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mercoledì 16 novembre 2016

"La pista crudele”, di Jean-François Chabas - EMP, 2016


Il libro di Jean-François Chabas ci racconta la storia di una famiglia di emigranti calabresi, ambientata alla fine del 1800. Costretti a emigrare per mancanza di lavoro, decidono di raggiungere San Francisco, secondo il volere della madre. Il libro si apre mostrandoci subito gli enormi disagi della coppia, che viaggia con tre figli di otto, dieci e undici anni. Quella che in Italia sembrava la Terra Promessa, si rivela essere invece una Terra matrigna, e l’intero viaggio una follia. Dopo la traversata dell’Atlantico, devono proseguire per raggiungere San Francisco, e si trovano a fare i conti con una terra profondamente diversa dall’Italia, con un’aria bollente e secca che “al suo confronto la peggiore giornata estiva in Calabria sarebbe sembrata una mattina primaverile”, con la mancanza di acqua e di cibo, con una lingua diversa che non capiscono. La sofferenza del viaggio mette a dura prova lo spirito della famiglia: li rende astiosi, insofferenti. I genitori non reggono la pressione di quell’esilio sconsiderato e si ritrovano smarriti e incapaci di rassicurare i figli. Le terre aride, le piste tracciate male, gli incontri con uomini aggressivi, un’epidemia di rabbia, fanno precipitare tutto e una mattina i ragazzini si accorgono che i loro genitori sono scomparsi: li hanno abbandonati. L’iniziale orrore per un gesto così estremo riesce, però, a unire i fratelli: non resta loro che proseguire il viaggio, finché la fortuna finalmente si volge dalla loro parte e si materializza in un carro colossale, trainato da quattro cavalli e in un uomo alto, magro, con un cappello nero a larghe tese …

E’ un libro crudo, disincantato, che mette a nudo i peggiori lati dell’essere umano. Ma ci mostra anche, contemporaneamente, la bontà, la resilienza e la compassione di cui l’uomo può essere capace. Rimuginerete a lungo su Salomon Weizmann e sul concetto di famiglia.

Età di lettura: sono sempre restia a dare un’indicazione precisa. Molto dipende dai bambini, dalla loro sensibilità e abitudine alla lettura. Per gli argomenti trattati, però, penso che possa essere apprezzato dai 12 anni. E’ comunque un libro adatto anche agli adulti. Del resto, qual è il libro per bambini o ragazzi che non possa essere letto anche da un adulto? Che bello se “i grandi” leggessero più spesso libri per bambini! Quale ricchezza potrebbe essere per loro!



“Credo che fosse uno strano miscuglio tra la fantasia capricciosa della mamma, la debolezza di papà, le difficoltà economiche e forse – o soprattutto – quella speranza irragionevole, che confina con la superstizione, che nutrono tutti quelli che partono per un luogo lontano, sognando a occhi aperti una terra promessa in cui tutto sarebbe stato facile.”

“Salomon Weizmann coltivava la gioia nel quotidiano, con ostinazione, come l’uomo forte allena i muscoli: per lui ogni occasione era buona per rallegrarsi, coglieva tutto il succo da ogni evento e poi sembrava digerire le pene come uno struzzo le pietre. Le inghiottiva, e finiva tutto lì”.

“La pista crudele”, di Jean-François Chabas – edito da Edizioni Messaggero Padova, 2016

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