Questo blog parla di scrittura, di libri, di eventi e concorsi letterari, di mostre, di arte, di viaggi, di cibo, di piccoli gesti che possiamo fare tutti insieme per essere gentili con noi stessi, con gli altri, con il pianeta. Ma forse parlerà anche di cose che ancora non immagino e non penso di scrivere. Un blog a sorpresa! Rimanete in contatto! Potete seguirmi anche su blookintreccinellarete.blogspot.com, su X @pennaeblognotes e su Instagram daniela_darone
domenica 3 maggio 2026
Il giorno della poesia in tasca del 30 aprile 2026: come è andato? Avete celebrato?
giovedì 23 aprile 2026
Idee per la giornata della poesia in tasca del 30 aprile 2026
Le rose e le spine
C'è un proverbio che attraversa i secoli
una vena d'acqua sotto la sabbia:
La rosa è amica della spina.
Shahab lo diceva consegnando una chiave
a una porta che ancora non esiste.
E nella sua voce c'era la sapienza
delle cose
che resistono alla polvere del tempo:
"Non temere la ferita
senza la spina, la rosa non cresce.
La rosa è amica della spina".
Da allora
quella frase è con me,
un teorema che il corpo non sa di conoscere,
arrivato a dire, in fondo,
il destino di ogni creatura umana:
che nessuna grazia è senza pericolo,
e nessuna verità senza dolore.
Qui, da noi, abbiamo disimparato
la ferita.
Confuso la fuga dalla spina
con la libertà
e chiamato "felicità"
la rimozione del dolore.
Ma la libertà - quella vera -
è la soglia del dolore che sappiamo sostenere.
...
Ogni taglio, una domanda.
Ogni cicatrice, una risposta
non ricevuta
o una non data.
Forse tutta la teologia dell'uomo sta qui:
il male che non si elimina
si attraversa.
La luce che non redime l'ombra
la accompagna.
La rosa è amica della spina
è l'etica segreta del mondo.
La rosa sa che la bellezza senza rischio
è sterile.
La spina sa che ferire
è un modo di difendere.
Insieme, sono il corpo e il pensiero del vivente.
Ho visto uomini che volevano solo la rosa
e hanno cancellato il giardino.
Ne ho visti altri accogliere la spina
e, nel taglio,
scoprire una forma più severa di pace.
...
La grazia è un equilibrio instabile,
una fiamma che brucia solo se incontra il vento.
mercoledì 22 aprile 2026
23 aprile: Giornata mondiale del libro
Idee per la giornata della poesia in tasca del 30 aprile 2026
E trova il tempo prima o poi di andare verso ovest
fino al County Clare, lungo la Flaggy Shore,
in settembre o in ottobre,
quando il vento e la luce confliggono,
e da una parte l’oceano si scatena
di schiuma e di bagliori, e nell’interno tra i massi
la superficie di un lago grigio ardesia è illuminata
dal lampo atterrato di uno stormo di cigni,
le penne irruvidite e arruffate, bianco su bianco,
il lungo capo dall’aria ostinata
nascosto o increstato o indaffarato sott’acqua.
Inutile pensare di parcheggiare e catturare tutto
più interamente. Tu non ci sei, c’è solo
un’urgenza in cui passano l’estraneo e il noto,
mentre grandi sbuffi ventosi colpiscono soffici la fiancata
e colgono il cuore alla sprovvista e lo spalancano.
Seamus Heaney
martedì 21 aprile 2026
Idee per la giornata della poesia in tasca, 30 aprile 2026
Come promesso ieri, eccomi qui con qualche idea sulla poesia per il 30 aprile. Neanche a farlo apposta, mia figlia mi ha regalato "Sono tornato perché c'eri tu. La poesia che salva e come lo fa", di Mara Sabia e Emilio Fabio Torsello (Solferino editore). Vi scrivo poche righe tratte dal libro, che ben rendono l'idea di come la poesia sia una forza vitale che agisce a un livello profondo, una pausa benefica dal ritmo frenetico della giornata. Poche parole, a volte, sembrano dei fari che rischiarano momenti bui o luci gioiose che fanno risaltare i giorni sereni.
"La poesia ci insegna che ogni singolo verso, arrivando a parlare alla nostra anima, ci sta salvando, ci indica una strada, demolisce quell'apparente solitudine in cui crediamo di vivere".
Dunque, partiamo! Oggi facciamo visita a Monsieur Charles Baudelaire:
Io voglio, per comporre castamente le mie egloghe,
coricarmi sotto il cielo, come un astrologo,
e ascoltare sognando, vicino ai campanili,
i loro inni solenni portati nel vento.
Le due mani sotto il mento, là in alto dalla mia mansarda,
vedrò il cantiere dove si chiacchiera e si canta;
e vedrò camini e campanili, gli alberi maestri della città,
e i grandi cieli che promettono sogni di eternità.
E dolce, fra la nebbia, vedere nascere
la stella nell’azzurro, una lampada alla finestra,
i fiumi di carbone salire al firmamento
e la luna spargere il suo pallido incanto.
Primavera, estate, autunno io vedrò
e quando arriveranno le nevi del monotono inverno
chiuderò con cura tutte le porte e le finestre
per costruirmi nel buio fiabeschi palazzi.
Allora potrò sognare orizzonti bluastri,
e giardini, e zampilli d’acqua sgorganti negli alabastri,
e baci, e uccelli che cantano sera e mattina,
e tutto quello che nell'idillio c’è di più infantile.
La Rivolta, bussando invano alla finestra,
non mi farà levare la fronte dal leggio;
perché resterò immerso nel piacere
di evocare la Primavera con la mia volontà,
di far sorgere un sole dal mio cuore, e di creare
con i miei pensieri ardenti una tiepida atmosfera.
"Paesaggio" (Paysage), di Charles Baudelaire (dalla sezione "Tableaux parisiens" de "I fiori del male", 1857).
Se, alla fine di questo post, vi state chiedendo: "ma di quale giornata della poesia in tasca (?!) stiamo parlando?" potete recuperare qui la "spiegazione" 😄 : https://pennaeblog-notes.blogspot.com/2026/04/poem-in-your-pocket-day-la-giornata.html
lunedì 20 aprile 2026
Poem in your pocket day (la giornata della poesia in tasca): la importiamo anche da noi questa ricorrenza?
lunedì 13 aprile 2026
Segnalazione: Laboratori di espressione naturale a Belforte, riserva naturale della Selva
Tornare al bosco. Workshop di espressione naturale con musica live.
Tre incontri ispirati all'albero:
Radici: senti la terra, senti i piedi
Tronco: Trova il tuo centro
Rami: espanditi, gioca, esci dai confini
Useremo corpo e sensi: ascoltare, annusare, muoversi, fermarsi.
Lascia la mappa. Diventa il territorio.
Non torni al bosco. Ti ricordi di esserlo.
BELFORTE, RISERVA NATURALE DELLA SELVA
PROSSIMO INCONTRO 19 APRILE ORE 14.00-17.00
ISCRIZIONE NECESSARIA AL 351 967 4664
Segnalazione: A Villa Bardini, La Città dei Giovani Lettori. La parola come ponte tra generazioni e culture.
Nella stupenda cornice di Villa Bardini, dal 15 al 18 aprile, si terrà il Festival "La città dei giovani lettori", un appuntamento dedicato alla galassia della letteratura per ragazzi, con circa 60 eventi tra laboratori, spettacoli e talk.
Il festival è un progetto culturale di Fondazione CR Firenze, a cura di Associazione Wimbledon APS, con la direzione di Gabriele Ametrano e la collaborazione della Libreria Farollo e Falpalà.
La manifestazione pone l'accento sul potere della parola come ponte in grado di integrare generazioni e culture differenti, grazie alle sue molteplici declinazioni.
Il programma sarà dedicato esclusivamente alle scuole nelle giornate 15, 16, 17 aprile 2026, mentre il 18 aprile (sabato) sarà aperto al grande pubblico (dalle ore 10.30 alle ore 18) con 13 eventi.
L’ingresso nella giornata di sabato 18 aprile sarà gratuito con prenotazione obbligatoria su www.fondazionecrfirenze.it/fondazioneperte
lunedì 30 marzo 2026
Segnalazione: mostra "Hokusai. Il grande maestro dell'arte giapponese" a Roma, palazzo Bonaparte
"Hokusai non è solo un artista fra gli altri nel mondo fluttuante, è un'isola, un continente, da solo un mondo". Edgar Degas
martedì 24 marzo 2026
25 marzo: dal Capodanno fiorentino al Dantedì, Firenze si accende di cultura
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| Battistero di Firenze, foto di Daniela Darone |
Il 25 marzo, come da tradizione, a Firenze si celebra il Capodanno Fiorentino. Nonostante l’adozione del calendario gregoriano nel 1582, Firenze mantenne il proprio calendario civile, facendo iniziare l'anno in corrispondenza della festa dell'Annunciazione.
Questa tradizione continuò fino a che il Granduca Francesco III di Lorena, col decreto del 22 dicembre 1749, impose l'adozione del calendario moderno, uniformando la Toscana al resto d'Europa.
I fiorentini non fecero passare sotto silenzio l’avvenimento, tanto che lo storico Giovanni Lami commemorò l’antica tradizione con una lapide, che venne collocata sotto la Loggia dei Lanzi.
Negli ultimi anni si è voluto dare particolare risalto a questa ricorrenza, istituendo “la settimana del fiorentino”, ricca di visite, laboratori e itinerari gratuiti. Le iniziative dell’edizione 2026 si svolgono al Museo di Palazzo Vecchio, il Complesso di Santa Maria Novella, il Museo Novecento, il Museo Stefano Bardini e MAD fino al 29 marzo.
Informazioni e prenotazioni:info@musefirenze.it
Domani non si celebra solo il Capodanno fiorentino, ma anche il Dantedì, la Giornata nazionale in cui si onorano il Sommo Poeta e la lingua italiana. La data, scelta dagli studiosi, segna l'inizio del viaggio ultraterreno di Dante, quando si smarrisce nella “selva oscura”, nel 1300.
Ogni anno si organizzano eventi, mostre e letture inerenti l’opera di Dante: per consultare quelli nella vostra città vi basterà digitare nel motore di ricerca Dantedì 2026.
Ma se per qualsiasi ragione non poteste partecipare a nessun evento, se vi trovate a Firenze potete sempre fare una passeggiata letteraria sulle tracce delle lapidi dantesche che riportano le terzine della Divina Commedia, collocate dal Comune di Firenze lungo le vie della città. Il seguente percorso, che si compie in meno di tre ore, non è esaustivo e anzi, potrebbe essere interessante se cercaste di scoprire altre lapidi dantesche da soli:
Via San Salvatore al Monte, Via Monte alle Croci (Purgatorio, Canto XII)
Piazza San Martino (Inferno, Canto XXIII)
Via Dante Alighieri (Casa di Dante e busto del Sommo Poeta)
Via del Corso (Purgatorio, Canto XXX), Torre dei Donati (Purgatorio, Canto XXIV)
Piazza Duomo (angolo Via del Campanile, sul muro della Misericordia, civico 18 - Paradiso, Canto XXXIII)
Pavimentazione esterna del Battistero, davanti alla facciata del Duomo (Paradiso, Canto XXV)
Piazza Signoria, cortile di Palazzo Vecchio (Inferno, Canto X)
Via Por Santa Maria, 9/11 R, Torre degli Amidei (Paradiso, XVI)
Via Por Santa Maria (Paradiso, Canto XIV)
Ponte Vecchio (Paradiso, Canto XVI)
Da qui potete tornare in via San Salvatore al Monte passando da Via de’ Bardi, Via di San Niccolò e, passata Porta San Miniato, sarete di nuovo al punto di partenza.
Se volete cimentarvi nel percorso completo, potete trovarlo qui: https://www.feelflorence.it/it/esperienze-itinerari/lapidi-dantesche-firenze
Se invece volete celebrare la giornata dantesca in completo relax potete ascoltare su Youtube i canti della Divina Commedia letti e interpretati dalla splendida Lucilla Giagnoni.
Con l’occasione, vi segnalo che Lucilla Giagnoni sarà presente alla Biblioteca delle Oblate, a Firenze, il 2 e il 23 aprile, con due lezioni-spettacolo dedicate a un trattato sul linguaggio dei monologhi di Francesca e alle figure di Ulisse e della Vergine Madre. Gli incontri sono gratuiti, fino a esaurimento dei posti.
domenica 22 marzo 2026
Proiezione di "Non si pedala da soli", cinema Astra, Firenze.
“Una bicicletta va
avanti perché qualcuno la spinge, ma anche perché qualcuno la tiene in
equilibrio. All’inizio non c’è una direzione precisa, c’è un movimento, una
strada che esiste solo mentre la percorri. Pedalare non è arrivare, è restare in
equilibrio abbastanza a lungo da poter guardare intorno. A un certo punto non
si pedala più da soli: qualcuno pedala accanto a te, qualcun altro arriva da
una strada diversa. Ci si riconosce, ognuno porta qualcosa: immagini, idee,
entusiasmo. Ci si ferma. All’inizio si guarda come si è sempre guardato, poi qualcosa
cambia. Si cominciano a notare i dettagli. È il modo in cui guardiamo le cose a
farle cambiare: non è una lezione, è un esercizio. Allenare lo sguardo,
ascoltare meglio, capire che ogni racconto dipende dal punto da cui lo si
osserva e, senza accorgersene, qualcosa comincia a passare da uno all’altro”.
sabato 21 marzo 2026
Giornata mondiale della poesia
Milo De Angelis
Forse accanto a voi ci sono persone assetate e non ve ne siete mai resi conto. Forse anche chi ha sete non è consapevole di avere sete e se ne sta lì, a interrogarsi su una sensazione a cui non sa dare un nome.
Per la giornata mondiale della poesia vi faccio una proposta: stampate la vostra poesia preferita o scrivetela a mano. Anche cinque copie potranno bastare, chissà. Regalatela a chi pensate possa averne bisogno, fosse anche a dei passanti che non conoscete e godetevi la sensazione di aver regalato un pezzetto di bellezza!
Questa è la poesia che vi regalo:
Se sopravvivi, se perseveri, canta,
sogna, ubriacati.
È il tempo del freddo: ama,
affrettati. Il vento delle ore
spazza le strade, i sentieri.
Gli alberi attendono: tu non attendere,
questo è il tempo di vivere, l’unico.
Jaime Sabines, da Yuria, 1967
venerdì 20 marzo 2026
Primavera 2026
Lasciate che sia primavera anche dentro di voi! Spolverate il cuore, fate bei respiri profondi, entri aria nuova nei vostri pensieri, lustratevi gli occhi. Tutto, in un grande ciclo, rinasce. Fatelo anche voi.
Let it be spring within you too! Dust your heart, take deep breaths, breathe new air into your thoughts, shine your eyes. Everything, in a great cycle, is reborn. Do it too.
mercoledì 11 marzo 2026
“La mattina scrivo”, un viaggio emotivo, una meditazione esistenziale.
domenica 8 marzo 2026
Il cimitero può essere anche un nido di storie d'amore
Al cimitero di Trespiano, a Firenze, c’è una targa su una tomba che testimonia una storia d’amore bellissima. Sulla targa, lui ha fatto incidere:
“Amatissima moglie, abbiamo trascorso una vita serena, colma di valori e piccole cose. Abbiamo giocato e giocare insieme è stato fantastico. Insieme saremo per sempre uniti”.
Io non li conoscevo, ma ogni volta che vado al cimitero passo a trovarli, perché la loro storia d’amore, fatta di complicità e di valori condivisi, mi commuove. Lui, dopo la morte di lei, ha vissuto solo altri 97 giorni.
A me fa bene sostare per un po’ lì, dove adesso
riposano insieme, osservare la foto che li ritrae abbracciati e sorridenti in
una giornata di sole e pensare a loro e al significato dell’amore.
lunedì 2 marzo 2026
Testo 2026: fra case editrici, una passeggiata letteraria sulla libertà delle panchine e riflessioni sul vero lusso
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| Palazzo Rucellai, con la panca di via |
desidero soltanto una panchina in un giardino
dove un gatto si scalda al sole…
Là vorrei sedermi
con una lettera nascosta in seno
una sola piccola lettera.
Così appare il mio sogno…"
Edith Södergran
Per chiudere, Ciampi ci ha lasciati con questa poesia di Neruda. Lungo l’Arno, qualora non trovaste panchine, potrete sempre sedervi sui muretti.
Il fiume, di Pablo Neruda
Io entrai a Firenze. Era
notte. Tremai ascoltando
quasi addormentato quel che il dolce fiume
mi narrava. Io non so
quel che dicono i quadri e i libri
(non tutti i quadri né tutti i libri,
solo alcuni),
ma so ciò che dicono
tutti i fiumi.
Hanno la mia stessa lingua.
Nelle terre selvagge
l’Orinoco mi parla
e capisco, capisco
storie che non posso ripetere.
Ci sono segreti miei
che il fiume si è portato,
e quel che mi chiese lo sto facendo
a poco a poco sulla terra.
Riconobbi nella voce dell’Arno allora,
vecchie parole che cercavano la mia bocca,
come colui che mai conobbe il miele
e sente che riconosce la sua delizia.
Così ascoltai le voci
del fiume di Firenze,
come se prima d’essere mi avessero detto
ciò che ora ascoltavo:
sogni e passi che mi univano
alla voce del fiume,
esseri in movimento,
colpi di luce nella storia,
terzine accese come lampade.
Il pane e il sangue cantavano
con la voce notturna dell’acqua.
lunedì 23 febbraio 2026
Il gioco della Capitale del libro, Pistoia
Questa settimana, in onore della Giornata Nazionale del Gatto (è stata il17 febbraio) giochiamo con i gatti e i libri (di narrativa, poesia e saggistica) che includono come protagonisti i felini. Avvolti nel mistero e celebrati nel passato come divinità, i gatti possono apparire diffidenti e schivi ma, se vogliamo dirlo con una citazione: "Da tempo si ipotizza che i gatti siano una cura miracolosa. In altre parole, talvolta possono rivelarsi più efficaci dei farmaci comuni" dal romanzo
Un gatto per i giorni difficili, di Ishida Syou (Rizzoli, 2024)
Questa è la sfida a trovare la frase più bella, dichiarando però il nome di chi l'ha scritta e la pubblicazione da cui è tratta: muovendo le vibrisse da amanti della lettura non sarà difficile trovare una descrizione persuasiva sui gatti, animali dal fascino potente. Tra i partecipanti al gioco sarà scelta la citazione più efficace per definire la... felinità. Verrà poi comunicato nella prossima newsletter il nome del vincitore o della vincitrice. Anche questa settimana il premio consiste nell'esclusiva borsa in tela della Capitale Italiana del Libro, realizzata dal Ministero della Cultura.
Avete tempo per rispondere fino alla mezzanotte di mercoledì 25 febbraio!
sabato 14 febbraio 2026
Il gioco della settimana della Biblioteca di Pistoia
Questa settimana giochiamo con i romanzi che raccontano le città. L’ambientazione in un romanzo è importantissima, giocando il ruolo – almeno in alcuni casi – di un vero e proprio “personaggio” che arriva a influenzare i comportamenti dei protagonisti: non è solo un luogo fisico, ma crea un’atmosfera coinvolgente, rendendo la storia più realistica.
La biblioteca di Pistoia Vi propone cinque città italiane, invitandovi a segnalare almeno due romanzi ambientati in ciascuna di tali città.
Le città di questa settimana sono:
Venezia, Milano, Perugia, Lecce e… Pistoia!
Tra i partecipanti al gioco sarà estratto a sorte il nome del vincitore o della vincitrice, a cui sarà donato un nuovo esemplare della esclusiva borsa in tela della Capitale Italiana del Libro, realizzata dal Ministero della Cultura.
Avete tempo per rispondere fino alla mezzanotte di mercoledì 18 febbraio!
capitaledellibro2026@comune.pistoia.it
domenica 8 febbraio 2026
Taste 2026 alla Fortezza da Basso: "True Food" per chi si vuol bene e per i curiosi
giovedì 5 febbraio 2026
Pietre miliari
I verdi cipressi custodivano la loro anima increspata dal vento, e le parole come falci tagliavano anime di fiori.
Federico Garcia Lorca
giovedì 29 gennaio 2026
mercoledì 28 gennaio 2026
Il gioco della Capitale del Libro 2026
Ecco per te dieci nomi di altrettanti protagonisti di intramontabili romanzi o racconti della letteratura italiana del Novecento:
Angiolina, Arturo, Elide, Emilio, Italia, Mattia, Michele, Romilda, Timoteo, Valeria.
Unisci le coppie e indica il nome del romanzo o del racconto che ne narra la storia d’amore, accompagnato dal nome del rispettivo autore o autrice.
Tra i giocatori che avranno riconosciuto tutti e cinque i titoli, sarà estratto a sorte il vincitore o la vincitrice di una calda coperta da usare sul divano di casa, durante i momenti di lettura: una coperta del tutto esclusiva, perché corredata del logo del Ministero della Cultura!
Per partecipare: scrivere a capitaledellibro2026@comune.
C’è tempo fino a mercoledì 28 gennaio a mezzanotte per partecipare. Giovedì 29 gennaio alle 9 sarà proclamato il vincitore (o la vincitrice), che potrà ritirare la coperta presso la Biblioteca San Giorgio a partire dal giorno stesso. Non è prevista la spedizione del premio.
Torna a Firenze "Testo", la quinta edizione, sempre più ricca di eventi
lunedì 26 gennaio 2026
Itinerari di viaggio: Forlì, Terra del Sole e Eremo di Montepaolo
La giornata inizia presto anche oggi. Dobbiamo ancora
visitare la Rocca di Ravaldino e Porta Schiavonia prima di partire per Terra
del Sole. Neanche a farlo apposta però, stamani è davvero brutto tempo: c’è un
freddo umido assurdo e pioviggina.
Decidiamo di parcheggiare al Parcheggio dell’Argine, in
Via Donne della Costituente. È un parcheggio ampio e gratuito, a pochi minuti a
piedi dalla Rocca ed adiacente al parco urbano Franco Agosto. L’idea originaria
era fare una bella passeggiata nel parco dopo aver visitato la rocca, ma ci
rinunceremo, visto il tempo che fa! Ci
incamminiamo per la Rocca di Ravaldino e, lungo strada, troviamo un albero di
arancio trifogliato che non avevo mai visto dal vivo!
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L’evento più ricordato di questa fortezza è l’assedio del 1499-1500, che vide Caterina, già rimasta vedova, difendersi da Cesare Borgia, che aveva avuto l’ordine di riportare Imola e Forlì sotto il controllo di Roma.
Quando viene fatta
prigioniera, Caterina non si dichiarò prigioniera dell’esercito del Papa, ma
prigioniera dell’esercito francese (c’erano alcuni soldati francesi tra i
diecimila uomini ad assediare la Rocca), questo perché secondo il diritto di
guerra francese non si potevano fare prigioniere le nobildonne. Venne comunque
portata a Roma e incarcerata. Il papa l’avrebbe voluta morta, ma alla fine i
francesi riuscirono a intercedere per lei e venne rilasciata, riparando nel fiorentino. Ecco a cosa serve essere una donna istruita …
Con la sconfitta di Caterina nel gennaio 1500 e il
passaggio di Forlì al dominio pontificio, la Rocca assunse una funzione
detentiva. La torre est conserva ancora le scritte dei detenuti.
Finita la visita guidata, ci siamo diretti verso Porta Schiavonia (Corso Giovecca): porta storica di Forlì e punto d’accesso per i viaggiatori provenienti dalla Toscana, lungo la strada che collega Forlì a Firenze. Oggi è un punto con parecchio traffico.
La Chiesa è a una sola navata, coperta a capriate e ha numerose opere d'arte interessanti. Non fatevi ingannare da una prima impressione dimessa: aguzzate lo sguardo e prendetevi tutto il tempo che serve.
Veniamo poi alle chicche che riguardano la musica: ammirate la coppia di organi del Settecento e un fortepiano (o clavicembalo? Il coperchio era chiuso e non ho osato sollevarlo). Tutti i legni degli interni della Chiesa, comprese le panche, sono di un interessante colore verde, che ho visto raramente.
Palazzo del Commissario o del Pretorio: alla parte
opposta della Chiesa. È un edificio rinascimentale a pianta quadrata con un bel cortile
interno. Al nostro arrivo abbiamo trovato una mostra di presepi deliziosa.
Abbiamo poi proseguito verso destra, per il Borgo Romano,
una strada diritta che porta al Castello del Capitano (o Castello del Governatore)
e a una delle porte di ingresso al borgo.
Durante il viaggio di rientro ci siamo fermati all’Eremo
di Montepaolo, a pochi chilometri da Dovadola, dedicato a Sant’Antonio da
Padova. Qui il Santo visse circa un anno. Da qui passa anche il Cammino di
sant’Antonio, che attraversa la Romagna e che unisce l’Eremo a Rimini, passando
per Forlì. Proprio nella Chiesa di San Mercuriale a Forlì
nel 1222 Antonio pronunciò l’omelia che lo rese noto come grande predicatore.
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| Questa pala d'altare, opera di Baccio Maria Bacci, narra l'episodio di San Francesco che appare ai frati nel capitolo di Arles, durante una predica di Sant'Antonio. |
Per rientrare a Firenze abbiamo percorso la strada che porta al Passo del Muraglione, un groviglio di tornanti che mette a dura prova chi soffre la macchina, ma che regala spettacolari viste di boschi e paesini dagli scorci pittoreschi: un contesto naturalistico meraviglioso.
Atri posti che potete visitare se siete nei paraggi e
avete più giorni a disposizione:
Castrocaro terme
Dovadola
Rocca San Casciano
Portico di Romagna e San
Benedetto in Alpe, nel Parco nazionale delle foreste casentinesi
Cascate dell’Acquacheta, cascate della Brusia, borgo
fantasma di Bastia
Premilcuore
Altri posti vicino a Forlì che valevano la pena, ma non
abbiamo avuto tempo …
VILLA SAFFI a SAN VARANO, oggi Casa Museo, dimora di
Aurelio, il grande uomo politico, amico fraterno di Mazzini.
BERTINORO (Piazza della Libertà, Palazzo Ordelaffi, Torre civica dell'Orologio, Cattedrale Santa Caterina, Colonna delle Anella, Strada della vendemmia, Strada dei mestieri scomparsi, Rocca di Bertinoro 0543469213 0543446500, Campana dell'Albana, Borgo dei Mainardi, Palazzo della Giudecca, Chiesa San Silvestro, Pieve longobarda San Donato di Polenta)
PREDAPPIO
FORLIMPOPOLI
CESENA (Biblioteca Malatestiana, Rocca Malatestiana, Abbazia Benedettina di Santa Maria del Monte (Basilica e laboratorio restauro del libro antico 0547302061), Villa Silvia Carducci (Musicalia) e Giardino letterario parlante, Piazza del Popolo e Fontana Masini, Palazzo del Ridotto, Cattedrale San Giovanni Battista, Teatro Bonci, Pinacoteca Comunale nell'ex monastero di San Biagio (che purtroppo viene aperta solo in giornate particolari).
Inoltre vi segnalo il sito dell'associazione Spazi Indecisi (spaziindecisi.it) che realizza interventi di rigenerazione urbana con il coinvolgimento di artisti, fotografi, cittadini, architetti, per valorizzare il patrimonio edilizio in abbandono presente sul territorio. Il progetto IN LOCO Museo Diffuso dell'Abbandono (inloco.eu) ha portato alla mappatura di oltre trecento spazi. Date un occhio qui: https://www.spaziindecisi.it/in-loco-museo-abbandono-romagna/






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