Tutto da cambiare, Tonino!

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venerdì 15 novembre 2013

Un post ... verde!


Panorama da Tignano

Tignano


Tignano
Qualche settimana fa siamo stati a fare una passeggiata nel piccolo borgo di Tignano, vicino a Tavarnelle. Volevo portare i bambini a vedere i colori dell’autunno e godere di una piacevole giornata di sole prima che arrivasse l’inverno. Abbiamo pranzato presto e siamo partiti. Il borgo ci ha accolto in un silenzio irreale. Passeggiando nella campagna ci siamo imbattuti anche in un gregge di capre e i bambini si sono divertiti lungo strada a raccogliere le ghiande cadute dagli alberi, forse invogliati dalla storia letta quest’estate “L’uomo che piantava gli alberi”di Jean Giono. Camminando in un viottolo siamo passati accanto a casette con pergolati, grandi alberi di melagrane, cancelli di giardini lasciati socchiusi con in vista panieri pieni di olive appena raccolte. C’era un senso d’ordine e di pace. Ho pensato, peccando d’immodestia, che stavo facendo un bel regalo ai miei figli, cercando di dar loro occhi attenti per assaporare l’avvicendarsi delle stagioni. A settembre abbiamo fatto l’esperienza di visitare un orto didattico a Firenze, in Via del Malcantone. In uno spazio poco più avanti, sottratto con pazienza a una discarica abusiva, un cartello interroga i cittadini su cosa sia opportuno fare del pezzo di terra che è stato ripulito dai rifiuti. Non sarebbe una buona idea destinare quell’area a un orto didattico per le scuole? Nel numero di novembre del Touring Club Italiano si parla della perdita del suolo nel nostro Paese “… per dare una misura alla perdita di suolo per erosione e franosità superficiale, alla riduzione della superficie agricola per urbanizzazione, alla progressiva riduzione di fertilità e di sostanze organiche, alla salinizzazione, all’inquinamento, ci basta ricordare che la velocità con la quale scompare il fertile suolo agricolo in Italia, ingoiato da case, parcheggi, centri commerciali, cavalcavia e aeroporti, è di 30 ettari al giorno”. C’è già, a Firenze, un altro “esperimento” chiamato Community Garden, un orto sociale ideato e creato dal Sig. Giacomo Sallizzoni. E’ in Borgo Pinti, nel centro di Firenze, e il progetto ha fatto sì che venisse recuperato uno spazio pubblico e che le persone fossero stimolate a una maggiore attenzione all’ambiente. In grandi cassoni di legno vengono coltivate verdure, piante aromatiche, fiori, alberi da frutto. Ancora non abbiamo avuto modo di visitarlo, ma lo faremo al più presto (Community Garden Borgo Pinti 76 – LU 9-12, MA e GIO 9-17, ME e VE 9-12 e 13-18, SA e DO 10-13).       

Colori d'autunno a Tignano

Stabilire un contatto più profondo con Madre Terra ci riavvicina a quel concetto di essere umano così semplice e meraviglioso. Penso potrebbe essere un antidoto a quel vuoto di vivere che cresce fra i giovani e che fa così male. Quello che più di tutto manca ai ragazzi, oggi, è la speranza. Disorientati dai grandi cambiamenti sociali ed economici, forse gli adulti non sanno più insegnare ai giovani il coraggio e l’ottimismo, l’orgoglio di lavorare duramente e impegnarsi per raggiungere i risultati voluti. Forse conviene ripartire dal principio, conviene ripartire dalla Terra … allora prendetevi un pomeriggio e piantate un seme con i vostri figli. Noi abbiamo piantato una ghianda a settembre. Per due mesi non abbiamo visto niente, la terra a tratti sembrava arida e silenziosa. Poi poco più di due settimane fa abbiamo scoperto nel vaso un tenerissimo virgulto. In pochissimi giorni la nostra quercia è cresciuta tantissimo. L’abbiamo chiamata Allegra. Ve la presentiamo qui:

la quercia Allegra



la quercia Allegra è già cresciuta un po'!
L’invito a esprimere la propria opinione per la destinazione dello spazio di Via del Malcantone a Firenze è aperto a tutti. Perché non dite la vostra?
 

Idee “verdi” per le vostre letture:

“Due eroi nell'orto” Ulf Stark Charlotte Ramel


“L'ultimo albero in città” Carnavas Peter - "Edoardo era triste dopo aver scoperto che anche l'ultimo albero in città era stato tagliato. Su quell'albero di arrampicava, sotto quell'albero dimenticava il grigiore della città. Un'idea riesce a scaldargli il cuore e a ridare calore alle sue giornate. Una storia commovente sull'importanza di un piccolo albero in una grande città vista dagli occhi di un bambino".

“Nell'orto con il maestro giardiniere” Carlo Pagani, Mimma Pallavicini

"L'uomo che piantava gli alberi" - Jean Giono


Autunno

Sono più miti le mattine,
E più scure diventano le noci;
E le bacche hanno un viso più rotondo,
La rosa non è più nella città.

L'acero indossa una sciarpa più gaia,

E la campagna una gonna scarlatta.
Ed anch'io, per non essere antiquata,
Mi metterò un gioiello.

 
Autumn
The morns are meeker than they were,
The nuts are getting brown;
The berry's cheek is plumper,
The rose is out of town.

The maple wears a gayer scarf,
The field a scarlet gown.
Lest I should be old-fashioned,
I'll put a trinket on.

(Emily Dickinson)

 

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