Circondata dal mare, confinante con le
belle colline plasmate da agricoltura e vigneti, Ancona vanta un ricco
patrimonio culturale e artistico, eppure secondo me resta una delle
città italiane più turisticamente sottovalutate. Spesso è considerata solo un
punto di passaggio per l'imbarco verso la Croazia o la Grecia, ma se le date la
possibilità di farsi scoprire, il capoluogo marchigiano vi sorprenderà. Noi le
abbiamo dedicato due giorni e mezzo, e questo è il racconto del nostro viaggio.
Abbiamo lasciato la macchina al
parcheggio sotterraneo Stamira in piazza Pertini, ideale per visitare il centro
città. Nella piazza potete notare una delle sculture di arte urbana installate
in vari punti della città: Mater Amabilis di Valeriano Trubbiani (vedete la
foto della cartina nell’articolo per rendervi conto di dove sono dislocate le
altre sculture).
La prima tappa è stata l’ufficio
informazioni turistiche, per ritirare le cartine e ricevere informazioni
(quanto mi piace andare a chiacchierare con gli impiegati dell’ufficio
informazioni! Li adoro! 😊).
UFFICIO INFORMAZIONI “L’edicola”,
PIAZZA ROMA cell. 339 292 2855 edicola.iat@comune.ancona.it
A pochi passi trovate la FONTANA DEL
CALAMO del XVI secolo, su disegno di Pellegrino Tibaldi (in Corso Mazzini). La
fontana è ritmata da tredici mascheroni di fauni e satiri da cui zampilla
l’acqua: sono tutti in bronzo eccetto quello centrale, in pietra, che è
sormontato dal bassorilievo del “Cavaliere all’assalto”, emblema della città di
Ancona.
Pranzo alla trattoria da Nordio (Via
San Martino, 25 A) dove abbiamo provato il loro baccalà
all'anconetana secondo
l'antica ricetta tradizionale, carciofi ed erbe strascinate. Tutto molto buono
e porzioni abbondanti.
CORSO GARIBALDI: durante la vostra
passeggiata alzate la testa ad ammirare le belle facciate dei palazzi (giusto
sopra il negozio di Zara, per esempio), gli scorci pittoreschi e convincetevi
che vale bene la pena di gingillarvi un po’. Avete notato per esempio il
leggiadro campanile a chiocciola in stile borrominiano della chiesa del Santissimo
Sacramento? Noi purtroppo l’abbiamo trovata sempre chiusa ogni volta che ci
siamo passati davanti. La chiesa, già del 1548, fu ingrandita e riconsacrata
nel 1776, con le modifiche che la portarono ad avere l’aspetto attuale su
disegno dell’architetto Francesco Ciaraffoni.
TEATRO DELLE MUSE, al termine di corso
Garibaldi. Di stile neoclassico, realizzato da Pietro Ghinelli, con l’elegante
facciata con decorazioni di Apollo e delle Muse. Era in ristrutturazione.
PIAZZA DELLA REPUBBLICA: Una delle
piazze storiche e centrali più importanti, situata proprio di fronte al porto
antico della città.
BANCHINA NAZARIO SAURO: Costeggia le acque del porto e funge da via d'accesso verso il celebre
Arco di Traiano.
Oltrepassato il Cantiere Navale, vi
troverete davanti all’Arco trionfale di Traiano, realizzato nel 115 d.C. da
Apollodoro di Damasco. In passato era ornato con statue e fregi. Il restauro negli
anni 2000 ne ha esaltato il profilo e valorizzato la posizione rispetto al
nucleo storico di Ancona e al Colle Guasco. A Traiano va il merito di aver
potenziato le strutture portuali di Ancona: in vista dell’espansione militare
in Dacia, volle sfruttare al meglio le potenzialità dell’approdo, già dotato di
strutture portuali di epoche antiche, come riporta l’iscrizione nella parte
superiore dell’arco “ha reso più sicuro ai naviganti l’accesso all’Italia con
la costruzione a sue spese di questo porto”. Dall’arco di Traiano si accede al
camminamento sospeso fra cielo e mare che corre lungo la cinta muraria
medioevale, che consente di raggiungere la sommità dell’Arco Clementino e il
perimetro che costeggia il cantiere navale. Ricerche confermano che già all’epoca
dell’imperatore Traiano quest’area ha ospitato opifici di produzione e
manutenzione delle imbarcazioni. Attraverso i secoli è stata mantenuta l’antica
vocazione, con specializzazioni produttive che riguardano la costruzione di
piccole, medie e grandi navi da crociera di lusso.
ARCO DI CLEMENTINO: progettato in
stile neoclassico da Luigi Vanvitelli in onore del Papa Clemente XII (la
statua del Papa, ora in piazza Plebiscito, doveva essere collocata sopra
l’attico). La facciata verso il mare è in pietra d’Istria, quella verso la
città è in laterizio.
PALAZZO DEGLI ANZIANI: le origini
risalgono al governo di Gallia Placidia, ma l’edificio attuale è del XII
secolo. La facciata sul fronte mare di questo grattacielo medioevale testimonia
il rapporto fra romanico e gotico che permea tutta la città.
CHIESA DI SAN FRANCESCO ALLE SCALE: nata
nel XIV secolo per volere dei frati francescani, vanta un magnifico portale
d’ingresso e una maestosa scalinata del XV secolo.
CHIESA DEI S.S. PELLEGRINO E TERESA:
eretta nel 1706 da padre Bartoli dell’ordine dei Carmelitani Scalzi. Purtroppo
era chiusa e non abbiamo potuto vedere l’interno. Significativa comunque la
cupola, elemento caratterizzante del panorama urbano.
CATTEDRALE DI SAN CIRIACO: sorge su un
colle, il promontorio Cumero (nome greco che significa “monte opposto al
mare”). La chiesa è edificata sui resti di un tempio antico distrutto da un
terremoto del 558 e il risultato è un incrocio fra romanico e bizantino. A
forma cruciforme e a pianta centrale, è sovrastata dalla cupola a dodici facce.
Splendido il portale. San Ciriaco, prima della conversione, era un ebreo di
nome Giuda, scriba a cui si rivolse Elena, la madre dell’Imperatore Costantino perché
le svelasse dove era custodita la croce di Cristo. Dietro molte insistenze
cedette e nel 326 venne ritrovata a Gerusalemme la Santa Croce. A seguito di
questi eventi, Giuda si convertì al cristianesimo, si fece battezzare col nome
di Ciriaco e in seguito venne proclamato vescovo. Per ciò che aveva fatto subì
un processo e il martirio.
Lungo la via del rientro vi ritroverete
a passare accanto al Palazzo del Senato e alla sua raccolta lapidaria
costituita da reperti dall’epoca tardo antica all’età moderna (fra i pezzi più
significativi spiccano due fregi alto medievali con motivi a pavoni e girali,
un frammento di bifora pertinente a Palazzo del Senato, e una lunetta di
archivolto scolpita con la testa di Cristo di una chiesa non identificabile del
porto antico).
CHIESA DEL GESU’: è stata oggetto di
importanti lavori di risanamento e di interventi di restauro commissionati e
finanziati dall’Arcidiocesi di Ancona-Osimo a partire dal 2017.È stata riaperta
al culto il 30 luglio 2021. Accoglie una interessante mostra permanente sulla
Bibbia, con antichi documenti originali ed è utilizzata anche per concerti,
presentazioni di libri e attività culturali. “La cultura è via dell’incontro,
del dialogo e della pace”, come è scritto all’ingresso della Chiesa (chiusa il
lunedì, aperta gli altri giorni dalle 16.00 alle 18.30).
Proseguite poi verso Palazzo Ferretti,
sede del museo archeologico. Sicuramente avrete già avuto modo, durante la
passeggiata, di notare le statue dorate che si trovano sul tetto di questo
palazzo: sono una copia del gruppo scultoreo dei Bronzi dorati da Cartoceto di
Pergola e sono stati posti sul tetto perché siano ben visibili passeggiando
lungo il Lungomare Vanvitelli.
PIAZZA CAVOUR: uno dei
punti di ritrovo più amati della città. Andateci di pomeriggio e la troverete
animata dai ritrovi dei ragazzi e dal passeggio pomeridiano dei residenti. I
palazzi ottocenteschi e i giardini si tingono di colori caldi prima del
tramonto, ideali per fare delle belle fotografie. Potete approfittare anche di
una lunga bancarella dei libri (libreria Sonnino), perfetta per chi ama curiosare
tra volumi usati, rarità e vecchie edizioni, oppure sostare sulle panchine
della piazza per un momento di riposo o approfittare dei locali sotto i portici
per uno stuzzichino o un aperitivo. Se non siete ancora stanchi proseguite verso
Largo XXIV Maggio e poi lungo il Viale della Vittoria o fate un salto alla
bella libreria Fogola in Corso Mazzini. Lì vicino c’è anche una deliziosa
cartoleria che vende piccole vedute di Ancona realizzate ad acquerello.
La nostra cena: alla Pizzeria Paola,
in Corso Mazzini, 160. Ho provato la pizza “Ancona” con mozzarella, alici e
paccasassi. Conosciuti come paccasassi o spaccasassi, i finocchietti marini
sono piante aromatiche spontanee che popolano le scogliere della Riviera del
Conero. Il loro nome curioso richiama le radici che si fanno strada nella
roccia a picco sul mare. Offrono un gusto originale, sospeso tra sentori di
limone, sedano e finocchio selvatico. Anticamente, i marinai anconetani li
consumavano durante i lunghi viaggi in mare come rimedio naturale contro lo
scorbuto, grazie alla loro ricchezza di vitamina C.
A presto con la seconda parte della visita di Ancona: c'è ancora moltissimo da scoprire!
Se ti è piaciuto questo post, sul mio profilo Instagram troverai altre foto di Ancona (daniela_darone)









Nessun commento:
Posta un commento