Durante il viaggio mi
chiedevo se le previsioni meteo che avevo controllato potessero essere
attendibili. Nuvole basse e pesanti sembrava si posassero sulla nebbia che
saliva dal basso, creando l’illusione di vedere in lontananza un’enorme distesa
d’acqua, con una luce diffusa e irreale. Lungo strada, però, pian piano il
cielo si è un po’ riaperto, riverberando bagliori d’un grigio azzurro sui
grandi casali isolati al centro di grandi poderi e sugli alberi spogli, che
ricordavano quelli dipinti da Pieter Bruegel il Vecchio.
Al nostro arrivo a Forlì
abbiamo trovato di nuovo nebbia e freddo umido, ma niente pioggia. Ecco qui il
nostro itinerario di visita (tenete conto che spesso, nelle città piccole, ci
piace andare anche un po’ “a sentimento”, per cui, se non volete rischiare di
passare più volte dalle stesse zone, verificate sulla cartina l’itinerario più
logico da seguire):
I portici affrescati di Corso
della Repubblica
Piazza Saffi: per
riscaldarci un po’ ci siamo fermati subito da “Flora” dove, oltre a gustare un
ottimo caffè, abbiamo potuto calarci nell’atmosfera di Forlì grazie al dialetto
dalla cadenza gioviale dei giovani baristi.
Seconda tappa obbligata
all’ufficio IAT (tel. 0543 712 362, orario 9-13 e 15-19 – iat@comune.forli.fc.it) per fornirci
di cartine e domandare informazioni. Le ragazze sono state gentilissime, anche
se le ho tempestate di domande!
Abbiamo quindi iniziato la
nostra visita di Piazza Saffi, la piazza principale di Forlì dedicata al
patriota del Risorgimento, che abbiamo trovata “vestita a festa” con i banchi
del mercato, le casette di legno della fiera di Natale, la pista di pattinaggio
sul ghiaccio e un enorme albero di Natale. Dai suoi lati porticati abbiamo
ammirato il mix di stili che sfoggia questa piazza: la statua di Aurelio Saffi,
l’Abbazia romanica di San Mercuriale, il palazzo Comunale con la Torre Civica
dell’Orologio, il palazzo delle Poste, il Palazzo del Podestà e il Palazzo
Albertini.
Un tempo qui scorreva un
fiume, poi l’area diventò il foro romano e, nel corso dei secoli, si trasformò
nel centro della città.
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| Abbazia di San Mercuriale |
Abbazia di San Mercuriale: uno
degli edifici più importanti di Forlì, capolavoro dell’architettura romanica. L’abbazia
sorge sui resti di un antico luogo di culto paleocristiano. La chiesa attuale fu
costruita nel XII secolo, dopo un devastante incendio che distrusse l’edificio
originario. L’interno, a tre navate, con colonne e capitelli romanici, conserva
importanti opere d’arte e monumenti funebri, fra cui il sarcofago di Barbara
Manfredi, opera di Francesco di Simone Ferrucci. Alcuni affreschi sono rovinati,
ma non tralasciate di cercare l’affresco policromo “Pietà”, protetto da una
teca di vetro, e quello di san Mercuriale che combatte un drago, una scena
leggendaria che ha reso celebre la sua figura. La leggenda di San Mercuriale, primo vescovo e
patrono di Forlì, narra della lotta contro un terribile drago che nel IV secolo
infestava le valli e le zone paludose tra Forlì e Forlimpopoli.
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| interno dell'Abbazia |
Il campanile del XII secolo
è alto 72 metri, uno dei più imponenti in Italia, ed è costituito da bifore e
trifore che danno leggerezza alla struttura. Alla base del pinnacolo è
incastonata una targa che riporta una terzina della Divina Commedia che ricorda
il drammatico episodio del “sanguinoso mucchio” e il legame della città con la
famiglia degli Ordelaffi: “la terra che fe’ già la lunga prova/e di Franceschi
sanguinoso mucchio/sotto le branche verdi si ritrova” (Infermo, Canto XXVII,
vv.43-45). Nel 1282 la piazza fu teatro di una grande battaglia: i ghibellini
forlivesi di Guido da Montefeltro sconfissero le truppe francesi inviate dal
papa, comandate da Giovanni d’Appia.
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| Chiostro e campanile |
Palazzo Comunale, medievale,
che abbiamo però potuto osservare solo dall’esterno, essendo chiuso. Sulla
sommità della Torre Civica un tempo si trovava la garitta dei balestrieri e,
nel sotterraneo, una temuta prigione. Consolidata nel 1821perchè danneggiata da
un terremoto, fu poi minata dai tedeschi nel 1944 e crollò rovinosamente sul
sottostante teatro settecentesco. Nel 1975 fu ricostruito l’alto fusto sul
basamento originale.
Statua del forlivese Aurelio
Saffi: grande politico e attivista del Risorgimento, rappresentato con un libro
in mano, a simboleggiare la sua passione per la conoscenza e l’impegno per la
libertà. Questa statua ha una storia molto interessante, che potete leggere
qui: https://bbcc.regione.emilia-romagna.it/pater/loadcard.do?id_card=170082
Di fronte alla statua si
trova lo storico Palazzo gotico del Podestà: per secoli è stato il centro della
giustizia cittadina. Notate il balconcino: in quel punto esatto, nel 1426,
c’era installata una gabbia in ferro usata per esporre i condannati e i loro
cadaveri.
Al lato opposto della piazza
si trova invece il Palazzo delle Poste, costruito negli anni Trenta, in stile
razionalista.
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| Il palazzo delle Poste in stile razionalista |
Murale di Millo (Via Maceri
7): Lo street artist Millo ha realizzato un murale sul tema dell’uguaglianza,
che può essere raggiunta grazie alla cultura. Ci sono altri murales in giro per
la città: occhi aperti se vi interessa il genere! In Via dei Filergiti trovate
l’opera di Sema Leo dedicato a Aurelio Saffi e a sua moglie Giorgina, che fu
Presidente della Società di Mutuo Soccorso Femminile, creando un giardino
d’infanzia innovativo. In Vicolo San Domenico invece il murale di Eron: nel suo
murale, fra i panni stesi ad asciugare, si intravede una divisa da deportato (questo
punto della città, in passato, segnava l’ingresso del quartiere ebraico).
Glicine Manoni (Via delle
Torri): questo glicine è stato riconosciuto patrimonio storico della Città.
Piantato nel 1915 da Stefano Manoni, si è miracolosamente salvato dal
bombardamento del 25 agosto 1944.
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| Interno del Duomo |
Duomo (Cattedrale della Santa
Croce, piazza Ordelaffi): purtroppo la facciata era in ristrutturazione e
quindi non abbiamo potuto vederla. Le sue origini risalgono al X secolo e deve
il suo nome alla presenza di una reliquia della croce di Gesù, custodita al suo
interno. La curiosità dell’altare: originariamente era destinato alla basilica
di San Paolo fuori le Mura, a Roma.
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| Interno del Duomo |
Non mancate di visitare la Cappella
dedicata alla Madonna del Fuoco, la Santa Patrona della città (per maggiori
informazioni, vedete più avanti “Chiesa della Madonna del Fuoco”).
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| Madonna della Ferita |
Altra opera
importante è l’affresco staccato della Madonna della Ferita del XV secolo.
Originariamente era sul muro esterno della Canonica, in un vicolo che conduceva
alla piazza Maggiore. Quest’immagine era oggetto di notevole venerazione. Il
nome dell’icona ricorda un episodio avvenuto nel 1490 nel quale un uomo, per la
rabbia di aver perduto al gioco, sfregiò l’immagine della Madonna con una spada.
Il gesto fece sgorgare del sangue dall’immagine. La “ferita” in seguito si
rimarginò, ma restò visibile una cicatrice (che si può osservare ancora oggi).
Questo evento accrebbe la devozione popolare e Caterina Sforza commissionò l’edificazione
di una cappella che ospitasse l’opera.
Pranzo: siamo stati da I Tea Poke in
corso della Repubblica, 159: buone le classiche bowl con ingredienti freschi e
una varietà enorme di proposte di condimenti, salse e topping (alcuni mai
provati). Ho apprezzato anche un ottimo macha milk tea servito in un bicchiere
di vetro: brave ed ecologiche le ragazze che gestiscono il locale.
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| Piazzale della Vittoria |
Miglio bianco: dal Monumento
ai caduti in piazzale della Vittoria e all’ex collegio aeronautico, oggi sede del
liceo classico della città, abbiamo percorso tutto il Viale della Libertà, uno
scenografico percorso monumentale del primo Novecento, caratterizzato
cromaticamente dai vari toni del bianco, che ci ha portati fino alla stazione
ferroviaria, realizzata in stile eclettico.
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| La stazione ferroviaria in stile eclettico |
Questa passeggiata permette di
notare il percorso evolutivo stilistico di diverse architetture, frutto del
confronto di ingegneri e architetti forlivesi e romani: Arnaldo Fuzzi, Gino
Cervesi, Cesare Bazzani e Cesare Valle.
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| Ex collegio aeronautico |
Chiesa della Madonna del Fuoco (Chiesa del Miracolo): purtroppo l’abbiamo trovata chiusa. Questa era la
casa adibita a scuola dal maestro Lombardino da Ripapetrosa, distrutta da un
incendio la notte del 4 febbraio 1428. Nonostante tutto, però, l’immagine della
Vergine col Bambino rimase intatta e venne portata nella Cattedrale.
L’architetto Luigi Mirri fu incaricato di realizzare questa chiesetta.
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| Chiesa del Miracolo |
Palazzo Romagnoli: arriviamo
a una chicca speciale che mi ha affascinato moltissimo. Questo palazzo storico,
della famiglia Romagnoli, è sede di un museo che ospita parte delle Collezioni d'arte del Novecento del Comune di Forlì.
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| Interno di Palazzo Romagnoli |
I soffitti del piano terra e quelli del
piano nobile, al quale si accede dallo scalone monumentale, sono decorati
secondo uno stile 'di transizione' tra il barocco ed il neoclassico. Da qualche
tempo, però, dato che il Palazzo del Merenda, sede
storica della biblioteca Aurelio Saffi in corso della Repubblica, è in
ristrutturazione, una parte considerevole della biblioteca è stata spostata a
Palazzo Romagnoli, creando un affascinante connubio fra arte e letteratura, con
un nuovo progetto di allestimento chiamato “Un Museo in Biblioteca”.
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| Soffitto di Palazzo Romagnoli |
Le sale della biblioteca ospitano opere pittoriche e scultoree di grandi artisti, appartenenti alla Collezione la Grande Romagna, che possono essere ammirate gratuitamente da tutti i fruitori della biblioteca.
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| "Il campanile di San Mercuriale", di Licinio Barzanti |
Visibile anche parte del Fondo Piancastelli, l'inestimabile raccolta del collezionista e bibliofilo
Carlo Piancastelli (1867-1938) che, nel corso della sua vita, ha collezionato
diversi oggetti legati alla Romagna: libri, incisioni, carte topografiche,
quadri, monetiere, arredi e molto altro. Grande appassionato di libri,
Piancastelli riuscì ad acquistare tutte le prime edizioni assolute stampate in
ogni città e paese della Romagna. Ho avuto l’enorme piacere di fare una
chiacchierata con un gentilissimo bibliotecario che, con grande entusiasmo, mi
ha parlato del progetto “Un Museo in Biblioteca” e mi ha fatto notare i
particolari di alcune sale.
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| "Siamo in quattro (beato chi li trova)", di Giacomo Balla |
Interessante e
fornitissima la parte della biblioteca dedicata alla musica, con libri, vinili e
un giradischi per ascoltare i dischi (con le cuffie!).
Corso della Repubblica e
Teatro Diego Fabbri: il teatro è stato inaugurato nel 2000 con un’esibizione dell’Orchestra
Filarmonica della Scala di Milano, diretta dal Maestro Riccardo Muti. Fino ad
allora, alla città era mancato un teatro all’italiana, a causa della
distruzione del Teatro Comunale nel 1944, durante il bombardamento di cui ho
scritto prima.

Per chiudere questa giornata
abbiamo deciso di andare a vedere la mostra dedicata all’opera di Letizia
Battaglia ai Musei di San Domenico, in piazza Guido da Montefeltro. La mostra
ripercorre l’intero percorso creativo della fotografa attraverso più di
duecento fotografie, libri, giornali e riviste. La mostra parte dalle prime
foto scattate a Milano, dove la Battaglia collabora con diverse riviste,
realizzando servizi sul cambiamento dei costumi, si snoda poi negli anni più
“caldi” dei suoi lavori a Palermo, sui tragici fatti di mafia che insanguinano
la città, ma anche sulla bellezza, le tradizioni, le feste religiose, le
miserie della sua Terra. Insignita nel 1985 del prestigioso W. Eugene Smith
Grant per la fotografia sociale, espande le sue esperienze anche al di fuori
dell’Italia, sempre per ritrarre la vita delle persone comuni, la quotidianità.
Amava dire: “La fotografia diventa, anzi è, vita raccontata: io mi infilo
dentro una fotografia che è il mondo, cioè io divento il mondo e il mondo diventa
me”.
Dopo aver visitato la mostra
fotografica siamo tornati al piano terra del museo, per ammirare la sezione
dedicata ai Grandi Donatori, una testimonianza concreta dell’amore che alcuni
illustri forlivesi hanno manifestato per la loro città attraverso i lasciti
delle loro collezioni. In questa sezione si trovano sette sculture di Wildt,
donate dal marchese Raniero Paulucci di Calboli, le pitture e acqueforti di
Morandi, donate da Arturo e Ada Righini e una preziosa raccolta di dipinti
appartenuta all’ingegnere Giuseppe Pedriali, con opere di artisti europei che
spaziano dal ‘600 al ‘900: meraviglioso il quadro di Fattori “Buoi al carro”,
il preferito di Pedriali, che aveva appeso dietro la sua scrivania, sul muro
del suo studio.
Oltre a queste è presente
anche la Collezione Verzocchi, donata al Comune di Forlì il primo maggio 1961,
nata dalla passione per l’arte dell’imprenditore forlivese del mattone
refrattario: la collezione raccoglie una settantina di quadri di importanti
artisti italiani uniti dallo stesso tema: il lavoro. Nel dopoguerra Verzocchi
commissionò ai più celebri artisti, di generazioni diverse e di diverse
tendenze artistiche, dipinti dedicati a celebrare il valore del lavoro.
Purtroppo abbiamo dovuto
lasciare il museo senza averlo potuto vedere tutto, ma ci sarà senz’altro
un’altra occasione per tornare e completare la visita.
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| Portici di Forlì |
Dopo una giornata così
intensa ci meritavamo una buona cena e avevamo voglia di assaggiare la cucina
romagnola. Fra le tante proposte, abbiamo deciso di prenotare all’Osteria
Nascosta (Via E. de Amicis, 1 Forlì tel. 347 404 8746 osterianascosta.it). Il
posto non è grande e l’atmosfera spartana: pochi fronzoli, tavoli in legno con
carta gialla (il locale era un ex laboratorio di macelleria). Si è rivelata
un’ottima scelta. Abbiamo preso tagliatelle al ragù di mora romagnola, coniglio
arrosto alle olive e finocchietto con contorno di finocchi in gratin, tortina
di mele con cannella e crema. Tutto molto buono. Ampia carta dei vini,
prevalentemente romagnoli. Conto adeguato. Personale gentile e simpatico. Lavorano con prodotti freschi, stagionali e nella maggior parte dei casi a km 0. Bravi.
Per la seconda giornata, ci
vediamo al prossimo post. Devo ancora parlarvi della Rocca dell’astuta Caterina
Sforza, di Terra del Sole e dell’Eremo di Montepaolo. Al prossimo post!