La diciannovesima edizione di Taste, alla Fortezza da Basso, dedicata al “True Food” (Cibo Vero) si concluderà domani: lunedì sia i professionisti che il pubblico potranno accedere al salone enogastronomico dalle 9.30 alle 16.30.
Un invito a riscoprire l'autenticità e la qualità delle materie prime è la sfida accettata da oltre 750 aziende. Potete consultare l'elenco completo degli espositori e il programma dettagliato degli eventi sul sito ufficiale di Pitti Immagine Taste.
Coinvolgente è stata la Masterclass tenuta dalla Fondazione Evooschool dedicata all’olio: un percorso guidato di analisi sensoriale per imparare a riconoscere le caratteristiche di un olio di qualità, che non ha trascurato di fornire qualche accenno storico interessante.
L’importanza dell’olio di oliva presso i Fenici e i Greci era evidente, al punto che speciali navi, dette “navis onerarie”, erano costruite per il trasporto in anfore del prezioso prodotto. Le anfore olearie recavano sigilli per indicare provenienza e destinazione d’uso dell’olio, visto che anticamente veniva adoperato anche per altri scopi.
Già nel V secolo a.C. Erodoto racconta di oliveti a Cartagine che non producevano sufficiente olio da coprire il fabbisogno interno. L’importanza dell’olio di oliva in quella regione è confermata dall’agronomo Magone Cartaginese nel suo “L’agricoltura”, i cui studi furono in seguito ripresi da Columella, Plinio il Vecchio e Varrone.
I Romani classificavano l’olio di oliva in cinque qualità:
- Oleum ex albis ulivis era l’olio più pregiato, dal sapore intenso e ottenuto con olive verdi;
- Oleum viride strictivum: ottenuto da olive invaiate, era utilizzato per ungersi il corpo;
- Oleum maturum: ottenuto da olive nere;
- Oleum caducum: proveniente da olive cadute a terra;
- Oleum cibarium: ottenuto da olive bacate, molto sporche di terra, o tenute ammucchiate per molti giorni. Questo olio era destinato agli schiavi.
La qualità dell’olio, ha spiegato il docente delle Fondazione Evooschool, dopo averci guidato alla degustazione di tre tipi di olio, è dovuta alle tecniche colturali, alla maturazione, al metodo di raccolta, ai mezzi di trasporto utilizzati, ai modi e tempi di coltivazione delle olive, ai sistemi di estrazione, alla varietà e all’ambiente. Olfatto e gusto ci rivelano i pregi e i difetti di un olio, mentre il colore non è determinante per la valutazione. È stato interessante individuare i principali profumi dell’olio: erba tagliata, carciofo, pomodoro, mela, erbe aromatiche, mandorla, mallo di noce, peperone.
Purtroppo, per mancanza di tempo, non ho potuto visitare tutti i padiglioni. Fra il padiglione centrale al piano terra e il padiglione Cavaniglia, per me il top sono stati “Borboletta (www.borboletta.it) che propone torte e biscotti artigianali e biologici dolci e salati (con un packaging super accattivante e riciclabile), le composte e le marmellate di “Luvirie” di Riccione (www.luvirie.com) e i formaggi della tenuta Il Radichino di Ischia di Castro: la passione e l’estro dei fratelli Pira mi hanno colpito al cuore!
È sempre bello partecipare a Taste: è l’occasione per fermarsi e interrogarsi sulla qualità di ciò che mangiamo e per assaggiare dei sapori nuovi. Oggi, per esempio, per la prima volta ho assaggiato il pane con grano arso, un pane che riscopre e nobilita le antiche tradizioni contadine.
Non vi resta che approfittare di domani per fare un salto a Taste!


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