Tutto da cambiare, Tonino!

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lunedì 16 maggio 2016

L'ultimo libro letto: La mia unica amica, di Eliana Bouchard - Bollati Boringhieri

"In un giorno di ottobre due bambine si trovano a condividere l’unico banco rimasto libero proprio accanto alla cattedra; ci rimarranno per nove mesi, tanto durerà la loro nascente e progressiva amicizia, segnata da provenienze sociali molto diverse. Il conflitto tra loro sempre in agguato nasconde la tenacia di un sentimento purissimo, talmente forte da resistere per un tempo molto superiore alla durata di quell’anno scolastico. Nei dialoghi delle due amiche si condensano i temi eterni del bene e del male, dell'’odio e della gelosia, dell'’invidia, della conoscenza, e il rovello tagliente della verità. Vale più la verità o l’amicizia? Su questo e altri nodi si avvolge e si svolge l’'intera storia, in compagnia di una natura che occhieggia dalle finestre e spinge, per entrare e infrangere le barriere del sapere. Sullo sfondo si muovono i compagni di scuola, descritti nelle forme caricaturali così congeniali alla perfidia delle menti infantili; una maestra regna sovrana, arbitro indiscusso di una corte in eterno subbuglio. L'’esperienza dice che è bene non incontrarsi mai più, dopo che l’'esistenza ci ha piegati in forme talvolta non più riconoscibili, eppure la scoperta di una minima traccia dell’altro può far risuonare, improvvise, le corde del cuore, e riportare alla mente le sensazioni e le immagini di passioni non spente."

Se quest'anno avrete tempo di leggere un solo libro, scegliete questo. Ha una prosa elegante e intelligente, la storia è interessante e i personaggi sono magnifici. Non potrete fare a meno di fare un tuffo nel passato, perché le emozioni più profonde e i pensieri dei bambini, alla fine, restano gli stessi, oggi come ieri. Unico rimpianto il finale, che avrei voluto diverso, ma ... c'est la vie ...


"Mentre ci prepariamo a partire percepisco il suo corpo, dietro alle spalle, farsi rigido come uno zaino di legno; con un colpo di tacco mi spingo in avanti e con me tutto il resto; un piccolo balzo e si vola in un vuoto apparente, rotto soltanto dal raspare alterno e metallico contro il manto gelato. Tutto quel che c'è intorno scompare, resta soltanto la sferza del vento e l'illusione bellissima di essere ovunque.
Mi sarei aspettata un suo urlo, un'esclamazione di sincero stupore, un'invocazione alla madre e invece niente, dietro di me regna un silenzio che interpreto come timore. Planata sul fondo piego il busto e, con maestria, decelero disegnando una curva rassicurante. Siamo arrivate. Mi alzo e mi giro curiosa di un esito non prevedibile: Stella ride pian piano con voce da chioccia, come se fosse un po' matta, quindi si sgancia dai legni ancora impacciata e rimirandosi i guanti dichiara:
- Dai, risaliamo."


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