Tutto da cambiare, Tonino!

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venerdì 27 aprile 2012

Era il 2 maggio 1949


I bambini più birboni, alla fine, da grandi diventano i più dolci. Io ero uno di quelli. Quattro volte al giorno le prendevo da mia madre, quando ero bambino, fino ai dodici anni. La facevo piangere da quanto ero disobbediente. Poi un giorno rientrai in casa e la trovai in una stanza, in penombra. Piangeva, inginocchiata, e mormorava la sua preghiera. “Dio mio, grazie di avermi dato un figlio, ma è così monello che non so più come fare. Sempre mi fa disperare, non c’è mai verso che mi dia retta”. Io restai lì, dietro di lei, in silenzio, ad ascoltare. E mi sentii invadere da un dispiacere sconosciuto. Poi, senza farmi sentire, corsi via da casa e continuai a correre, a correre, senza fermarmi e senza sapere dove andare, fino a che arrivai ad una chiesa. Entrai e mi fermai davanti al quadro della Madonna: com’era bella! E allora rivolsi lo sguardo su di lei e le dissi “da oggi ti prometto che non farò mai più arrabbiare la mamma”. Me lo ricordo ancora: era il 2 maggio del 1949. E così è stato.
Ci sono, ci sono davvero. Li incontri se tieni il cuore aperto a ricevere doni inaspettati. Io l’ho incontrato un sabato e, chissà perché, mentre parlavo con lui mi è scesa una lacrima di commozione. Ci sono questi personaggi, con un’umiltà potente, che ti smuovono qualcosa dentro. Dilaga la calma da loro. La serenità, l’accettazione, fanno vibrare l’aria che respiri.

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