corso della giornata. Potrebbe essere carino stamparne qualche copia in più e regalarla alle persone che incontrate.

Questa è la poesia che ha ispirato questa ricorrenza:

Keep a poem in your pocket
And a picture in your head
And you’ll never feel lonely
At night when you’re in bed.
The little poem will sing to you
The little picture bring to you
A dozen dreams to dance to you
At night when you’re in bed.
So –
Keep a picture in your pocket
And a poem in your head
And you’ll never feel lonely
At night when you’re in bed.

Beatrice Schenk de Regniers

che ho tradotto per voi qui di seguito:

Tieni una poesia in tasca
e un'immagine nella tua testa
e non ti sentirai mai solo
di notte, quando sei nel tuo letto.
La piccola poesia canterà a te
la piccola immagine ti porterà
una dozzina di sogni per danzare
di notte, quando sei a letto.
Quindi -
tieni un'immagine nella tua tasca
e una poesia nella tua testa
e non ti sentirai mai solo
la notte quando sei a letto.

Non è il primo anno che sto cercando di pubblicizzare la giornata della poesia in tasca. Abbiamo importato la festa di Halloween, possiamo importare pure una festa della poesia per regalare emozioni! 
Ho pensato di scrivere questo post con diversi giorni di anticipo, in modo da permettervi di organizzarvi e festeggiare questa ricorrenza nel migliore dei modi. In questi giorni, sul blog troverete delle idee sulle poesie da utilizzare. Tornate a trovarmi!

lunedì 13 aprile 2026

Segnalazione: Laboratori di espressione naturale a Belforte, riserva naturale della Selva

 


Tornare al bosco. Workshop di espressione naturale con musica live. 

Tre incontri ispirati all'albero: 

Radici: senti la terra, senti i piedi

Tronco: Trova il tuo centro

Rami: espanditi, gioca, esci dai confini

Useremo corpo e sensi: ascoltare, annusare, muoversi, fermarsi. 

Lascia la mappa. Diventa il territorio. 

Non torni al bosco. Ti ricordi di esserlo. 

BELFORTE, RISERVA NATURALE DELLA SELVA

PROSSIMO INCONTRO 19 APRILE ORE 14.00-17.00

ISCRIZIONE NECESSARIA AL 351 967 4664

Segnalazione: A Villa Bardini, La Città dei Giovani Lettori. La parola come ponte tra generazioni e culture.


 
Nella stupenda cornice di Villa Bardini, dal 15 al 18 aprile, si terrà il Festival "La città dei giovani lettori", un appuntamento dedicato alla galassia della letteratura per ragazzi, con circa 60 eventi tra laboratori, spettacoli e talk.

Il festival è un progetto culturale di Fondazione CR Firenze, a cura di Associazione Wimbledon APS, con la direzione di Gabriele Ametrano e la collaborazione della Libreria Farollo e Falpalà.

SCOPRI IL PROGRAMMA: https://www.lacittadeilettori.it/eventi/festival-la-citta-dei-giovani-lettori-2026/?utm_source=brevo&utm_campaign=LA%20CITT%20DEI%20GIOVANI%20LETTORI%20-%20programma_copy&utm_medium=email

La manifestazione pone l'accento sul potere della parola come ponte in grado di integrare generazioni e culture differenti, grazie alle sue molteplici declinazioni.

Timothée de Fombelle e Brian Conaghan saranno gli ospiti speciali di questa edizione. 

Il programma sarà dedicato esclusivamente alle scuole nelle giornate 15, 16, 17 aprile 2026, mentre il 18 aprile (sabato) sarà aperto al grande pubblico (dalle ore 10.30 alle ore 18) con 13 eventi.

L’ingresso nella giornata di sabato 18 aprile sarà gratuito con prenotazione obbligatoria su www.fondazionecrfirenze.it/fondazioneperte

lunedì 30 marzo 2026

Segnalazione: mostra "Hokusai. Il grande maestro dell'arte giapponese" a Roma, palazzo Bonaparte


Anche se da fantasma
me ne andrò per diletto
sui prati d'estate.

Da "Hokusai. Il vecchio pazzo per la pittura"


"Hokusai non è solo un artista fra gli altri nel mondo fluttuante, è un'isola, un continente, da solo un mondo". Edgar Degas

martedì 24 marzo 2026

25 marzo: dal Capodanno fiorentino al Dantedì, Firenze si accende di cultura

 

Battistero di Firenze, foto di Daniela Darone


Il 25 marzo, come da tradizione, a Firenze si celebra il Capodanno Fiorentino. Nonostante l’adozione del calendario gregoriano nel 1582, Firenze mantenne il proprio calendario civile, facendo iniziare l'anno in corrispondenza della festa dell'Annunciazione.

Questa tradizione continuò fino a che il Granduca Francesco III di Lorena, col decreto del 22 dicembre 1749, impose l'adozione del calendario moderno, uniformando la Toscana al resto d'Europa.

I fiorentini non fecero passare sotto silenzio l’avvenimento, tanto che lo storico Giovanni Lami commemorò l’antica tradizione con una lapide, che venne collocata sotto la Loggia dei Lanzi.

Negli ultimi anni si è voluto dare particolare risalto a questa ricorrenza, istituendo “la settimana del fiorentino”, ricca di visite, laboratori e itinerari gratuiti. Le iniziative dell’edizione 2026 si svolgono al Museo di Palazzo Vecchio, il Complesso di Santa Maria Novella, il Museo Novecento, il Museo Stefano Bardini e MAD fino al 29 marzo.

Informazioni e prenotazioni:info@musefirenze.it





Domani non si celebra solo il Capodanno fiorentino, ma anche il Dantedì, la Giornata nazionale in cui si onorano il Sommo Poeta e la lingua italiana. La data, scelta dagli studiosi, segna l'inizio del viaggio ultraterreno di Dante, quando si smarrisce nella “selva oscura”, nel 1300.

Ogni anno si organizzano eventi, mostre e letture inerenti l’opera di Dante: per consultare quelli nella vostra città vi basterà digitare nel motore di ricerca Dantedì 2026.

Ma se per qualsiasi ragione non poteste partecipare a nessun evento, se vi trovate a Firenze potete sempre fare una passeggiata letteraria sulle tracce delle lapidi dantesche che riportano le terzine della Divina Commedia, collocate dal Comune di Firenze lungo le vie della città. Il seguente percorso, che si compie in meno di tre ore, non è esaustivo e anzi, potrebbe essere interessante se cercaste di scoprire altre lapidi dantesche da soli:

Via San Salvatore al Monte, Via Monte alle Croci (Purgatorio, Canto XII)

Piazza San Martino (Inferno, Canto XXIII)

Via Dante Alighieri (Casa di Dante e busto del Sommo Poeta)

Via del Corso (Purgatorio, Canto XXX), Torre dei Donati (Purgatorio, Canto XXIV)

Piazza Duomo (angolo Via del Campanile, sul muro della Misericordia, civico 18 - Paradiso, Canto XXXIII)

Pavimentazione esterna del Battistero, davanti alla facciata del Duomo (Paradiso, Canto XXV)

Piazza Signoria, cortile di Palazzo Vecchio (Inferno, Canto X)

Via Por Santa Maria, 9/11 R, Torre degli Amidei (Paradiso, XVI)

Via Por Santa Maria (Paradiso, Canto XIV)

Ponte Vecchio (Paradiso, Canto XVI)

Da qui potete tornare in via San Salvatore al Monte passando da Via de’ Bardi, Via di San Niccolò e, passata Porta San Miniato, sarete di nuovo al punto di partenza.

Se volete cimentarvi nel percorso completo, potete trovarlo qui: https://www.feelflorence.it/it/esperienze-itinerari/lapidi-dantesche-firenze

Se invece volete celebrare la giornata dantesca in completo relax potete ascoltare su Youtube i canti della Divina Commedia letti e interpretati dalla splendida Lucilla Giagnoni.

Con l’occasione, vi segnalo che Lucilla Giagnoni sarà presente alla Biblioteca delle Oblate, a Firenze, il 2 e il 23 aprile, con due lezioni-spettacolo dedicate a un trattato sul linguaggio dei monologhi di Francesca e alle figure di Ulisse e della Vergine Madre. Gli incontri sono gratuiti, fino a esaurimento dei posti.

domenica 22 marzo 2026

Proiezione di "Non si pedala da soli", cinema Astra, Firenze.




"Cinema e Narrazione" è stata un'avventura al buio, nella quale mi sono buttata per mettermi alla prova. Qui ho trovato un gruppo eterogeneo di persone stupende: dai ragazzi ventenni ai "diversamente giovani". Tutti abbiamo collaborato insieme, godendoci il percorso. Questo è il risultato di diverse settimane di laboratorio, incontri e racconti condivisi. 

Ringrazio tutte le persone del Glue Alternative Concept Space e di Kaleido (mitico Matteo Giannetti!), che ci hanno condotto lungo questa avventura!

Questo progetto è stato realizzato con il contributo di Fondazione CR Firenze e in collaborazione con Kaleido, Lizard Firenze e Cooperativa Il Girasole.

“Una bicicletta va avanti perché qualcuno la spinge, ma anche perché qualcuno la tiene in equilibrio. All’inizio non c’è una direzione precisa, c’è un movimento, una strada che esiste solo mentre la percorri. Pedalare non è arrivare, è restare in equilibrio abbastanza a lungo da poter guardare intorno. A un certo punto non si pedala più da soli: qualcuno pedala accanto a te, qualcun altro arriva da una strada diversa. Ci si riconosce, ognuno porta qualcosa: immagini, idee, entusiasmo. Ci si ferma. All’inizio si guarda come si è sempre guardato, poi qualcosa cambia. Si cominciano a notare i dettagli. È il modo in cui guardiamo le cose a farle cambiare: non è una lezione, è un esercizio. Allenare lo sguardo, ascoltare meglio, capire che ogni racconto dipende dal punto da cui lo si osserva e, senza accorgersene, qualcosa comincia a passare da uno all’altro”.

sabato 21 marzo 2026

Giornata mondiale della poesia


"La poesia ha bisogno di spazi silenziosi e carichi di attesa. Chi la ascolta deve essere passato per un'urgenza, deve essere assetato". 

Milo De Angelis


Forse accanto a voi ci sono persone assetate e non ve ne siete mai resi conto. Forse anche chi ha sete non è consapevole di avere sete e se ne sta lì, a interrogarsi su una sensazione a cui non sa dare un nome.

Per la giornata mondiale della poesia vi faccio una proposta: stampate la vostra poesia preferita o scrivetela a mano. Anche cinque copie potranno bastare, chissà. Regalatela a chi pensate possa averne bisogno, fosse anche a dei passanti che non conoscete e godetevi la sensazione di aver regalato un pezzetto di bellezza! 


Questa è la poesia che vi regalo: 


Se sopravvivi, se perseveri, canta,

sogna, ubriacati.

È il tempo del freddo: ama,

affrettati. Il vento delle ore

spazza le strade, i sentieri.

Gli alberi attendono: tu non attendere,

questo è il tempo di vivere, l’unico.


Jaime Sabines, da Yuria, 1967


venerdì 20 marzo 2026

Primavera 2026


Lasciate che sia primavera anche dentro di voi! Spolverate il cuore, fate bei respiri profondi, entri aria nuova nei vostri pensieri, lustratevi gli occhi. Tutto, in un grande ciclo, rinasce. Fatelo anche voi.


Let it be spring within you too! Dust your heart, take deep breaths, breathe new air into your thoughts, shine your eyes. Everything, in a great cycle, is reborn. Do it too.

Segnalazione: Le buchette del vino raccontano

 


mercoledì 11 marzo 2026

“La mattina scrivo”, un viaggio emotivo, una meditazione esistenziale.



Cari lettori, 

il mio amato Mark Twain scriveva: “Sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti dell'opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.” 

Ho deciso di seguire il suo consiglio, mantenendo le mie radici, che sono i libri per ragazzi e i miei due blog, e cercando nel contempo di sviluppare nuovi rami. Sto iniziando una nuova esperienza come giornalista freelance e oggi sono stata ospitata sulle pagine di Avanti! online, che ha pubblicato la mia recensione del film “La mattina scrivo”. 

Vi allego qui il link e, come sempre, felice lettura! Da oggi in poi avremo più posti e occasioni per incontrarci!



domenica 8 marzo 2026

Il cimitero può essere anche un nido di storie d'amore

 




Al cimitero di Trespiano, a Firenze, c’è una targa su una tomba che testimonia una storia d’amore bellissima. Sulla targa, lui ha fatto incidere: 

“Amatissima moglie, abbiamo trascorso una vita serena, colma di valori e piccole cose. Abbiamo giocato e giocare insieme è stato fantastico. Insieme saremo per sempre uniti”. 

Io non li conoscevo, ma ogni volta che vado al cimitero passo a trovarli, perché la loro storia d’amore, fatta di complicità e di valori condivisi, mi commuove. Lui, dopo la morte di lei, ha vissuto solo altri 97 giorni. 

A me fa bene sostare per un po’ lì, dove adesso riposano insieme, osservare la foto che li ritrae abbracciati e sorridenti in una giornata di sole e pensare a loro e al significato dell’amore.

lunedì 2 marzo 2026

Testo 2026: fra case editrici, una passeggiata letteraria sulla libertà delle panchine e riflessioni sul vero lusso

 




Sabato sono arrivata davanti ai cancelli della Stazione Leopolda con il consueto anticipo che mi contraddistingue. La fiera apriva alle 10, ma già alle 9.40 c’era la fila fuori dal cancello, segno che questa manifestazione funziona e attira sempre più visitatori.

Le case editrici e gli eventi, come ogni anno, erano tantissimi.

Mi sono fermata soprattutto presso lo stand di Utopia, una giovane casa editrice nata nel gennaio 2020. Mi hanno colpito l’entusiasmo e il coraggio di ricercare testi particolari che vanno a formare un catalogo che propone una visione precisa, valorizzando autori classici e novità: dal Medioevo di Sigrid Undset alle opere sperimentali del contemporaneo Agustín Fernández Mallo, dalla Sardegna di Grazia Deledda (piuttosto dimenticata in Italia, ma celebrata nel Nord Europa) all’Iraq, al Ruanda e al Brasile. Ho preso il catalogo e sceglierò sicuramente qualche loro titolo per le mie prossime letture.

Mi sono poi dedicata ad altri due editori:

La Vita Felice, che ha catturato la mia attenzione per la precisa identità grafica dei volumi, caratterizzati da uno stile elegante e sobrio e dal formato tascabile. Il catalogo è articolato in numerose collane, che spaziano dalla poesia, alla narrativa italiana e straniera con testo a fronte, psicologia, saggistica e varia.

Le Edizioni Henry Beyle, invece, mi hanno colpito per la loro visione dei libri come oggetti d'arte, caratterizzati da tirature limitate, carte pregiate e tecniche di stampa artigianali. Le pagine sono intonse e il taglio dei singoli fogli è affidato al lettore: un’esperienza di lettura preziosa e insolita.

Dopo un breve volo fra gli altri editori, ho partecipato alla passeggiata letteraria organizzata da Paolo Ciampi “Sguardi e parole dalle panchine di Firenze”. Il mese scorso è uscito il suo libro: “La libertà delle panchine. Piccoli spazi per guardare il mondo e sognare” che, dopo “Il sogno delle mappe” e “La terapia del bar”, completa la trilogia dedicata ai luoghi dove ritrovarsi.


Le panchine sono entrate a far parte delle opere letterarie, dei film e dei quadri e, mai come oggi, rappresentano un manifesto culturale contro la frenesia e le città senz’anima. Le panchine, dice Ciampi, sono democrazia urbana, diritto alla sosta, all'ozio, allo sguardo lento. Osservare è un modo per educare lo sguardo e conoscersi e quindi sedersi su una panchina è un atto di meditazione. Le panchine sono anche un modo per intendere la città, vista non solo come un luogo in cui ci si sposta, ma anche un luogo in cui sostare.

Mentre camminavamo mi sentivo un po’una flâneuse e pensavo a Georges Perec che, nel suo libro “Specie di spazi”, scriveva: “Lo spazio è un dubbio: devo continuamente individuarlo, designarlo. Non è mai mio, mai mi viene dato, devo conquistarlo”.

Durante la nostra passeggiata siamo passati fra panchine di legno, di pietra, di ferro, panche di via fiorentine del Trecento, quando la città si mostrava come un’opera d’arte. Abbiamo letto brani di Simenon (da “Maigret e l’uomo della panchina”) e Perec (“Tentativo di esaurimento di un luogo parigino”) e ricordato la celebre frase “Posso sedermi?” pronunciata dal misterioso Woland nel romanzo “Il Maestro e Margherita” di Michail Bulgakov.

Palazzo Rucellai, con la panca di via



Chi di noi potrebbe concedersi il lusso che si concesse Perec nell’ottobre del 1974 quando scrisse “Tentativo di esaurimento di un luogo parigino”? Per tre giorni di seguito sedette ai tavolini dei caffè o sulle panchine in place Saint-Sulpice, a Parigi, osservando la piazza in momenti diversi della giornata e prendendo nota di quello che vedeva: non solo le persone, la vita che palpitava intorno a lui, ma anche i cambiamenti impercettibili del tempo, delle ombre, dei colori.

Facendo un parallelo, mi sono venute in mente le cinquanta tele delle Cattedrali di Rouen di Claude Monet, che ritraggono la Cattedrale che cambia al mutare della luce dell'ora, del tempo, della stagione, del meteo e il film sperimentale di Andy Warhol del 1964, “Empire”, un’unica inquadratura fissa dell'Empire State Building di New York, ripresa dal 41° piano del Time-Life Building. Otto ore e cinque minuti in bianco e nero per osservare il grattacielo dal tramonto fino a notte fonda. Warhol dichiarò che lo scopo era osservare il trascorrere del tempo.

E in tutto questo camminare, ascoltare e riflettere, ho pensato che dovremmo davvero concederci dei momenti di ozio vigile, in cui sembra che non accada nulla, e invece accade tutto. Ricordo una scritta che vidi anni fa su un muro, che non ho più dimenticato. Devo avere anche una foto da qualche parte, ma al momento non la trovo. Il pensatore scriveva questo, a grandi lettere: “Consapevolezza e meditazione: lusso sfrenato”. Forse è stata una delle poche volte in cui, quando ho visto che il muro era stato ridipinto, mi è dispiaciuto.

"Di tutto il nostro mondo assolato
desidero soltanto una panchina in un giardino
dove un gatto si scalda al sole…
Là vorrei sedermi
con una lettera nascosta in seno
una sola piccola lettera.
Così appare il mio sogno…"
Edith Södergran

Per chiudere, Ciampi ci ha lasciati con questa poesia di Neruda. Lungo l’Arno, qualora non trovaste panchine, potrete sempre sedervi sui muretti.

Il fiume, di Pablo Neruda

Io entrai a Firenze. Era
notte. Tremai ascoltando
quasi addormentato quel che il dolce fiume
mi narrava. Io non so
quel che dicono i quadri e i libri
(non tutti i quadri né tutti i libri,
solo alcuni),
ma so ciò che dicono
tutti i fiumi.
Hanno la mia stessa lingua.
Nelle terre selvagge
l’Orinoco mi parla
e capisco, capisco
storie che non posso ripetere.
Ci sono segreti miei
che il fiume si è portato,
e quel che mi chiese lo sto facendo
a poco a poco sulla terra.
Riconobbi nella voce dell’Arno allora,
vecchie parole che cercavano la mia bocca,
come colui che mai conobbe il miele
e sente che riconosce la sua delizia.
Così ascoltai le voci
del fiume di Firenze,
come se prima d’essere mi avessero detto
ciò che ora ascoltavo:
sogni e passi che mi univano
alla voce del fiume,
esseri in movimento,
colpi di luce nella storia,
terzine accese come lampade.
Il pane e il sangue cantavano
con la voce notturna dell’acqua.