Tutto da cambiare, Tonino!

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venerdì 3 luglio 2026

Itinerari di viaggio: Ancona, una città che non ti aspetti (prima parte)

 


Circondata dal mare, confinante con le belle colline plasmate da agricoltura e vigneti, Ancona vanta un ricco patrimonio culturale e artistico, eppure secondo me resta una delle città italiane più turisticamente sottovalutate. Spesso è considerata solo un punto di passaggio per l'imbarco verso la Croazia o la Grecia, ma se le date la possibilità di farsi scoprire, il capoluogo marchigiano vi sorprenderà. Noi le abbiamo dedicato due giorni e mezzo, e questo è il racconto del nostro viaggio.

Abbiamo lasciato la macchina al parcheggio sotterraneo Stamira in piazza Pertini, ideale per visitare il centro città. Nella piazza potete notare una delle sculture di arte urbana installate in vari punti della città: Mater Amabilis di Valeriano Trubbiani (vedete la foto della cartina nell’articolo per rendervi conto di dove sono dislocate le altre sculture).



La prima tappa è stata l’ufficio informazioni turistiche, per ritirare le cartine e ricevere informazioni (quanto mi piace andare a chiacchierare con gli impiegati dell’ufficio informazioni! Li adoro! 😊).

UFFICIO INFORMAZIONI “L’edicola”, PIAZZA ROMA cell. 339 292 2855 edicola.iat@comune.ancona.it

A pochi passi trovate la FONTANA DEL CALAMO del XVI secolo, su disegno di Pellegrino Tibaldi (in Corso Mazzini). La fontana è ritmata da tredici mascheroni di fauni e satiri da cui zampilla l’acqua: sono tutti in bronzo eccetto quello centrale, in pietra, che è sormontato dal bassorilievo del “Cavaliere all’assalto”, emblema della città di Ancona.

Pranzo alla trattoria da Nordio (Via San Martino, 25 A) dove abbiamo provato il loro baccalà all'anconetana secondo l'antica ricetta tradizionale, carciofi ed erbe strascinate. Tutto molto buono e porzioni abbondanti.

CORSO GARIBALDI: durante la vostra passeggiata alzate la testa ad ammirare le belle facciate dei palazzi (giusto sopra il negozio di Zara, per esempio), gli scorci pittoreschi e convincetevi che vale bene la pena di gingillarvi un po’. Avete notato per esempio il leggiadro campanile a chiocciola in stile borrominiano della chiesa del Santissimo Sacramento? Noi purtroppo l’abbiamo trovata sempre chiusa ogni volta che ci siamo passati davanti. La chiesa, già del 1548, fu ingrandita e riconsacrata nel 1776, con le modifiche che la portarono ad avere l’aspetto attuale su disegno dell’architetto Francesco Ciaraffoni.

TEATRO DELLE MUSE, al termine di corso Garibaldi. Di stile neoclassico, realizzato da Pietro Ghinelli, con l’elegante facciata con decorazioni di Apollo e delle Muse. Era in ristrutturazione.

PIAZZA DELLA REPUBBLICA: Una delle piazze storiche e centrali più importanti, situata proprio di fronte al porto antico della città.

BANCHINA NAZARIO SAURO: Costeggia le acque del porto e funge da via d'accesso verso il celebre Arco di Traiano.


Chiesa santa Maria della piazza (lungo via della Loggia, in piazza Santa Maria): questa chiesa medioevale a mio parere è la più bella fra quelle che ho visitato. Edificata intorno al XII secolo sui resti di una basilica paleocristiana. è un gioiello di architettura romanica: a croce latina e divisa in tre navate. Splendidi i mosaici nel pavimento. Merita dedicare del tempo al portale, ricco di ornamenti: colpisce per il movimento e il fine intreccio delle arcatelle e dei pilastrini. Il restauro del 1980 ha portato alla luce i resti della basilica preesistente, oltre ai resti delle mura greche risalenti al IV secolo a.C. Visita libera e gratuita.



Oltrepassato il Cantiere Navale, vi troverete davanti all’Arco trionfale di Traiano, realizzato nel 115 d.C. da Apollodoro di Damasco. In passato era ornato con statue e fregi. Il restauro negli anni 2000 ne ha esaltato il profilo e valorizzato la posizione rispetto al nucleo storico di Ancona e al Colle Guasco. A Traiano va il merito di aver potenziato le strutture portuali di Ancona: in vista dell’espansione militare in Dacia, volle sfruttare al meglio le potenzialità dell’approdo, già dotato di strutture portuali di epoche antiche, come riporta l’iscrizione nella parte superiore dell’arco “ha reso più sicuro ai naviganti l’accesso all’Italia con la costruzione a sue spese di questo porto”. Dall’arco di Traiano si accede al camminamento sospeso fra cielo e mare che corre lungo la cinta muraria medioevale, che consente di raggiungere la sommità dell’Arco Clementino e il perimetro che costeggia il cantiere navale. Ricerche confermano che già all’epoca dell’imperatore Traiano quest’area ha ospitato opifici di produzione e manutenzione delle imbarcazioni. Attraverso i secoli è stata mantenuta l’antica vocazione, con specializzazioni produttive che riguardano la costruzione di piccole, medie e grandi navi da crociera di lusso.



ARCO DI CLEMENTINO: progettato in stile neoclassico da Luigi Vanvitelli in onore del Papa Clemente XII (la statua del Papa, ora in piazza Plebiscito, doveva essere collocata sopra l’attico). La facciata verso il mare è in pietra d’Istria, quella verso la città è in laterizio.



PALAZZO DEGLI ANZIANI: le origini risalgono al governo di Gallia Placidia, ma l’edificio attuale è del XII secolo. La facciata sul fronte mare di questo grattacielo medioevale testimonia il rapporto fra romanico e gotico che permea tutta la città.

CHIESA DI SAN FRANCESCO ALLE SCALE: nata nel XIV secolo per volere dei frati francescani, vanta un magnifico portale d’ingresso e una maestosa scalinata del XV secolo.



CHIESA DEI S.S. PELLEGRINO E TERESA: eretta nel 1706 da padre Bartoli dell’ordine dei Carmelitani Scalzi. Purtroppo era chiusa e non abbiamo potuto vedere l’interno. Significativa comunque la cupola, elemento caratterizzante del panorama urbano.



CATTEDRALE DI SAN CIRIACO: sorge su un colle, il promontorio Cumero (nome greco che significa “monte opposto al mare”). La chiesa è edificata sui resti di un tempio antico distrutto da un terremoto del 558 e il risultato è un incrocio fra romanico e bizantino. A forma cruciforme e a pianta centrale, è sovrastata dalla cupola a dodici facce. Splendido il portale. San Ciriaco, prima della conversione, era un ebreo di nome Giuda, scriba a cui si rivolse Elena, la madre dell’Imperatore Costantino perché le svelasse dove era custodita la croce di Cristo. Dietro molte insistenze cedette e nel 326 venne ritrovata a Gerusalemme la Santa Croce. A seguito di questi eventi, Giuda si convertì al cristianesimo, si fece battezzare col nome di Ciriaco e in seguito venne proclamato vescovo. Per ciò che aveva fatto subì un processo e il martirio.

Lungo la via del rientro vi ritroverete a passare accanto al Palazzo del Senato e alla sua raccolta lapidaria costituita da reperti dall’epoca tardo antica all’età moderna (fra i pezzi più significativi spiccano due fregi alto medievali con motivi a pavoni e girali, un frammento di bifora pertinente a Palazzo del Senato, e una lunetta di archivolto scolpita con la testa di Cristo di una chiesa non identificabile del porto antico).

CHIESA DEL GESU’: è stata oggetto di importanti lavori di risanamento e di interventi di restauro commissionati e finanziati dall’Arcidiocesi di Ancona-Osimo a partire dal 2017.È stata riaperta al culto il 30 luglio 2021. Accoglie una interessante mostra permanente sulla Bibbia, con antichi documenti originali ed è utilizzata anche per concerti, presentazioni di libri e attività culturali. “La cultura è via dell’incontro, del dialogo e della pace”, come è scritto all’ingresso della Chiesa (chiusa il lunedì, aperta gli altri giorni dalle 16.00 alle 18.30).

Proseguite poi verso Palazzo Ferretti, sede del museo archeologico. Sicuramente avrete già avuto modo, durante la passeggiata, di notare le statue dorate che si trovano sul tetto di questo palazzo: sono una copia del gruppo scultoreo dei Bronzi dorati da Cartoceto di Pergola e sono stati posti sul tetto perché siano ben visibili passeggiando lungo il Lungomare Vanvitelli.



PIAZZA CAVOUR: uno dei punti di ritrovo più amati della città. Andateci di pomeriggio e la troverete animata dai ritrovi dei ragazzi e dal passeggio pomeridiano dei residenti. I palazzi ottocenteschi e i giardini si tingono di colori caldi prima del tramonto, ideali per fare delle belle fotografie. Potete approfittare anche di una lunga bancarella dei libri (libreria Sonnino), perfetta per chi ama curiosare tra volumi usati, rarità e vecchie edizioni, oppure sostare sulle panchine della piazza per un momento di riposo o approfittare dei locali sotto i portici per uno stuzzichino o un aperitivo. Se non siete ancora stanchi proseguite verso Largo XXIV Maggio e poi lungo il Viale della Vittoria o fate un salto alla bella libreria Fogola in Corso Mazzini. Lì vicino c’è anche una deliziosa cartoleria che vende piccole vedute di Ancona realizzate ad acquerello.

La nostra cena: alla Pizzeria Paola, in Corso Mazzini, 160. Ho provato la pizza “Ancona” con mozzarella, alici e paccasassi. Conosciuti come paccasassi o spaccasassi, i finocchietti marini sono piante aromatiche spontanee che popolano le scogliere della Riviera del Conero. Il loro nome curioso richiama le radici che si fanno strada nella roccia a picco sul mare. Offrono un gusto originale, sospeso tra sentori di limone, sedano e finocchio selvatico. Anticamente, i marinai anconetani li consumavano durante i lunghi viaggi in mare come rimedio naturale contro lo scorbuto, grazie alla loro ricchezza di vitamina C.

A presto con la seconda parte della visita di Ancona: c'è ancora moltissimo da scoprire! 

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