Come promesso ieri, eccomi qui con qualche idea sulla poesia per il 30 aprile. Neanche a farlo apposta, mia figlia mi ha regalato "Sono tornato perché c'eri tu. La poesia che salva e come lo fa", di Mara Sabia e Emilio Fabio Torsello (Solferino editore). Vi scrivo poche righe tratte dal libro, che ben rendono l'idea di come la poesia sia una forza vitale che agisce a un livello profondo, una pausa benefica dal ritmo frenetico della giornata. Poche parole, a volte, sembrano dei fari che rischiarano momenti bui o luci gioiose che fanno risaltare i giorni sereni.
"La poesia ci insegna che ogni singolo verso, arrivando a parlare alla nostra anima, ci sta salvando, ci indica una strada, demolisce quell'apparente solitudine in cui crediamo di vivere".
Dunque, partiamo! Oggi facciamo visita a Monsieur Charles Baudelaire:
Io voglio, per comporre castamente le mie egloghe,
coricarmi sotto il cielo, come un astrologo,
e ascoltare sognando, vicino ai campanili,
i loro inni solenni portati nel vento.
Le due mani sotto il mento, là in alto dalla mia mansarda,
vedrò il cantiere dove si chiacchiera e si canta;
e vedrò camini e campanili, gli alberi maestri della città,
e i grandi cieli che promettono sogni di eternità.
E dolce, fra la nebbia, vedere nascere
la stella nell’azzurro, una lampada alla finestra,
i fiumi di carbone salire al firmamento
e la luna spargere il suo pallido incanto.
Primavera, estate, autunno io vedrò
e quando arriveranno le nevi del monotono inverno
chiuderò con cura tutte le porte e le finestre
per costruirmi nel buio fiabeschi palazzi.
Allora potrò sognare orizzonti bluastri,
e giardini, e zampilli d’acqua sgorganti negli alabastri,
e baci, e uccelli che cantano sera e mattina,
e tutto quello che nell'idillio c’è di più infantile.
La Rivolta, bussando invano alla finestra,
non mi farà levare la fronte dal leggio;
perché resterò immerso nel piacere
di evocare la Primavera con la mia volontà,
di far sorgere un sole dal mio cuore, e di creare
con i miei pensieri ardenti una tiepida atmosfera.
"Paesaggio" (Paysage), di Charles Baudelaire (dalla sezione "Tableaux parisiens" de "I fiori del male", 1857).
Se, alla fine di questo post, vi state chiedendo: "ma di quale giornata della poesia in tasca (?!) stiamo parlando?" potete recuperare qui la "spiegazione" 😄 : https://pennaeblog-notes.blogspot.com/2026/04/poem-in-your-pocket-day-la-giornata.html

1 commento:
Una poesia al giorno leva il medico di torno! Grazie Daniela!
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