Questo blog parla di scrittura, di libri, di eventi e concorsi letterari, di mostre, di arte, di viaggi, di cibo, di piccoli gesti che possiamo fare tutti insieme per essere gentili con noi stessi, con gli altri, con il pianeta. Ma forse parlerà anche di cose che ancora non immagino e non penso di scrivere. Un blog a sorpresa! Rimanete in contatto! Potete seguirmi anche su blookintreccinellarete.blogspot.com, su X @pennaeblognotes e su Instagram daniela_darone
domenica 12 dicembre 2021
sabato 11 dicembre 2021
Calendario letterario dell'Avvento: "Il Grinch, il mostro che rubò il Natale", del Dr. Seuss
E il Grinch, con i piedi grinciosi nella neve a far male, si chiese e richiese: "Come è successo che sia arrivato il Natale?" E' arrivato senza nastri! Senza scatole o panettoni! E' arrivato senza luci, doni o decorazioni! Il perfido Grinch sembrava confuso, anche il cervello gli si era fuso. Ma improvvisamente cominciò a pensare e una cosa mai pensata prima nella mente iniziò a passare! "Forse non si acquista in un negozio dozzinale, forse ha un significato più profondo il Natale!"
venerdì 10 dicembre 2021
Calendario letterario dell'Avvento: "Vespro di Natale", di Sebastiano Satta
Vespro di Natale
Incappucciati, foschi, a passo lento,
tre banditi ascendevano la strada
deserta e grigia, tra la selva rada
dei sughereti, sotto il ciel d’argento.
Non rumore di mandre o voci, il vento
agitava per l’algida contrada.
Vasto silenzio. In fondo, Monte Spada
ridea bianco nel vespro sonnolento.
O vespro di Natale! Dentro il core
ai banditi piangea la nostalgia
di te, pur senza udirne le campane:
e mesti eran, pensando al buon odore
del porchetto e del vino, e dell’allegria
del ceppo, nelle lor case lontane.
Sebastiano Satta
giovedì 9 dicembre 2021
Calendario letterario dell'Avvento: "Il rapimento di Babbo Natale", di L. Frank Baum
La luna splendeva grande e bianca nel cielo e la neve si posava friabile e luccicante sul terreno mentre Babbo Natale faceva schioccare la frusta e partiva dalla valle, verso il mondo aperto al di là. La grossa slitta era stipata di enormi sacchi di doni e nel momento in cui le renne si lanciarono a gran velocità il nostro buon vecchio Babbo Natale si mise a ridere, a fischiare e a cantare per la gran gioia. Poiché di tutta la sua vita allegra questo era il giorno dell’anno in cui era più felice: il giorno in cui con amore donava ai bambini i tesori del suo laboratorio. Sarebbe stata una notte indaffarata per lui, lo sapeva bene. Mentre fischiava, urlava e faceva schioccare ancora la frusta, ripassò mentalmente i paesi, le città e le fattorie dove era atteso e calcolò di avere abbastanza regali per tutti e rendere felice ogni bambino. Le renne sapevano esattamente cosa ci si aspettava da loro e procedevano a così grande velocità che le loro zampe sembravano toccare appena il terreno ricoperto di neve.
mercoledì 8 dicembre 2021
Calendario letterario dell'Avvento: "Gli gnomi", di Jacob e Willhelm Grimm
Ora
accadde che una sera, verso Natale, l'uomo aveva appena finito di tagliare il
cuoio e, prima di andare a letto, disse a sua moglie: -Che ne diresti se
stanotte stessimo alzati, per vedere chi ci aiuta così generosamente?- La donna
acconsentì e accese una candela; poi si nascosero dietro gli abiti appesi negli
angoli della stanza e stettero attenti. A mezzanotte arrivarono due graziosi
omini nudi; si sedettero al tavolo del calzolaio; presero tutto il cuoio
preparato e con le loro piccole dita incominciarono a forare, cucire, battere
con tanta rapidità, che il calzolaio non poteva distogliere lo sguardo, tutto
meravigliato. Non smisero finché‚ non ebbero finito e le scarpe non furono
bell'e pronte sul tavolo; poi, prima che spuntasse il giorno, se ne andarono
via saltellando. Il mattino dopo la donna disse: -Gli omini ci hanno fatti
ricchi, dovremmo mostrarci riconoscenti. Mi rincresce che se ne vadano in giro
senza niente da mettersi addosso e che debbano gelare. Sai cosa farò? Cucirò
loro un camicino, una giubba, un farsetto e un paio di calzoncini, e farò un
paio di calze per ciascuno; tu aggiungici un paio di scarpette-. L'uomo fu ben
contento e la sera, quando ebbero terminato tutto, misero sul tavolo i regali
al posto del cuoio; poi si nascosero per vedere che faccia avrebbero fatto gli
omini. A mezzanotte giunsero di corsa tutti e due e volevano mettersi subito a
lavorare, ma quando videro i vestiti mostrarono una gran gioia. Li indossarono
in fretta e furia, poi fecero capriole, ballarono e saltarono fino a quando
uscirono dalla porta. Da allora non tornarono più, ma il calzolaio se la passò
bene tutta la vita.
martedì 7 dicembre 2021
Calendario letterario dell'Avvento: "La festa di Natale", di Carlo Collodi
Finita appena la colazione, ecco che la Contessa disse sorridendo ai suoi tre figli:
«Oggi è Natale. Vediamo, dunque, come avete speso i quattrini dei vostri salvadanai. Ricordatevi intanto che, quello di voialtri che li avrà spesi meglio, riceverà da me, a titolo di premio, un bellissimo bacio. Su, Luigino! tu sei il maggiore e tocca a te a essere il primo».
Luigino uscì dalla sala e ritornò quasi subito, conducendo a mano il suo cavallo di legno, ornato di finimenti così ricchi, e d'una gualdrappa così sfavillante, da fare invidia ai cavalli degli antichi imperatori romani.
«Non c'è che dire», osservò la mamma, sempre sorridente «quella gualdrappa e quei finimenti sono bellissimi, ma per me hanno un gran difetto... il difetto, cioè, di essere troppo belli per un povero cavallino di legno. Avanti, Alberto! Ora tocca a te.»
«No, no», gridò il ragazzetto, turbandosi leggermente, «prima di me, tocca all'Ada.»
E l'Ada, senza farsi pregare, uscì dalla sala, e dopo poco rientrò tenendo a braccetto una bambola alta quanto lei, e vestita elegantemente, secondo l'ultimo figurino.
«Guarda, mamma, che belle scarpine da ballo!», disse l'Ada compiacendosi di mettere in mostra la graziosa calzatura della sua bambola.
«Quelle scarpine sono un amore!», replicò la mamma. «Peccato però che debbano calzare i piedi d'una bambina fatta di cenci e di stucco, e che non saprà mai ballare!»
«E ora, Alberto, vediamo un po' come tu hai speso le nove lire e mezzo, che hai trovate nel tuo salvadanaio.»
«Ecco... io volevo... ossia, avevo pensato di fare... ossia, credevo... ma poi ho creduto meglio... e così oramai l'affare è fatto e non se ne parli più.»
«Ma che cosa hai fatto?»
«Non ho fatto nulla.»
«Sicché avrai sempre in tasca i danari?»
«Ce li dovrei avere...»
«Li hai forse perduti?»
«No.»
«E, allora, come li hai tu spesi?»
«Non me ne ricordo più.»
In questo mentre si sentì bussare leggermente alla porta della sala, e una voce di fuori disse:
«È permesso?.»
«Avanti.»
Apertasi la porta, si presentò sulla soglia, indovinate chi! Si presentò la Rosa ortolana, che teneva per la mano un bimbetto tutto rivestito di panno ordinario, ma nuovo, con un berrettino di panno, nuovo anche quello, e in piedi un paio di stivaletti di pelle bianca da campagnolo.
«È tuo, Rosa, codesto bambino?», domandò la Contessa.
«Ora è lo stesso che sia mio, perché l'ho preso con me e gli voglio bene, come a un figliolo. Povera creatura! Finora ha patito la fame e il freddo. Ora il freddo non lo patisce più, perché ha trovato un angiolo di benefattore, che lo ha rivestito a sue spese da capo a piedi.»
«E chi è quest'angelo di benefattore?», chiese la Contessa.
L'ortolana si voltò verso Alberto, e guardandolo in viso e accennandolo alla sua mamma, disse tutta contenta:
«Eccolo là.»
Albertino diventò rosso come una ciliegia: poi rivolgendosi impermalito alla Rosa, cominciò a gridare:
«Chiacchierona! Eppure ti avevo detto di non raccontar nulla a nessuno!...».
«La scusi: che c'è forse da vergognarsi per aver fatto una bell'opera di carità come la sua?»
«Chiacchierona! chiacchierona! chiacchierona!», ripeté Alberto, arrabbiandosi sempre più; e tutto stizzito fuggì via dalla sala.
La sua mamma, che aveva capito ogni cosa, lo chiamò più volte: ma siccome Alberto non rispondeva, allora si alzò dalla poltrona e andò a cercarlo da per tutto. Trovatolo finalmente nascosto in guardaroba, lo abbracciò amorosamente, e invece di dargli a titolo di premio un bacio, gliene dette per lo meno più di cento. 💓💗💓💗💓💗💓💗💓💗💓💗💓💗💓💗💓💗💓💗💓💗💓💗💓💗💓💗💓💗💓
lunedì 6 dicembre 2021
Calendario letterario dell'Avvento: "Il sarto di Gloucester", di Beatrix Potter