TORNARE AL BOSCO workshop di espressione naturale



Questo blog parla di scrittura, di libri, di eventi e concorsi letterari, di mostre, di arte, di viaggi, di cibo, di piccoli gesti che possiamo fare tutti insieme per essere gentili con noi stessi, con gli altri, con il pianeta. Ma forse parlerà anche di cose che ancora non immagino e non penso di scrivere. Un blog a sorpresa! Rimanete in contatto! Potete seguirmi anche su blookintreccinellarete.blogspot.com, su X @pennaeblognotes e su Instagram daniela_darone



Sta per arrivare "Libri in piena a Firenze", un festival letterario ideato da ragazze e ragazzi tra i 12 e i 15 anni per celebrare la forza travolgente e vitale delle storie.
Tre giorni di eventi dedicati a ragazzi e adulti, distribuiti in molteplici spazi: incontri con autori e autrici, illustratori e professionisti del settore editoriale, presentazioni di libri, momenti di dibattito e confronto, letture con accompagnamento musicale, laboratori creativi e una camminata letteraria.
La parola chiave di questa edizione è SCELTE: morali, intime, collettive, artistiche per raccontare il dubbio, il coraggio, la responsabilità e la libertà.
Qui https://www.librinpiena.it/ trovate il modulo per iscrivervi agli eventi.
Qui trovate il programma: https://www.librinpiena.it/programma-festival
Felice festival!
Le rose e le spine
C'è un proverbio che attraversa i secoli
una vena d'acqua sotto la sabbia:
La rosa è amica della spina.
Shahab lo diceva consegnando una chiave
a una porta che ancora non esiste.
E nella sua voce c'era la sapienza
delle cose
che resistono alla polvere del tempo:
"Non temere la ferita
senza la spina, la rosa non cresce.
La rosa è amica della spina".
Da allora
quella frase è con me,
un teorema che il corpo non sa di conoscere,
arrivato a dire, in fondo,
il destino di ogni creatura umana:
che nessuna grazia è senza pericolo,
e nessuna verità senza dolore.
Qui, da noi, abbiamo disimparato
la ferita.
Confuso la fuga dalla spina
con la libertà
e chiamato "felicità"
la rimozione del dolore.
Ma la libertà - quella vera -
è la soglia del dolore che sappiamo sostenere.
...
Ogni taglio, una domanda.
Ogni cicatrice, una risposta
non ricevuta
o una non data.
Forse tutta la teologia dell'uomo sta qui:
il male che non si elimina
si attraversa.
La luce che non redime l'ombra
la accompagna.
La rosa è amica della spina
è l'etica segreta del mondo.
La rosa sa che la bellezza senza rischio
è sterile.
La spina sa che ferire
è un modo di difendere.
Insieme, sono il corpo e il pensiero del vivente.
Ho visto uomini che volevano solo la rosa
e hanno cancellato il giardino.
Ne ho visti altri accogliere la spina
e, nel taglio,
scoprire una forma più severa di pace.
...
La grazia è un equilibrio instabile,
una fiamma che brucia solo se incontra il vento.
Come promesso ieri, eccomi qui con qualche idea sulla poesia per il 30 aprile. Neanche a farlo apposta, mia figlia mi ha regalato "Sono tornato perché c'eri tu. La poesia che salva e come lo fa", di Mara Sabia e Emilio Fabio Torsello (Solferino editore). Vi scrivo poche righe tratte dal libro, che ben rendono l'idea di come la poesia sia una forza vitale che agisce a un livello profondo, una pausa benefica dal ritmo frenetico della giornata. Poche parole, a volte, sembrano dei fari che rischiarano momenti bui o luci gioiose che fanno risaltare i giorni sereni.
"La poesia ci insegna che ogni singolo verso, arrivando a parlare alla nostra anima, ci sta salvando, ci indica una strada, demolisce quell'apparente solitudine in cui crediamo di vivere".
Dunque, partiamo! Oggi facciamo visita a Monsieur Charles Baudelaire:
Tornare al bosco. Workshop di espressione naturale con musica live.
Tre incontri ispirati all'albero:
Radici: senti la terra, senti i piedi
Tronco: Trova il tuo centro
Rami: espanditi, gioca, esci dai confini
Useremo corpo e sensi: ascoltare, annusare, muoversi, fermarsi.
Lascia la mappa. Diventa il territorio.
Non torni al bosco. Ti ricordi di esserlo.
BELFORTE, RISERVA NATURALE DELLA SELVA
PROSSIMO INCONTRO 19 APRILE ORE 14.00-17.00
ISCRIZIONE NECESSARIA AL 351 967 4664
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| Battistero di Firenze, foto di Daniela Darone |
“Una bicicletta va
avanti perché qualcuno la spinge, ma anche perché qualcuno la tiene in
equilibrio. All’inizio non c’è una direzione precisa, c’è un movimento, una
strada che esiste solo mentre la percorri. Pedalare non è arrivare, è restare in
equilibrio abbastanza a lungo da poter guardare intorno. A un certo punto non
si pedala più da soli: qualcuno pedala accanto a te, qualcun altro arriva da
una strada diversa. Ci si riconosce, ognuno porta qualcosa: immagini, idee,
entusiasmo. Ci si ferma. All’inizio si guarda come si è sempre guardato, poi qualcosa
cambia. Si cominciano a notare i dettagli. È il modo in cui guardiamo le cose a
farle cambiare: non è una lezione, è un esercizio. Allenare lo sguardo,
ascoltare meglio, capire che ogni racconto dipende dal punto da cui lo si
osserva e, senza accorgersene, qualcosa comincia a passare da uno all’altro”.
Milo De Angelis
Forse accanto a voi ci sono persone assetate e non ve ne siete mai resi conto. Forse anche chi ha sete non è consapevole di avere sete e se ne sta lì, a interrogarsi su una sensazione a cui non sa dare un nome.
Per la giornata mondiale della poesia vi faccio una proposta: stampate la vostra poesia preferita o scrivetela a mano. Anche cinque copie potranno bastare, chissà. Regalatela a chi pensate possa averne bisogno, fosse anche a dei passanti che non conoscete e godetevi la sensazione di aver regalato un pezzetto di bellezza!
Questa è la poesia che vi regalo:
Se sopravvivi, se perseveri, canta,
sogna, ubriacati.
È il tempo del freddo: ama,
affrettati. Il vento delle ore
spazza le strade, i sentieri.
Gli alberi attendono: tu non attendere,
questo è il tempo di vivere, l’unico.
Jaime Sabines, da Yuria, 1967
Al cimitero di Trespiano, a Firenze, c’è una targa su una tomba che testimonia una storia d’amore bellissima. Sulla targa, lui ha fatto incidere:
“Amatissima moglie, abbiamo trascorso una vita serena, colma di valori e piccole cose. Abbiamo giocato e giocare insieme è stato fantastico. Insieme saremo per sempre uniti”.
Io non li conoscevo, ma ogni volta che vado al cimitero passo a trovarli, perché la loro storia d’amore, fatta di complicità e di valori condivisi, mi commuove. Lui, dopo la morte di lei, ha vissuto solo altri 97 giorni.
A me fa bene sostare per un po’ lì, dove adesso
riposano insieme, osservare la foto che li ritrae abbracciati e sorridenti in
una giornata di sole e pensare a loro e al significato dell’amore.
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| Palazzo Rucellai, con la panca di via |
Questa settimana, in onore della Giornata Nazionale del Gatto (è stata il17 febbraio) giochiamo con i gatti e i libri (di narrativa, poesia e saggistica) che includono come protagonisti i felini. Avvolti nel mistero e celebrati nel passato come divinità, i gatti possono apparire diffidenti e schivi ma, se vogliamo dirlo con una citazione: "Da tempo si ipotizza che i gatti siano una cura miracolosa. In altre parole, talvolta possono rivelarsi più efficaci dei farmaci comuni" dal romanzo
Un gatto per i giorni difficili, di Ishida Syou (Rizzoli, 2024)
Questa è la sfida a trovare la frase più bella, dichiarando però il nome di chi l'ha scritta e la pubblicazione da cui è tratta: muovendo le vibrisse da amanti della lettura non sarà difficile trovare una descrizione persuasiva sui gatti, animali dal fascino potente. Tra i partecipanti al gioco sarà scelta la citazione più efficace per definire la... felinità. Verrà poi comunicato nella prossima newsletter il nome del vincitore o della vincitrice. Anche questa settimana il premio consiste nell'esclusiva borsa in tela della Capitale Italiana del Libro, realizzata dal Ministero della Cultura.
Avete tempo per rispondere fino alla mezzanotte di mercoledì 25 febbraio!
Questa settimana giochiamo con i romanzi che raccontano le città. L’ambientazione in un romanzo è importantissima, giocando il ruolo – almeno in alcuni casi – di un vero e proprio “personaggio” che arriva a influenzare i comportamenti dei protagonisti: non è solo un luogo fisico, ma crea un’atmosfera coinvolgente, rendendo la storia più realistica.
La biblioteca di Pistoia Vi propone cinque città italiane, invitandovi a segnalare almeno due romanzi ambientati in ciascuna di tali città.
Le città di questa settimana sono:
Venezia, Milano, Perugia, Lecce e… Pistoia!
Tra i partecipanti al gioco sarà estratto a sorte il nome del vincitore o della vincitrice, a cui sarà donato un nuovo esemplare della esclusiva borsa in tela della Capitale Italiana del Libro, realizzata dal Ministero della Cultura.
Avete tempo per rispondere fino alla mezzanotte di mercoledì 18 febbraio!
capitaledellibro2026@comune.pistoia.it
I verdi cipressi custodivano la loro anima increspata dal vento, e le parole come falci tagliavano anime di fiori.
Federico Garcia Lorca
Ecco per te dieci nomi di altrettanti protagonisti di intramontabili romanzi o racconti della letteratura italiana del Novecento:
Angiolina, Arturo, Elide, Emilio, Italia, Mattia, Michele, Romilda, Timoteo, Valeria.
Unisci le coppie e indica il nome del romanzo o del racconto che ne narra la storia d’amore, accompagnato dal nome del rispettivo autore o autrice.
Tra i giocatori che avranno riconosciuto tutti e cinque i titoli, sarà estratto a sorte il vincitore o la vincitrice di una calda coperta da usare sul divano di casa, durante i momenti di lettura: una coperta del tutto esclusiva, perché corredata del logo del Ministero della Cultura!
Per partecipare: scrivere a capitaledellibro2026@comune.
C’è tempo fino a mercoledì 28 gennaio a mezzanotte per partecipare. Giovedì 29 gennaio alle 9 sarà proclamato il vincitore (o la vincitrice), che potrà ritirare la coperta presso la Biblioteca San Giorgio a partire dal giorno stesso. Non è prevista la spedizione del premio.
La giornata inizia presto anche oggi. Dobbiamo ancora
visitare la Rocca di Ravaldino e Porta Schiavonia prima di partire per Terra
del Sole. Neanche a farlo apposta però, stamani è davvero brutto tempo: c’è un
freddo umido assurdo e pioviggina.
Decidiamo di parcheggiare al Parcheggio dell’Argine, in
Via Donne della Costituente. È un parcheggio ampio e gratuito, a pochi minuti a
piedi dalla Rocca ed adiacente al parco urbano Franco Agosto. L’idea originaria
era fare una bella passeggiata nel parco dopo aver visitato la rocca, ma ci
rinunceremo, visto il tempo che fa! Ci
incamminiamo per la Rocca di Ravaldino e, lungo strada, troviamo un albero di
arancio trifogliato che non avevo mai visto dal vivo!
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L’evento più ricordato di questa fortezza è l’assedio del 1499-1500, che vide Caterina, già rimasta vedova, difendersi da Cesare Borgia, che aveva avuto l’ordine di riportare Imola e Forlì sotto il controllo di Roma.
Quando viene fatta
prigioniera, Caterina non si dichiarò prigioniera dell’esercito del Papa, ma
prigioniera dell’esercito francese (c’erano alcuni soldati francesi tra i
diecimila uomini ad assediare la Rocca), questo perché secondo il diritto di
guerra francese non si potevano fare prigioniere le nobildonne. Venne comunque
portata a Roma e incarcerata. Il papa l’avrebbe voluta morta, ma alla fine i
francesi riuscirono a intercedere per lei e venne rilasciata, riparando nel fiorentino. Ecco a cosa serve essere una donna istruita …
Con la sconfitta di Caterina nel gennaio 1500 e il
passaggio di Forlì al dominio pontificio, la Rocca assunse una funzione
detentiva. La torre est conserva ancora le scritte dei detenuti.
Finita la visita guidata, ci siamo diretti verso Porta Schiavonia (Corso Giovecca): porta storica di Forlì e punto d’accesso per i viaggiatori provenienti dalla Toscana, lungo la strada che collega Forlì a Firenze. Oggi è un punto con parecchio traffico.
La Chiesa è a una sola navata, coperta a capriate e ha numerose opere d'arte interessanti. Non fatevi ingannare da una prima impressione dimessa: aguzzate lo sguardo e prendetevi tutto il tempo che serve.
Veniamo poi alle chicche che riguardano la musica: ammirate la coppia di organi del Settecento e un fortepiano (o clavicembalo? Il coperchio era chiuso e non ho osato sollevarlo). Tutti i legni degli interni della Chiesa, comprese le panche, sono di un interessante colore verde, che ho visto raramente.
Palazzo del Commissario o del Pretorio: alla parte
opposta della Chiesa. È un edificio rinascimentale a pianta quadrata con un bel cortile
interno. Al nostro arrivo abbiamo trovato una mostra di presepi deliziosa.
Abbiamo poi proseguito verso destra, per il Borgo Romano,
una strada diritta che porta al Castello del Capitano (o Castello del Governatore)
e a una delle porte di ingresso al borgo.
Durante il viaggio di rientro ci siamo fermati all’Eremo
di Montepaolo, a pochi chilometri da Dovadola, dedicato a Sant’Antonio da
Padova. Qui il Santo visse circa un anno. Da qui passa anche il Cammino di
sant’Antonio, che attraversa la Romagna e che unisce l’Eremo a Rimini, passando
per Forlì. Proprio nella Chiesa di San Mercuriale a Forlì
nel 1222 Antonio pronunciò l’omelia che lo rese noto come grande predicatore.
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| Questa pala d'altare, opera di Baccio Maria Bacci, narra l'episodio di San Francesco che appare ai frati nel capitolo di Arles, durante una predica di Sant'Antonio. |
Per rientrare a Firenze abbiamo percorso la strada che porta al Passo del Muraglione, un groviglio di tornanti che mette a dura prova chi soffre la macchina, ma che regala spettacolari viste di boschi e paesini dagli scorci pittoreschi: un contesto naturalistico meraviglioso.
Atri posti che potete visitare se siete nei paraggi e
avete più giorni a disposizione:
Castrocaro terme
Dovadola
Rocca San Casciano
Portico di Romagna e San
Benedetto in Alpe, nel Parco nazionale delle foreste casentinesi
Cascate dell’Acquacheta, cascate della Brusia, borgo
fantasma di Bastia
Premilcuore
Altri posti vicino a Forlì che valevano la pena, ma non
abbiamo avuto tempo …
VILLA SAFFI a SAN VARANO, oggi Casa Museo, dimora di
Aurelio, il grande uomo politico, amico fraterno di Mazzini.
BERTINORO (Piazza della Libertà, Palazzo Ordelaffi, Torre civica dell'Orologio, Cattedrale Santa Caterina, Colonna delle Anella, Strada della vendemmia, Strada dei mestieri scomparsi, Rocca di Bertinoro 0543469213 0543446500, Campana dell'Albana, Borgo dei Mainardi, Palazzo della Giudecca, Chiesa San Silvestro, Pieve longobarda San Donato di Polenta)
PREDAPPIO
FORLIMPOPOLI
CESENA (Biblioteca Malatestiana, Rocca Malatestiana, Abbazia Benedettina di Santa Maria del Monte (Basilica e laboratorio restauro del libro antico 0547302061), Villa Silvia Carducci (Musicalia) e Giardino letterario parlante, Piazza del Popolo e Fontana Masini, Palazzo del Ridotto, Cattedrale San Giovanni Battista, Teatro Bonci, Pinacoteca Comunale nell'ex monastero di San Biagio (che purtroppo viene aperta solo in giornate particolari).
Inoltre vi segnalo il sito dell'associazione Spazi Indecisi (spaziindecisi.it) che realizza interventi di rigenerazione urbana con il coinvolgimento di artisti, fotografi, cittadini, architetti, per valorizzare il patrimonio edilizio in abbandono presente sul territorio. Il progetto IN LOCO Museo Diffuso dell'Abbandono (inloco.eu) ha portato alla mappatura di oltre trecento spazi. Date un occhio qui: https://www.spaziindecisi.it/in-loco-museo-abbandono-romagna/