Tutto da cambiare, Tonino!

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domenica 2 dicembre 2012

"Olga, nuda fra le nuvole" - settima puntata


9 febbraio, domenica

Deve essere piovuto tutta la notte, a giudicare dalle pozze che la pioggia ha lasciato in giardino. Sembrano dei laghetti. Olga si stiracchia: ha sognato tanto stanotte, ma non ricorda niente di preciso. Si aggira per la camera facendo meno rumore possibile. Tutto tace in casa, devono essere ancora tutti addormentati. Va in cucina in pigiama e decide di apparecchiare la tavola per tutti e imbandire una bella colazione. Prepara la macchinetta del caffè, sistema due succhi di frutta sulla tavola, i tovagliolini, riscalda le brioscine nel micro onde. Il profumino che si diffonde, pian piano fa arrivare anche gli altri. Solo un cenno e un sorriso ad Alfredo, che ha un risveglio lento e la mattina non carbura finché non ha preso un caffè; Camilla invece arriva strusciandosi il viso, che è il tipico segnale di quando ha ancora sonno ma cerca di svegliarsi; infine Michele, che invece sembra già pronto alla nuova giornata. Dalle tende di cucina fa capolino un solicino un po’ debole ma promettente, che bacia Olga in fronte. Lei si assapora quel bacio, socchiudendo gli occhi.

-          Che si fa oggi? – chiede Michele addentando con voracità la prima brioscina.

-          Mah … se vi va di fare un giro potremmo andare a Orbetello. Facciamo due passi, vediamo un po’ di negozi … - propone Camilla – fra l’altro oggi c’è il mercato. Di solito ci sono diversi banchi di ceramiche, magari Olga trova un pezzo carino per la sua collezione di tazze –

-          Ci mancavano, infatti – commenta Alfredo, quasi rassegnato all’invasione di tazze e tazzine di ogni forma e colore.

-          Allora non perdiamo tempo – ride Olga – corro a vestirmi!

Torna in camera e si veste, per fortuna che ha portato il suo solito foulard: stamani si è alzata con la gola in fiamme, ma non le importa. Tutto è di secondaria importanza, vuole smettere di ascoltare tutti i segnali del corpo. Quando montano in macchina, si siede dietro, con Alfredo, la nuca appoggiata alla sua spalla: vuole gustarsi il paesaggio mentre la macchina mangia la strada che li porta ad Orbetello. La veduta della laguna, con il promontorio dell’Argentario e il mulino delle antiche saline, ha una luce particolare che la rende magica. Potrebbe fare una foto, basterebbe mettere la mano nella tasca del giubbotto e tirare fuori la macchina fotografica, ma decide di no. Fa una foto col cuore. Click. La porterà per sempre dentro di sé, senza quegli inutili ingombri di album da riempire. Quante volte le è capitato di vedere un paesaggio mozzafiato e quante volte la foto scattata non ha restituito appieno tutta la magia catturata dall’occhio e dal cuore? Si è ritrovata spesso a fissare un’immagine che a stento restituiva l’emozione della prima vista. Arrivano a Orbetello e iniziano la loro passeggiata addentrandosi nel centro storico. C’è un vivace via vai di persone e davanti al Palazzo del Podestà è stato allestito un mercatino. Olga e Camilla si fermano incuriosite, qualcuno espone dei bei pezzi di antiquariato. Nella confusione dei vari banchi, Olga nota diverse mamme con i passeggini, che si muovono con difficoltà fra la piccola folla. Un neonato spalanca la piccola boccuccia in un poderoso sbadiglio. Chissà come sarebbe Alfredo come babbo, si chiede Olga, e al pensiero sente una piccola fitta allo stomaco. Piccola, ma decisa. Alfredo l’anno scorso le aveva detto che non si sentiva ancora pronto a diventare padre. Poi finalmente, dopo mille insistenze, si è lasciato convincere, ma il miracolo non si è ancora compiuto e lei comincia a pensare che forse c’è qualcosa che non va. Camilla si è fermata a chiacchierare con un ambulante e Olga contempla il piccolo con tenerezza ed un pizzico d’invidia. Bisognerebbe vivere la vita con una sorta di giocosa e inconsapevole irragionevolezza – pensa osservando le manine minuscole del bambino – bisognerebbe non essere così pragmatici e organizzare tutto, bisognerebbe non perdersi il bello del viaggio, e dell’imprevisto. Perché poi mentre tu organizzi tutto, la vita fa il suo corso, prende le sue curve, s’inerpica in salite che non avresti immaginato, ti sorprende in discese da batticuore. Ma tu sei sempre lì che pensi a quando sia il momento giusto per vivere … - cerca con lo sguardo Alfredo, che poco distante parla con Michele, e per un attimo sente una punta di risentimento. Come ha potuto essere così egoista? Forse ora è troppo tardi per realizzare quel sogno, forse …  

-          Ti va un caffè? – Camilla la prende sottobraccio e Olga si lascia guidare fuori dalla folla, in un bar. Mentre sorseggia la bevanda bollente, dà uno sguardo distratto alle vetrine di fronte. Su un manichino c’è una giacca di lana cotta, rossa fuoco.

-          Paghi tu, Alfredo? Vado qui davanti a vedere una cosa.

 Esce e attraversa in fretta. Ma non si ferma a guardare la vetrina, ne’ il cartellino del prezzo. Entra e chiede alla commessa gentile di provare quella giacca, perché chissà come le dona quel modello, con la cintura in vita che le mette in risalto la figura snella e il punto vita. Si guarda allo specchio.

-          Le sta benissimo – le dice la commessa, sorridendo – ci vuole proprio un fisico come il suo per portare questo capo. E poi questo rosso le dona particolarmente –

Olga si gira e le sorride. – E’ davvero bella. Spero che non costi troppo.

La commessa fa per aprire bocca e dirle il prezzo, ma Olga la interrompe con un gesto della mano.

-          La prendo. E la tengo addosso – continua porgendo alla commessa il suo giubbotto – me lo può mettere in una busta?

Esce dal negozio con il suo nuovo acquisto e se lo stringe addosso. E’ caldo. Il prezzo era salato, ma è un bel capospalla, ha delle belle rifiniture, la fa sentire bene. Gli altri la guardano un po’ perplessi dall’improvviso acquisto, proprio lei che pondera sempre tutto. – Colpo di fulmine? – le chiede Alfredo.

Olga alza le spalle, sorride e fa una piccola giravolta per farsi ammirare. La luce del sole gioca con il colore dei suoi capelli. Alfredo sente un tuffo al cuore, e per un attimo, chissà perché, avverte un brivido lungo la schiena.       

Continua …

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