Tutto da cambiare, Tonino!

Tutto da cambiare, Tonino!
Tonino è cresciuto ed è a spasso nella rete! Se vuoi puoi seguirlo su Blook Intrecci nella rete. Leggi tutto il libro gratis a puntate!

sabato 20 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 20 dicembre 2025

Leonardo Roda (1868-1933), Piazza Castello, Torino

Adesso sta portando un cappello alla marchesa Cavalchini e da una parte è contenta e dall'altra no. Contenta perché è per strada e non in laboratorio, perché dopodomani è Natale e sua mamma le ha detto vedrai che bel regalo ti facciamo stavolta. Ma è anche scontenta perché fa così freddo che ha paura di scivolare e cadere sulle lastre di ghiaccio dei marciapiedi, perché lo scialle che le ha fatto sua nonna non la copre abbastanza, perché è sicura che la marchesa non le farà dare dalla cameriera neanche un soldo di mancia... Anzi, a pensarci bene, è quasi solo scontenta perché sa già che il regalo che le ha promesso sua mamma al massimo è il cappotto rivoltato di Teresina, con l'orlo tirato giù come al solito e l'abbottonatura al contrario, e non il paio di scarponcini nuovi che ha visto in vetrina in un negozio di via delle Gabelle. Sì, lo sa da sola che costano tanto, però deve essere proprio bello avere i piedi al caldo e asciutti anche quando piove o nevica e quegli scarponcini lì hanno una fodera di pelo di coniglio, che fa venire voglia di metterci dentro le mani e non solo i piedi. Però il regalo più bello sarebbe ancora un altro, sarebbe di non andare più a lavorare da madama Anfossi, ma è un regalo che non può farle nessuno, perché della sua paghetta a casa ce n'è bisogno.

"Guardare j'arsivòli", di Margherita Oggero 

Racconto delizioso! Cercatelo su "Le rose di Natale", edizioni Interlinea.

venerdì 19 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 19 dicembre 2025

Harry Bush, "L'albero di Natale", 1933



A me da molti anni succede di pensare ogni anno a Natale le stesse cose, e cioè: che avendo io avuto pochi giocattoli nell'infanzia ed essendo cresciuta in una famiglia dove si dava poca importanza alle feste e alle tradizioni, ho custodito in me a lungo l'idea di un Natale prezioso, celebrato e felice, idea puntualmente ogni anno, nell'infanzia, delusa e distrutta; che forse per questo a Natale mi butto a comprare giocattoli e regali spendendo moltissimi soldi e sentendomi subito in colpa. Sono io sola a trovare le feste fosche e faticose per mia vecchiaia, pessimismo e malinconia o sono fosche e faticose per tutti? 

Nell'infanzia, cominciavo ad aspettare il Natale e spiavo i segni della sua comparsa nella città. Custodivo e carezzavo dentro di me una folla di immagini natalizie, abeti e paesaggi nevosi e cieli notturni tempestati di stelle.   

Il giorno di Natale, svegliandomi avevo sul mio letto qualche piccolo regalo, e mia madre mi diceva che l'aveva portato Gesù Bambino. Era poco, mi diceva mia madre, perché Gesù Bambino aveva pochissimi soldi quando passava per casa nostra. Io trovavo molto strano che Gesù Bambino fosse entrato nella nostra casa di non cristiani, ma mia madre diceva che Gesù Bambino non faceva caso a questo fatto. 

"Natale di ieri", di Natalia Ginzburg

giovedì 18 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 18 dicembre 2025

Presepe nella Basilica di San Lucchese, Poggibonsi 

Preparare il presepio è una delle più intime feste, e più serene, che in famiglia si possano godere: s'intende che dà un gran da fare, e non permette a nessuno di starsene colle mani in mano: ma nulla è più lieto. Si dipingono scene e fondali, s'incolla, s'inchioda, di dispongono e si ridispongono figure e figurine, alberelli e ponticelli, lumini e candele, comete di carta d'oro su cieli d'un inverosimile turchino. La rappresentazione della Natività diventa una specie d'epopea alla quale ciascun contadino di gesso e pastore di maiolica apporta la sua strofa. S'impacchettano i doni: si pongono da parte, per spedirli o recarli, quelli destinati ai bimbi e ai vecchi degli ospedali, che avranno essi pure il loro presepio. 

Rammento una botteguccia, all'angolo d'una straducola vicina al quartiere dove un giorno abitavo, che col dicembre si riempiva, in vetrina e all'interno, di pezzi necessari alla costruzione dei presepi: e si trasformava, così, in grotta magica da incantare piccoli e grandi. 

Non saprei dire che nome avesse quella viuzza, posta fra un dedalo d'altre viuzze che le assomigliavano. Né ritrovare il cammino per ritornarvi. Forse la botteguccia d'angolo non c'è più. Forse non c'è più nemmeno la straducola; e sì che non è molto ch'io ho abbandonato quei paraggi. Paraggi di Milano antica: fanno così presto, ora, a scomparire, quelle strette vie senza sole, tortuose come serpi, segrete come cuori. 

"Canzone natalizia", Ada Negri

Anche per il post di oggi ho ripreso questo racconto di Ada Negri, il cui inizio vi avevo proposto ieri. Se volete leggerlo, lo trovate in "Le rose di Natale", edizioni Interlinea. 

Grazie a Marilena che mi ha prestato il libro! 😘

mercoledì 17 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 17 dicembre 2025

Village musicians, Horace Vernet

Ora che s'avvicina il Natale, penso che presto, forse domani, rivedrò i suonatori ambulanti imitar nella via, con trombe e flauti, la voce delle pive montanare. Gli strumenti sono diversi: la canzone è la stessa. Passeranno, come sempre nel dicembre, lungo il viale dove ancora qualche foglia secca penzola dai rami nudi dei platani in fila: il lento e familiare motivo, che nei giorni della vigilia odo ripetersi fin da quando ero piccina, mi afferrerà di sorpresa come fa ogni volta, entrandomi nel cuore: come ogni volta mi parrà che sia esso, invece, a risvegliarsi nel mio cuore e ad uscirne. 

Mi dà tristezza tornare colla memoria ai tempi della prima età: so troppo bene che, pur così duri, quelli soltanto furono i miei tempi felici. Ma la cantilena delle pive di Natale ha il potere di rituffarmi a capofitto nell'atmosfera della fanciullezza. Mi rivedo nella ragazzetta male infagottata, intenta a studiare sopra un libro di scuola o a scrivere il compito, curva su un tavolino greggio, nell'obliquo rettangolo di luce che scende dai vetri a smeriglio della stanza terrena. Risento l'odore caratteristico, salnitroso, della stanza poco areata; lo scroscio monotono della pioggia in giardino, oppure il silenzio della neve che fiocca, d'un candore così abbagliante che tutto a quel riflesso si fa più scuro.   

Canzone natalizia, Ada Negri

martedì 16 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 16 dicembre 2025

Christmas Tree, Albert Chevallier Taylor, olio su tela, 1911

Qual era la sua memoria più lontana? Ecco, Dio mio, appunto un giorno di Natale. Fatalità! Egli si rivedeva bimbetto di circa tre anni, in un piccolo letto dal cielo di pizzo infioccato di nastri azzurri. In quel piccolo letto lo aveva destato qualcosa che gli stava accosto accosto, e aprendo gli occhi s'era trovato vicino al viso il viso roseo, ma di cera, di un altro fanciullo, con una camicina, come la sua, tutta ricami.

Istintivamente, aveva steso la mano per accarezzare quel fratellino inaspettato; e allora, al vederlo sveglio, sua madre, una bella signora tutta bionda come l'oro, s'era piegata su di lui e gli aveva detto che quel pupazzo glielo aveva regalato Gesù Bambino...

Poi, era stato quell'anno, o un anno dopo, la visione luminosa, tutta iridescenze metalliche, d'un albero che agli occhi suoi pareva enorme, carico di ogni specie di frutta, circondato di regali i più diversi? Glien'era rimasto un pezzo il barbaglio nella retina e ora - anche ora, oh, miseria! - chiudendo le palpebre, gli sembrava di vederlo, ma lontano, lontano, lontano... Ah, quell'albero di allora, della sua infanzia! Due braccia bianche come l'alabastro, ornate ai polsi da monili di brillanti, lo avevano preso, di peso, e sollevatolo fino a fargli toccare i rami meravigliosi; mentre una voce dolce gli sussurrava: 

"Prendi! Prendi quello che vuoi!"

"Le rose del Natale", di Contessa Lara 

lunedì 15 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 15 dicembre 2025

"Poveri" -  Antonio Bianchi



Madre, una notte di Natale io penso

con neve in terra e fulgor d'astri in cielo,

e dentro il gemmeo fluttuante velo

un aroma nostalgico d'incenso.

Tu sfioreresti il suol col passo alato

de' tuoi tempi più belli — allor che il gajo

cuore batteva al ritmo del telajo,

e povertà ridea senza peccato."

"Notte Santa", di Ada Negri

domenica 14 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 14 dicembre 2025

E che ansietà negli ultimi mesi dell'anno! Grandi e piccini tutti sappiamo che i doni del capodanno sono là in quella cartella, in quegli scartafacci della bisnonna. Ma quelle carte non sono biglietti di banca e debbono diventare biglietti di banca; e perché subiscano questa metamorfosi occorre un editore.

"Capodanno", di Maria Antonietta Torriani, in arte La Marchesa Colombi