Tutto da cambiare, Tonino!

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mercoledì 2 novembre 2016

"Sotto una gran piova d'acqua" - Teatro Niccolini, Firenze

 
Venerdì 4 Novembre ore 20,30
Sabato 5 Novembre ore 17,30 e ore 21,00
TEATRO NICCOLINI
Via Ricasoli 3 - Firenze
INGRESSO GRATUITO
con prenotazione obbligatoria tramite accredito sul sito web della Fondazione Teatro della Toscana
la serata del 4 Novembre sarà trasmessa da RAI RADIO 3
 
L’Accademia degli Infuocati
in collaborazione con la
Fondazione Teatro della Toscana
presenta
SOTTO UNA GRAN PIOVA D’ACQUA...
a cura di Sandro Bennucci, Marcello Mancini, Massimo Sandrelli
con
FABIO BARONTI, LUCA MARRAS, ANDREA NUCCI, SABRINA TINALLI
della Compagnia delle Seggiole
adattamento teatrale: SABRINA TINALLI
musiche: FRANCESCO MORETTINI
(C P and Partners Music)
disegno luci: SAMUELE BATISTONI
video: FRANCESCO LEPORI
audio: DANIELE NOCCIOLINI
direttore della comunicazione: RICCARDO VENTRELLA
progetto grafico SocialDesign: WALTER SARDONINI
assistente all’organizzazione: MARCO VICHI
riprese video: VULMARO SECCHI
fornitura e assistenza tecnica: TECNOCONFERENCE - Firenze
Regia di FABIO BARONTI e MASSIMO SANDRELLI
Si ringraziano per il loro contributo:
Fondazione Cassa Risparmio Firenze, Opificio delle Pietre Dure,
Andrea Jengo e Angela Motta (sede Rai Toscana), Teche Rai, Costantino Paolini
(CP and Partners Music), Linda Campani, Foto Torrini, New Press Photo, Franco Mariani,
Sandro Bianchi, Emanuele Barletti, Lorenzo Auzzi, Giorgio Conti, Marco Sartini, Gabriele Rogai,
Cristian Casci, Giuliano Ragonesi, Luciano Dreoni, Pasquale Casertano, Franco Faldi,
Roberto Germogli, Franco Casini, Alessandro Bucelli, Mediateca Regionale.
Il modello del Duomo è di GIANCARLO MANCINI
“Sotto la gran piova”, scrisse il Villani raccontando l’alluvione del 1333. Devastante come quella del 1966. Con una differenza: allora il più bel ponte della città, il Rubaconte, venne strappato via dalla forza dell’Arno. Sei secoli dopo, invece, il Ponte Vecchio, unico al mondo con le sue botteghe e l’irripetibile corridoio vasariano, riuscì a resistere alla violenza della corrente.
Chi vide la “gran piova”, ora la racconta attraverso gli occhi di tre straordinari testimoni: un ragazzo di 16 anni che non sapeva che cosa fosse una calamità naturale; Enrico Mattei, direttore de “La Nazione”, capace di scuotere i palazzi del potere con la sua straordinaria penna, costringendo Roma a rendersi finalmente conto di che cosa era successo a Firenze, correndo in soccorso della città; Piero Bargellini, il sindaco, che stava per essere messo in minoranza dal consiglio comunale, e che invece si fece carico di affrontare l’emergenza e di guidare la ricostruzione.
Tre racconti, tre punti d’osservazione, tre stati d’animo diversi.Ma un unico denominatore: il cuore straziato dalla vicenda apocalittica che aveva devastato Firenze. E l’impegno, ognuno con le sue possibilità e il suo ruolo, per dare una speranza e una spinta positiva verso la rinascita.
Ne è venuto fuori un racconto a sei mani e sei occhi. Unico, vero struggente. Con un filo conduttore e un ritratto: quello di una Firenze che non piange e reagisce. A differenza del Ponte da Rubaconte spazzato via, il Ponte Vecchio seppe resistere ai terrificanti colpi dei tronchi d’albero trascinati dall’acqua e trasformati in arieti capaci di sventrarlo e di spogliarlo dei suoi ori, delle sue pietre preziose, dei suoi gioielli. Miracolosamente ritrovati, giorni dopo, a Marina di Pisa. Sotto la “piova” di cinquant’anni fa, Firenze diventò un immenso, terrificante lago. E rischiò di scomparire, come una mitica Atlantide, insieme ai capolavori d’arte e cultura attraverso i quali, nei secoli, la città è quel che è, e conta quel che conta.
I testimoni protagonisti di questo racconto non fanno solo la storia,ma rivelano il segreto, o il miracolo, dei fiorentini nell’affrontare l’emergenza e superarla fino a far risorgere Firenze.
 

 
 

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