"Hokusai non è solo un artista fra gli altri nel mondo fluttuante, è un'isola, un continente, da solo un mondo". Edgar Degas
Questo blog parla di scrittura, di libri, di eventi e concorsi letterari, di mostre, di arte, di viaggi, di cibo, di piccoli gesti che possiamo fare tutti insieme per essere gentili con noi stessi, con gli altri, con il pianeta. Ma forse parlerà anche di cose che ancora non immagino e non penso di scrivere. Un blog a sorpresa! Rimanete in contatto! Potete seguirmi anche su blookintreccinellarete.blogspot.com, su X @pennaeblognotes e su Instagram daniela_darone
lunedì 30 marzo 2026
Segnalazione: mostra "Hokusai. Il grande maestro dell'arte giapponese" a Roma, palazzo Bonaparte
"Hokusai non è solo un artista fra gli altri nel mondo fluttuante, è un'isola, un continente, da solo un mondo". Edgar Degas
martedì 24 marzo 2026
25 marzo: dal Capodanno fiorentino al Dantedì, Firenze si accende di cultura
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| Battistero di Firenze, foto di Daniela Darone |
Il 25 marzo, come da tradizione, a Firenze si celebra il Capodanno Fiorentino. Nonostante l’adozione del calendario gregoriano nel 1582, Firenze mantenne il proprio calendario civile, facendo iniziare l'anno in corrispondenza della festa dell'Annunciazione.
Questa tradizione continuò fino a che il Granduca Francesco III di Lorena, col decreto del 22 dicembre 1749, impose l'adozione del calendario moderno, uniformando la Toscana al resto d'Europa.
I fiorentini non fecero passare sotto silenzio l’avvenimento, tanto che lo storico Giovanni Lami commemorò l’antica tradizione con una lapide, che venne collocata sotto la Loggia dei Lanzi.
Negli ultimi anni si è voluto dare particolare risalto a questa ricorrenza, istituendo “la settimana del fiorentino”, ricca di visite, laboratori e itinerari gratuiti. Le iniziative dell’edizione 2026 si svolgono al Museo di Palazzo Vecchio, il Complesso di Santa Maria Novella, il Museo Novecento, il Museo Stefano Bardini e MAD fino al 29 marzo.
Informazioni e prenotazioni:info@musefirenze.it
Domani non si celebra solo il Capodanno fiorentino, ma anche il Dantedì, la Giornata nazionale in cui si onorano il Sommo Poeta e la lingua italiana. La data, scelta dagli studiosi, segna l'inizio del viaggio ultraterreno di Dante, quando si smarrisce nella “selva oscura”, nel 1300.
Ogni anno si organizzano eventi, mostre e letture inerenti l’opera di Dante: per consultare quelli nella vostra città vi basterà digitare nel motore di ricerca Dantedì 2026.
Ma se per qualsiasi ragione non poteste partecipare a nessun evento, se vi trovate a Firenze potete sempre fare una passeggiata letteraria sulle tracce delle lapidi dantesche che riportano le terzine della Divina Commedia, collocate dal Comune di Firenze lungo le vie della città. Il seguente percorso, che si compie in meno di tre ore, non è esaustivo e anzi, potrebbe essere interessante se cercaste di scoprire altre lapidi dantesche da soli:
Via San Salvatore al Monte, Via Monte alle Croci (Purgatorio, Canto XII)
Piazza San Martino (Inferno, Canto XXIII)
Via Dante Alighieri (Casa di Dante e busto del Sommo Poeta)
Via del Corso (Purgatorio, Canto XXX), Torre dei Donati (Purgatorio, Canto XXIV)
Piazza Duomo (angolo Via del Campanile, sul muro della Misericordia, civico 18 - Paradiso, Canto XXXIII)
Pavimentazione esterna del Battistero, davanti alla facciata del Duomo (Paradiso, Canto XXV)
Piazza Signoria, cortile di Palazzo Vecchio (Inferno, Canto X)
Via Por Santa Maria, 9/11 R, Torre degli Amidei (Paradiso, XVI)
Via Por Santa Maria (Paradiso, Canto XIV)
Ponte Vecchio (Paradiso, Canto XVI)
Da qui potete tornare in via San Salvatore al Monte passando da Via de’ Bardi, Via di San Niccolò e, passata Porta San Miniato, sarete di nuovo al punto di partenza.
Se volete cimentarvi nel percorso completo, potete trovarlo qui: https://www.feelflorence.it/it/esperienze-itinerari/lapidi-dantesche-firenze
Se invece volete celebrare la giornata dantesca in completo relax potete ascoltare su Youtube i canti della Divina Commedia letti e interpretati dalla splendida Lucilla Giagnoni.
Con l’occasione, vi segnalo che Lucilla Giagnoni sarà presente alla Biblioteca delle Oblate, a Firenze, il 2 e il 23 aprile, con due lezioni-spettacolo dedicate a un trattato sul linguaggio dei monologhi di Francesca e alle figure di Ulisse e della Vergine Madre. Gli incontri sono gratuiti, fino a esaurimento dei posti.
domenica 22 marzo 2026
Proiezione di "Non si pedala da soli", cinema Astra, Firenze.
“Una bicicletta va
avanti perché qualcuno la spinge, ma anche perché qualcuno la tiene in
equilibrio. All’inizio non c’è una direzione precisa, c’è un movimento, una
strada che esiste solo mentre la percorri. Pedalare non è arrivare, è restare in
equilibrio abbastanza a lungo da poter guardare intorno. A un certo punto non
si pedala più da soli: qualcuno pedala accanto a te, qualcun altro arriva da
una strada diversa. Ci si riconosce, ognuno porta qualcosa: immagini, idee,
entusiasmo. Ci si ferma. All’inizio si guarda come si è sempre guardato, poi qualcosa
cambia. Si cominciano a notare i dettagli. È il modo in cui guardiamo le cose a
farle cambiare: non è una lezione, è un esercizio. Allenare lo sguardo,
ascoltare meglio, capire che ogni racconto dipende dal punto da cui lo si
osserva e, senza accorgersene, qualcosa comincia a passare da uno all’altro”.
sabato 21 marzo 2026
Giornata mondiale della poesia
Milo De Angelis
Forse accanto a voi ci sono persone assetate e non ve ne siete mai resi conto. Forse anche chi ha sete non è consapevole di avere sete e se ne sta lì, a interrogarsi su una sensazione a cui non sa dare un nome.
Per la giornata mondiale della poesia vi faccio una proposta: stampate la vostra poesia preferita o scrivetela a mano. Anche cinque copie potranno bastare, chissà. Regalatela a chi pensate possa averne bisogno, fosse anche a dei passanti che non conoscete e godetevi la sensazione di aver regalato un pezzetto di bellezza!
Questa è la poesia che vi regalo:
Se sopravvivi, se perseveri, canta,
sogna, ubriacati.
È il tempo del freddo: ama,
affrettati. Il vento delle ore
spazza le strade, i sentieri.
Gli alberi attendono: tu non attendere,
questo è il tempo di vivere, l’unico.
Jaime Sabines, da Yuria, 1967
venerdì 20 marzo 2026
Primavera 2026
Lasciate che sia primavera anche dentro di voi! Spolverate il cuore, fate bei respiri profondi, entri aria nuova nei vostri pensieri, lustratevi gli occhi. Tutto, in un grande ciclo, rinasce. Fatelo anche voi.
Let it be spring within you too! Dust your heart, take deep breaths, breathe new air into your thoughts, shine your eyes. Everything, in a great cycle, is reborn. Do it too.
mercoledì 11 marzo 2026
“La mattina scrivo”, un viaggio emotivo, una meditazione esistenziale.
domenica 8 marzo 2026
Il cimitero può essere anche un nido di storie d'amore
Al cimitero di Trespiano, a Firenze, c’è una targa su una tomba che testimonia una storia d’amore bellissima. Sulla targa, lui ha fatto incidere:
“Amatissima moglie, abbiamo trascorso una vita serena, colma di valori e piccole cose. Abbiamo giocato e giocare insieme è stato fantastico. Insieme saremo per sempre uniti”.
Io non li conoscevo, ma ogni volta che vado al cimitero passo a trovarli, perché la loro storia d’amore, fatta di complicità e di valori condivisi, mi commuove. Lui, dopo la morte di lei, ha vissuto solo altri 97 giorni.
A me fa bene sostare per un po’ lì, dove adesso
riposano insieme, osservare la foto che li ritrae abbracciati e sorridenti in
una giornata di sole e pensare a loro e al significato dell’amore.
lunedì 2 marzo 2026
Testo 2026: fra case editrici, una passeggiata letteraria sulla libertà delle panchine e riflessioni sul vero lusso
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| Palazzo Rucellai, con la panca di via |
desidero soltanto una panchina in un giardino
dove un gatto si scalda al sole…
Là vorrei sedermi
con una lettera nascosta in seno
una sola piccola lettera.
Così appare il mio sogno…"
Edith Södergran
Per chiudere, Ciampi ci ha lasciati con questa poesia di Neruda. Lungo l’Arno, qualora non trovaste panchine, potrete sempre sedervi sui muretti.
Il fiume, di Pablo Neruda
Io entrai a Firenze. Era
notte. Tremai ascoltando
quasi addormentato quel che il dolce fiume
mi narrava. Io non so
quel che dicono i quadri e i libri
(non tutti i quadri né tutti i libri,
solo alcuni),
ma so ciò che dicono
tutti i fiumi.
Hanno la mia stessa lingua.
Nelle terre selvagge
l’Orinoco mi parla
e capisco, capisco
storie che non posso ripetere.
Ci sono segreti miei
che il fiume si è portato,
e quel che mi chiese lo sto facendo
a poco a poco sulla terra.
Riconobbi nella voce dell’Arno allora,
vecchie parole che cercavano la mia bocca,
come colui che mai conobbe il miele
e sente che riconosce la sua delizia.
Così ascoltai le voci
del fiume di Firenze,
come se prima d’essere mi avessero detto
ciò che ora ascoltavo:
sogni e passi che mi univano
alla voce del fiume,
esseri in movimento,
colpi di luce nella storia,
terzine accese come lampade.
Il pane e il sangue cantavano
con la voce notturna dell’acqua.











