Tutto da cambiare, Tonino!

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lunedì 29 dicembre 2014

Divagazioni: i libri, gli e-book e un tocco orientale con i ketai shousetsu!

Da tempo mi sto chiedendo quale sarà il futuro della scrittura, dei libri e delle informazioni in generale. Sotto il periodo di Natale ho fatto un salto in una grande libreria del centro e salendo al primo piano mi sono voltata a guardare l’ampio salone al piano terra: era una distesa di volumi, impilati uno sull’altro, inermi e violenti al tempo stesso. Ciascuno conteneva così tanta passione da parte di chi aveva scritto quelle pagine e  tante parole stampate in quei volumi potevano rappresentare milioni di “ami” per i lettori, che magari avevano proprio bisogno di imbattersi in un certo tipo di storie o magari anche solo in un passaggio … strano, ma ho provato quasi un senso di nausea e certamente non è da attribuirsi al fatto che i libri mi sono venuti a noia! Ci mancherebbe! Allora, perché questa strana sensazione che non avevo mai sentito prima dentro di me? Sono andata al reparto ragazzi dopo aver curiosato un po’, e mi sono rivolta alla commessa, perché cercavo proprio tre o quattro titoli in particolare e non riuscivo a trovarli … ebbene, nemmeno uno dei libri che volevo era disponibile! E dire che la libreria è fornitissima! Dopo qualche giorno ho divorato un libro davvero interessante preso in biblioteca: "Generazione confusa" di Tanuja Desai Hidier, un romanzo di formazione di una ragazza indiana, Dimple, che vive in America. A parte i classici problemi legati all’adolescenza, il libro parla della confusione tipica che provano gli immigrati: trovare il proprio posto nel mondo quando ci si sente in una sottile linea di confine , divisi fra le proprie origini di sangue e di tradizioni familiari e il nuovo paese che ci ha accolti e visti nascere. Dimple deve cercare il suo equilibrio e far emergere la donna che sta nascendo dentro di lei. Ora, in caso vi sia venuta voglia di leggere questo libro, vi dirò subito che è fuori catalogo e quindi difficilmente reperibile … così come sicuramente tanti altri libri che sarebbe valso la pena di leggere, ma che non sono mai stati pubblicati e condannati così all’oblio …  mentre pensavo a tutto questo mi sono imbattuta in un trafiletto su un giornale che parlava di romanzi a puntate per cellulari. Si chiamano keitai shousetsu e sono nati in Giappone nel 2006. Vengono inviati tramite sms e di solito sono scritti da adolescenti e destinati ad un pubblico di coetanei o giovani adulti. Ovviamente, dato il mezzo di diffusione (la lunghezza dei  capitoli varia da 70 a 100 parole circa) questo nuovo genere ha dovuto adeguarsi a periodi grammaticali brevi, inserimento di emoticon e stile sintetico: scarsa caratterizzazione dei personaggi e storie semplici, molto spesso d’amore. Con il passare del tempo questo genere ha varcato i confini e si è diffuso anche in Cina, Stati Uniti, Germania. Da cosa nasce un’idea come questa? Forse proprio dalla necessità di scrivere e dalla voglia di essere letti, tralasciando l’aspetto di un eventuale guadagno o la ricerca di notorietà. Chi scrive questo genere di testi infatti molto spesso usa dei nickname e quindi la vera identità degli scrittori non è nota. Se vi siete incuriositi potete sbirciare qualcosa su Maho i-Land, il più grande sito di keitai shousetsu, nel quale sono contenuti più di un milione di titoli disponibili gratuitamente o sul sito Textnovel, il primo sito in lingua inglese di condivisioni di cell phone novel, altro nome con il quale vengono designate queste storie.

Questo nuovo genere rispecchia molto la società in cui viviamo. Le abitudini di lettura stanno cambiando, ci sembra già quasi inconcepibile recarci in libreria per acquistare un libro. Spesso gli acquisti vengono fatti on line, ma non si azzera il problema del “tutto e subito”, per cui sono nati gli e-book: un click e puoi iniziare a leggere il libro. Questo Natale mi hanno regalato un e-reader. Devo essere sincera: a me piace il profumo della carta, sfogliare in qua e là il libro, sottolineare i passaggi e in genere la sensazione tattile del volume stampato. Però l’e-reader mi sta incuriosendo e ci sto “studiando” un po’ … questi cell phone novel spostano il concetto ancora più in là: i lettori possono navigare online utilizzando il cellulare, scaricare un romanzo, leggerlo ovunque e in qualsiasi momento; la brevità è un valore aggiunto perché permette di leggere addirittura per il tempo di una fermata di autobus … di solito sono nemica della fretta ad ogni costo, ma ogni novità va studiata e pensata bene, perché magari porta in sé anche un seme che vale la pena di coltivare …  forse la brevità accorcia la distanza fra scrittore e lettore e permette un avvicinamento diverso alla scrittura e alla lettura, collegandole in modo più diretto?

“Credo che le fiabe, quelle vecchie e quelle nuove, possano contribuire a educare la mente”. Gianni Rodari

Due parole su “Generazione confusa” di Tanuja Desai Hidier:



Dimple è figlia di indiani immigrati in America e, non solo per questo, è confusa. Che senso ha sfuggire a un matrimonio combinato e poi innamorarsi del promesso sposo? Rifiutare le tradizioni e poi andarle a cercare? Idealizzare un'amica e poi sfidarla in amore? Una storia ironica e appassionante sulla difficoltà di essere se stessi, sul perdersi e trovarsi, sul perdere e trovare l’amore, l’amicizia, la propria cultura.

Tanuja Desai Hidier è nata e cresciuta negli USA, ha lavorato come sceneggiatrice e giornalista. Ora vive in Gran Bretagna , dove è la leader di una rock band. Nel 2001 ha vinto il London Writers Award per la narrativa. 

“ … E’ così che rendi magica la vita, la prendi nelle mani e strofini un po’. Attivi la tua identità. E’ l’unica maniera per fare del mondo un posto migliore, come si suol dire. In fondo a che servi se non sei te stessa?”

Il volume è consigliato dagli 11 anni, ma avendo letto il libro mi sembrano davvero pochini per dei temi così “impegnativi”. A mio giudizio è un libro ottimo, ma non prima dei 14 anni.

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