Tutto da cambiare, Tonino!

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sabato 24 marzo 2012

Il Giardino delle Rose


Domenica siamo stati al Giardino delle Rose, nel Viale Poggi. Il tempo era incerto ma l’aria era mite e ci abbiamo fatto un salto con i bambini. Era da tanto che volevo tornarci. L’ultima volta ci ero andata una trentina d’anni fa, con i miei genitori e la mia nonna. La mamma ha sempre sul comodino una foto di lei e della nonna in quel giardino, che avevo scattato io con la mia macchina fotografica nuova di zecca, regalo della Cresima. Sorridono, vicine. Così, quando un po’ di tempo fa ho letto che avevano ristrutturato il giardino e vi avevano collocato le opere di Folon, mi sono messa un memo gigante nell’agenda e alla prima occasione ci siamo andati. Già appena si arriva al cancello si respira un’aria poetica, perché il cartello fuori avverte che il giardino è aperto tutti i giorni dalle 9 al tramonto. Che bello, ho subito pensato. Non è un’ora definita, precisa, irreversibile. E’ un’ora aperta, sentimentale, romantica.  Un po’ gli stessi sentimenti che provo guardando le opere di Folon. Ho adorato da subito quell’uomo della pioggia che misero alla rotonda del Teatro Tenda. Mi colpì il cuore. E le opere poste nel giardino non sono da meno: un signore che passeggia; uno che legge seduto su una panchina, lo sguardo rivolto all’orizzonte, come stesse meditando qualcosa appena letto; una cornice per un mutevole “quadro” di una veduta di Firenze; un grosso gattone che riposa nell’erba. E poi tante altre, che è inutile descrivere, perché ci devi passare accanto, sentirne le vibrazioni, annusarle. Le sue poesie solide hanno trovato una casa ideale al Giardino delle Rose. Bisogna andarci in quel giardino, e tornarci, tante e tante volte, in diverse stagioni, orari, momenti. Lui sarà sempre lì a regalarci il suo sguardo attraverso le sue creature. E potremo riposare il cuore, far gioire gli occhi con tanta bellezza intorno, far vagare la mente, libera finalmente, a inseguire un pensiero vago e indefinito. E tornare a casa come nuovi. Un bel massaggino all’anima, spesso, fa miracoli ….

E per restare sul pratico: i bambini si sono divertiti ad esplorare il giardino, a farsi fotografare in pose buffe, e si sono incantati a vedere i pesciolini che nuotavano nelle varie vasche. In più, passeggiando, siamo passati nell’esatto punto in cui il giorno del nostro matrimonio il fotografo ci scattò una delle foto più belle di quel pomeriggio e non ho potuto fare a meno, con alle spalle lo stesso panorama, di fotografare la famiglia che abbiamo creato ... e qui si vira di nuovo sul sentimentale … :-)    



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