Tutto da cambiare, Tonino!

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giovedì 23 aprile 2026

Idee per la giornata della poesia in tasca del 30 aprile 2026

Le rose e le spine

C'è un proverbio che attraversa i secoli

una vena d'acqua sotto la sabbia:

La rosa è amica della spina.

Shahab lo diceva consegnando una chiave

a una porta che ancora non esiste.

E nella sua voce c'era la sapienza 

delle cose

che resistono alla polvere del tempo: 

"Non temere la ferita

senza la spina, la rosa non cresce.

La rosa è amica della spina".

Da allora

quella frase è con me,

un teorema che il corpo non sa di conoscere,

arrivato a dire, in fondo,

il destino di ogni creatura umana: 

che nessuna grazia è senza pericolo,

e nessuna verità senza dolore.

Qui, da noi, abbiamo disimparato 

la ferita.

Confuso la fuga dalla spina 

con la libertà

e chiamato "felicità"

la rimozione del dolore. 

Ma la libertà - quella vera -

è la soglia del dolore che sappiamo sostenere.  

...

Ogni taglio, una domanda.

Ogni cicatrice, una risposta

non ricevuta

o una non data.

Forse tutta la teologia dell'uomo sta qui:

il male che non si elimina

si attraversa.

La luce che non redime l'ombra

la accompagna.

La rosa è amica della spina

è l'etica segreta del mondo.

La rosa sa che la bellezza senza rischio

è sterile.

La spina sa che ferire

è un modo di difendere.

Insieme, sono il corpo e il pensiero del vivente. 

Ho visto uomini che volevano solo la rosa

e hanno cancellato il giardino. 

Ne ho visti altri accogliere la spina 

e, nel taglio, 

scoprire una forma più severa di pace. 

...

La grazia è un equilibrio instabile,

una fiamma che brucia solo se incontra il vento. 


Francesca Mannocchi, da "Crescere, la guerra" (Giulio Einaudi editore).   

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