Tutto da cambiare, Tonino!

Tutto da cambiare, Tonino!
Tonino è cresciuto ed è a spasso nella rete! Se vuoi puoi seguirlo su Blook Intrecci nella rete. Leggi tutto il libro gratis a puntate!

giovedì 19 aprile 2012

Prospettive multiple

I difetti degli altri, quando li troviamo su noi stessi, immediatamente li chiamiamo pregi.

martedì 3 aprile 2012

Le Piaggeliadi 2012!

Che belle le Piaggeliadi agli ASSI! Che bella giornata quella di domenica, dove si vedevano nugoli di bambini e genitori, insieme, uniti  per una giornata di sport, di amicizia, di cooperazione. La marathon family: bambino e genitore che corrono insieme. Che idea meravigliosa. I sorrisi dei grandi e dei piccoli erano per la gioia della manifestazione, certo, ma anche per la soddisfazione di poter godere della reciproca compagnia, senza interruzione alcuna, facendo “squadra”. C’eravamo anche noi, con il mio piccolo, orgogliosissimo di correre con il babbo, figura che rappresenta per lui, piccolo uomo in crescita, un modello a cui attingere per diventare grande. E contento e orgoglioso anche il babbo, per essere stato scelto per questa sfida e che pur di far felice il suo bambino si è adattato a correre, nonostante la corsa non gli piaccia un granché. Io e la piccina li abbiamo seguiti fin sul prato degli Assi e poi, dopo la partenza, ci siamo accodate: lei più comoda, da vera regina, seduta sul passeggino; io a spingerla, trotterellando un po’ per non rimanere troppo indietro al gruppo che correva. Alle rampe, quando i maratoneti hanno preso le scalette, io e lei ci siamo avviate con pazienza lungo la strada. Impensabile fare le scale col passeggino! Una signora simpatica, vedendomi col passeggino e considerate le scale che avrei dovuto affrontare, si era pure offerta di aiutarmi ad inerpicarmi su per la “scorciatoia”. Ho rifiutato, prima che si sfinisse poveretta, ed ho proseguito lungo il viale Poggi. Dopotutto la giornata era splendida, l’aria piacevole, il panorama incredibile. Quale migliore benzina per affrontare la dura salita a piedi! Ci siamo di nuovo ritrovati sul prato degli ASSI, a gara finita. Abbiamo portato ai nostri due corridori qualcosa da mangiare e da bere e finalmente la piccola è potuta scendere a scorrazzare anche lei e a sgranchirsi. Mi è piaciuta l’aria che abbiamo respirato ieri. Un’aria di festa, di amicizia, dove si scambiavano quattro chiacchiere e si facevano battute senza conoscersi, dove si “recuperavano” i figli degli altri quando stavano per sbagliare percorso, dove l’entusiasmo lo vedevi negli occhi che brillavano, anche a fine gara.
L’ideatore di questa manifestazione e gli organizzatori hanno fatto uno splendido lavoro. Lo sport, quando è sport “pulito”, libero da eccessiva competizione (che toglie il gusto allo sport stesso), è quanto di meglio si possa offrire ai nostri ragazzi. E a noi stessi. Praticare uno sport offre sempre l’occasione per migliorare qualcosa di noi: a parte un fisico tonico, ne beneficia la coordinazione, la qualità del pensiero, l’armonia, la salute. Aiuta a disciplinarsi e a mettersi in ascolto del corpo. Ho praticato diversi sport, rimanendo innamorata del tennis. E proprio per farmi un po’ il fiato per le partite, iniziai ad andare a correre all’Albereta. Tutte le volte che ci passo vicino mi ricordo di quei pomeriggi, della sensazione di fatica che sentivo alle gambe dopo i canonici cinque chilometri che mi ero imposta. Incredibile ma vero: quella stanchezza che sentivo e i muscoli indolenziti mi davano una soddisfazione e una carica interiore incredibile … bisognerà pure che ricominci a fare qualche sport, dopo sette anni di stop … il mio corpo sta cominciando a mandarmi segnali: vuole ricominciare! Chissà che l’entusiasmo respirato alle Piaggeliadi non mi dia la spinta giusta per non trovare più scuse  e riprendere un’attività! 

sabato 24 marzo 2012

Il Giardino delle Rose


Domenica siamo stati al Giardino delle Rose, nel Viale Poggi. Il tempo era incerto ma l’aria era mite e ci abbiamo fatto un salto con i bambini. Era da tanto che volevo tornarci. L’ultima volta ci ero andata una trentina d’anni fa, con i miei genitori e la mia nonna. La mamma ha sempre sul comodino una foto di lei e della nonna in quel giardino, che avevo scattato io con la mia macchina fotografica nuova di zecca, regalo della Cresima. Sorridono, vicine. Così, quando un po’ di tempo fa ho letto che avevano ristrutturato il giardino e vi avevano collocato le opere di Folon, mi sono messa un memo gigante nell’agenda e alla prima occasione ci siamo andati. Già appena si arriva al cancello si respira un’aria poetica, perché il cartello fuori avverte che il giardino è aperto tutti i giorni dalle 9 al tramonto. Che bello, ho subito pensato. Non è un’ora definita, precisa, irreversibile. E’ un’ora aperta, sentimentale, romantica.  Un po’ gli stessi sentimenti che provo guardando le opere di Folon. Ho adorato da subito quell’uomo della pioggia che misero alla rotonda del Teatro Tenda. Mi colpì il cuore. E le opere poste nel giardino non sono da meno: un signore che passeggia; uno che legge seduto su una panchina, lo sguardo rivolto all’orizzonte, come stesse meditando qualcosa appena letto; una cornice per un mutevole “quadro” di una veduta di Firenze; un grosso gattone che riposa nell’erba. E poi tante altre, che è inutile descrivere, perché ci devi passare accanto, sentirne le vibrazioni, annusarle. Le sue poesie solide hanno trovato una casa ideale al Giardino delle Rose. Bisogna andarci in quel giardino, e tornarci, tante e tante volte, in diverse stagioni, orari, momenti. Lui sarà sempre lì a regalarci il suo sguardo attraverso le sue creature. E potremo riposare il cuore, far gioire gli occhi con tanta bellezza intorno, far vagare la mente, libera finalmente, a inseguire un pensiero vago e indefinito. E tornare a casa come nuovi. Un bel massaggino all’anima, spesso, fa miracoli ….

E per restare sul pratico: i bambini si sono divertiti ad esplorare il giardino, a farsi fotografare in pose buffe, e si sono incantati a vedere i pesciolini che nuotavano nelle varie vasche. In più, passeggiando, siamo passati nell’esatto punto in cui il giorno del nostro matrimonio il fotografo ci scattò una delle foto più belle di quel pomeriggio e non ho potuto fare a meno, con alle spalle lo stesso panorama, di fotografare la famiglia che abbiamo creato ... e qui si vira di nuovo sul sentimentale … :-)    



venerdì 2 marzo 2012

Primavera 2012

Nuovi fiori di primavera
spalmati di sole
come miele su teneri petali
tenere fette di pane.

venerdì 17 febbraio 2012

Provaci ancora, Dany!

Gli ultimi inviti sono partiti. Adesso non resta che aspettare le risposte. E’ proprio vero che le faticate, a distanza di un po’, si dimenticano. Dopo la festa di compleanno del mio cucciolo dell’anno scorso, dove mi ero chiesta diverse volte chi me l’avesse fatto fare di invitare a casa dei compagni di classe (per inciso: sto parlando di quelli “bravi e buoni” … ma che poi si erano comunque scatenati oltre ogni dire …. Mumble mumble: cosa sarebbe successo se fossero stati i cosiddetti birboni?) mi ero ripromessa: l’anno prossimo facciamo passo e si festeggia solo in famiglia. Invece rieccomi qui, nel 2012, a lanciare inviti … e sia! Vedremo come andrà quest’anno! Intanto mi ripasso qui di seguito quello che successe l’anno scorso … dal diario del 2011 …  
 ... alla fine della serata lui era distrutto. Ma io ero più distrutta di lui! Dopo aver giocato a calcio nell’ingresso (!!!!), hanno proposto di giocare a tennis con le palline vere che avevano trovato in camerina (dove sono le racchette??? - !!!! "ragazzi, non siamo in un campo da tennis, e nemmeno all'Artemio Franchi!). La proposta allora è virata sui supereroi, con tanto di maschere e un diluvio di sudore a forza di rincorrersi; poi siamo passati in soluzione di continuità a lotta libera. Infine, stremati, hanno messo gli occhi sul modellino di legno del battello fluviale del nonno, chiedendo di giocare con quello. Al mio no hanno pensato bene di puntare ancora più in alto e hanno cercato di impossessarsi del modellino della baleniera che giaceva al sicuro (quasi) sul pianoforte. Uno, dopo essersi arrampicato ritto in piedi sullo sgabello, ci ha ficcato le adorate manine chiedendo "e questa cos'è????. Distolti con il miraggio di qualche caramella, uno di loro ne ha presa una e poi si è messo tutto il tubetto in tasca "queste le prendo per dopo"!!! Poco dopo è corso verso di me con la lingua di fuori, tutta bianca, dicendo "che schifo!Mi dai un po' d'acqua???" ... addio, cosa avrà mangiato???? Tre gomme da masticare tutte insieme alla menta forte! Li ho ridotti alla ragione con la  proposta della Wii e poi di un filmino (il gusto del proibito: "la mamma Batman non me lo fa mai vedere" ....)!!!! Quando sono arrivate le mamme, verso le 19, nessuno voleva andare via. Non sapevano come fare a farli vestire (scarpe disseminate per tutta la casa e giubbotti morti dappertutto). Mi è venuta in mente la genialata: "A chi va via senza fare storie gli regalo un ovetto kinder di Ben 10". In dieci secondi erano alla porta con l'ovetto in mano, giubbotti e cappelli. Però si sono divertiti.  

venerdì 10 febbraio 2012

Civita di Bagnoregio

Ti ho scattato una foto. Tac. Così, non con la macchina fotografica, quella l’avevi tu. L’ho scattata nella mia testa. Sono le foto più belle, quelle che riesco a riguardare appena ne ho voglia: seduta in ufficio, sdraiata in un prato, mentre cerco di addormentarmi, sotto le coperte, strusciando i piedi l’uno contro l’altro. Adesso ne ho voglia. Tac. Eccoti lì, inondato di sole, mentre mi vieni a cercare, fra i vicoli di un paesino morente e faticoso. Eccoti lì, camminare su quella stradina lastricata di pietra, un attimo prima che tu mi veda, un attimo prima che io ti chiami.

venerdì 3 febbraio 2012

Immagini di calore umano

Stamani sono uscita da casa col mio Piccolo e mio Marito. Abbiamo preso la macchina e non gli scooter, dato il freddo. Quando sono uscita da lavorare lì per lì avevo pensato di tornare a casa facendomi una bella e salutare passeggiata, ma ho rinunciato subito dato il vento gelido. Così mi stavo incamminando velocemente alla fermata dell’autobus quando in piazza della Libertà l’umanità mi ha regalato un attimo di calore, uno struggimento e un sorriso balsamico. Due donne, una più giovane, l’altra di mezza età, probabilmente madre e figlia, si abbracciavano senza staccarsi accanto ad una macchina, incollate l’una all’altra, parlando fra le risa e i singhiozzi. Ho dato un’occhiata alla targa della macchina: straniera. Probabilmente un ricongiungimento dopo lungo tempo. La nostalgia, l’amore, la sofferenza, la privazione si amalgamavano fondendosi, confondendosi. Sono stata ricoperta dalla loro emozione e me ne sono andata scambiando un sorriso con una terza donna seduta in macchina, che si teneva in disparte con rispetto, aspettando.