Tutto da cambiare, Tonino!

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Tonino è cresciuto ed è a spasso nella rete! Se vuoi puoi seguirlo su Blook Intrecci nella rete. Leggi tutto il libro gratis a puntate!

domenica 28 dicembre 2025

 

Parigi28 settembre 1934 – Saint-Tropez, 28 dicembre 2025

È soprattutto la sua franchezza che turba tutti e conquista pochi… Uno sguardo sincero è un fuoco che rischia di propagarsi e di ridurre in cenere tutti i volgari travestimenti che soffocano l’immagine della realtà.

Dal saggio "Brigitte Bardot", di Simone de Beauvoir

giovedì 25 dicembre 2025

Buon Natale!

Foto di Ben Wicks su Unsplash

Carissimi, buon Natale! Quest'anno vi faccio i miei auguri con una splendida poesia di Emily Dickinson. Non è certo una tipica poesia natalizia, ma trasmette una serenità infinita. Questo vi auguro: un Natale sereno, semplice e vero.


Dovunque sarete oggi, portate la vostra scintilla: è il regalo più grande che possiate fare agli altri. La meraviglia dell'essere umano è che spesso riesce a custodire nel cuore quella fiammella che rappresenta la vera essenza di se stesso, e riesce negli anni a far sì che quella fiammella lo porti a progredire, a imparare, a trasformarsi continuamente, rimanendo comunque fedele a se stesso. Questa fiammella è un dono, che tramuta la persona che la porta in un regalo per gli altri, per chi sarà capace di addentrarsi nella sua conoscenza e per chi a quel calore potrà riscaldarsi, esserne acceso e a sua volta accendere gli altri.


Quanto è felice la piccola pietra
che rotola sulla strada tutta sola
e non si preoccupa della carriera
e non teme le esigenze -
il cui cappotto di bruno elementare
indossa un universo passeggero,
e indipendente come il Sole
si accompagna o brilla sola,
seguendo una volontà assoluta
con spontanea semplicità.

"Quanto è felice la piccola pietra”, di Emily Dickinson


How happy is the little Stone
That rambles in the Road alone,
And doesn’t care about Careers
And Exigencies never fears —
Whose Coat of elemental Brown
A passing Universe put on,
And independent as the Sun
Associates or glows alone,
Fulfilling absolute Decree
In casual simplicity.

mercoledì 24 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 24 dicembre 2025

   
Foto di George Bakos su Unsplash


Due giorni fa è morto Chris Rea. Ogni volta che muore un artista, sento il bisogno di onorarne la memoria riascoltando o riguardando le opere che ci ha lasciato. Lunedì sera, quindi, la mia casa è stata inondata dalla sua musica e, riascoltando quelle canzoni, mi è venuta una vera e propria botta di nostalgia. Così, ho deciso di dedicare il post del calendario letterario dell’Avvento a “Driving home for Christmas” e alla storia della sua “nascita”.

Dovete immaginarvi Chris, un ragazzo inglese di 27 anni, in un freddo dicembre londinese del 1978. Sei mesi prima è uscito il suo primo album "Whatever Happened to Benny Santini?", nel quale aveva sicuramente riversato i suoi sogni, ma che si è rivelato un fallimento. Al momento ha: una moglie, un saldo in banca di 220 sterline, un contratto discografico scaduto, un manager che lo vuole mollare, una patente di guida sospesa per stato di ebbrezza e l’esigenza di tornare a casa, a Middlesbrough. Da Londra deve percorrere 400 chilometri e non può permettersi di pagare il biglietto del treno. Quella santa donna di sua moglie sale in macchina e decide di andare a prenderlo. Andata e ritorno nello stesso giorno, 800 chilometri. Ma non basta, perché comincia a nevicare e tutto il viaggio si trasforma in un’impresa estenuante. La coppia si ritrova bloccata nel traffico. Sembra un po’ l’atmosfera di “un giorno di ordinaria follia” e invece Chris cosa fa? Inizia a canticchiare, prende un fogliaccio a caso e una penna e butta giù qualche frase, descrivendo il momento.

Alle tre di notte la coppia arriva finalmente a casa e cosa trova? Una lettera di un’organizzazione statunitense per i diritti degli artisti che gli annuncia che il suo singolo "Fool (If You Think It’s Over)"è entrato nelle classifiche americane. In allegato un assegno di 15.000 sterline.

Chris ripone il testo scritto in macchina in una scatola di latta dove tiene le sue idee per future canzoni e non ci pensa più fino al 1986. In quell’anno, mentre improvvisa qualche nota su una tastiera, viene fuori una melodia e gli torna in mente quel testo di otto anni prima. Chris però è un musicista rock e non sa se sia il caso di far uscire una canzone natalizia, così lontana dal suo genere. Comunque sia, la canzone alla fine verrà pubblicata sul lato B del singolo "Hello Friend" e, grazie ai DJ, verrà trasmessa alla radio, diventando nel tempo una fra le canzoni natalizie più amate in Inghilterra.

A me tutta questa storia piace da morire, per la capacità che ha avuto quel ragazzo di non lasciarsi abbattere in un momento davvero difficile della sua vita. Chiunque, trovandosi nella sua situazione e, per di più, imbottigliato nel traffico durante un lungo viaggio verso casa, avrebbe sclerato, no? Invece lui ha preso un foglio, una penna e si è messo a cantare. Chapeau, Chris!


Sto guidando verso casa per Natale.
Oh, non vedo l'ora di vedere quelle facce!
Sto guidando verso casa per Natale, sì, 
beh, sto procedendo lungo quella strada.

Ed è passato così tanto tempo!
Ma ci sarò e canto questa canzone
per passare il tempo,
guido la mia macchina,
guido verso casa per Natale.

Ci vorrà del tempo, ma ci arriverò!

Sono imbottigliato nel traffico,
ho semafori rossi tutto intorno,
ma presto ci sarà un'autostrada, sì!
Metto i piedi su un terreno sacro.

Quindi canto per te,
anche se non puoi sentirmi.
Quando passo e ti sento vicino a me,
guido la mia macchina, guido verso
casa per Natale, con mille ricordi.

Lancio un'occhiata all'autista accanto a me:
é sempre lo stesso!

Imbottigliato nel traffico, 
con semafori rossi tutto intorno,
ma sto guidando verso casa per Natale, 
sto per mettere i piedi su un terreno sacro.

Quindi, canto per te anche se non puoi sentirmi
quando passo. Oh, e ti sento vicino a me mentre
guido la mia macchina verso casa per Natale, con mille ricordi.

https://www.youtube.com/watch?v=DDt3u2Ev1cI

I'm driving home for Christmas
Oh, I can't wait to see those faces
I'm driving home for Christmas, yeah
Well, I'm moving down that line

And it's been so long
But I will be there
I sing this song
To pass the time away

Driving in my car
Driving home for Christmas
It's gonna take some time but I'll get there
Top to toe in tailbacks
Oh, I got red lights all around
But soon there'll be a freeway, yeah
Get my feet on holy ground

So I sing for you
Though you can't hear me
When I get through
And feel you near me

Top to toe in tailbacks
Oh, I got red lights all around
I'm driving home for Christmas, yeah
Get my feet on holy ground

So I sing for you
Though you can't hear me
When I get through
Oh, and feel you near me

Driving in my car
Driving home for Christmas
Driving home for Christmas
With a thousand memories
I take look at the driver next to me
He's just the same
He's driving home, driving home
Driving home for Christmas
Driving home for Christmas

"Driving Home for Christmas", di Chris Rea (Middlesbrough, 4 marzo 1951 – Berkshire, 22 dicembre 2025)

martedì 23 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 23 dicembre 2025



Particolare di "Adorazione dei pastori", di Correggio - 1529

Maria, sapevi che il Tuo bambino avrebbe un giorno camminato sulle acque, salvato i nostri figli e le nostre figlie? Sapevi che il Tuo bambino è venuto per farti nuova e che il bambino che hai partorito Ti avrebbe presto salvata?

Maria, sapevi che il Tuo bambino avrebbe dato la vista ai ciechi e avrebbe sedato una tempesta con la Sua mano? Sapevi che il Tuo bambino ha camminato dove camminarono gli angeli e che quando baci il Tuo bambino hai baciato il volto di Dio?

Chi è cieco vedrà, chi è sordo sentirà, chi è morto rivivrà, chi è storpio salterà, chi è muto dirà le lodi dell'Agnello. 

Maria, sapevi che il Tuo bambino è Dio di tutta la creazione e che avrebbe un giorno governato le nazioni? Sapevi che il Tuo bambino era il perfetto Amore del Paradiso e che il bambino che tieni in braccio mentre dorme è il grande “Io Sono”?

Traduzione di "Mary, did you Know", musica e testo dei Pentatonix 

https://www.youtube.com/watch?v=ifCWN5pJGIE


Mary did you know that your baby boy would one day walk on water? Mary did you know that your baby boy would save our sons and daughters? Did you know that your baby boy has come to make you new and the child that you deliver would soon deliver you?
Mary did you know that your baby boy would give sight to the blind men? Mary did you know that your baby boy would calm a storm with his hand? Did you know that your baby boy has walked where angels trod and when you kiss your little baby you have kissed the face of God, oh, Mary did you know?

The blind will see, the deaf will hear, the dead will live again, the lame will leap, the dumb will speak, the praises of the Lamb. Mary did you know that your baby boy is God of all creation? Mary did you know that your baby boy would one day rule the nations? Did you know that your baby boy was Heaven's perfect Love and the sleeping child you're holding is the great “I am”.

Oh, Mary did you know? Oh, Mary did you know? 


lunedì 22 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 22 dicembre 2025

 

Adorazione del Bambino, di Gherardo delle Notti, 1620

- Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

Il campanile scocca
lentamente le sette.

- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.

- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d'un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

La notte Santa, di Guido Gozzano

Un'altra volta grazie a Marilena per il suggerimento 😘

domenica 21 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 21 dicembre 2025

                                                 Notturno di Piazza del Duomo a Milano, Angelo Inganni

Decise di andare a fare due passi per essere di ritorno prima che la gente uscisse per la messa di mezzanotte. Fuori non c'era un'anima o quasi. Freddo molto. Si avviò in direzione Duomo. Sentiva i suoi passi sul selciato, c'era luce dietro quasi ogni finestra mentre lui camminava in strada da solo. 

Arrivò al Duomo. Nella piazza deserta c'era il grande abete illuminato e un gruppetto di ragazzi sudamericani che facevano acrobazie con lo skateboard. Per un po' stette in piedi a guardarli, poi da una pila di sedie di plastica di un caffè chiuso ne prese una e si sedette di fronte alla Cattedrale. Riconobbe che erano belle le guglie scintillanti contro il cielo e le luci dell'albero che si riflettevano sulla facciata e riconobbe anche che i ragazzi erano bravi. Dopo un'acrobazia particolarmente audace batterono cinque e si applaudirono l'un l'altro: imprevisto, scappò un applauso anche a lui e quelli da lontano lo salutarono alzando le braccia e gridando qualcosa. 

Poi, dopo un'ora così, se ne andarono con i loro skateboard sotto il braccio e lui rimase solo a guardare la piazza, il Duomo e le luci dell'albero. Riprese la via di casa solo quando i finestroni della Cattedrale si illuminarono per la messa di mezzanotte. Non si sentiva in pace perché non era mai stato in guerra, ma non più irritato, sì, rilassato, anzi, e contento quasi. 

"Batti cinque, é Natale", di Isabella Bossi Fedrigotti 

sabato 20 dicembre 2025

Calendario letterario dell'Avvento 20 dicembre 2025

Leonardo Roda (1868-1933), Piazza Castello, Torino

Adesso sta portando un cappello alla marchesa Cavalchini e da una parte è contenta e dall'altra no. Contenta perché è per strada e non in laboratorio, perché dopodomani è Natale e sua mamma le ha detto vedrai che bel regalo ti facciamo stavolta. Ma è anche scontenta perché fa così freddo che ha paura di scivolare e cadere sulle lastre di ghiaccio dei marciapiedi, perché lo scialle che le ha fatto sua nonna non la copre abbastanza, perché è sicura che la marchesa non le farà dare dalla cameriera neanche un soldo di mancia... Anzi, a pensarci bene, è quasi solo scontenta perché sa già che il regalo che le ha promesso sua mamma al massimo è il cappotto rivoltato di Teresina, con l'orlo tirato giù come al solito e l'abbottonatura al contrario, e non il paio di scarponcini nuovi che ha visto in vetrina in un negozio di via delle Gabelle. Sì, lo sa da sola che costano tanto, però deve essere proprio bello avere i piedi al caldo e asciutti anche quando piove o nevica e quegli scarponcini lì hanno una fodera di pelo di coniglio, che fa venire voglia di metterci dentro le mani e non solo i piedi. Però il regalo più bello sarebbe ancora un altro, sarebbe di non andare più a lavorare da madama Anfossi, ma è un regalo che non può farle nessuno, perché della sua paghetta a casa ce n'è bisogno.

"Guardare j'arsivòli", di Margherita Oggero 

Racconto delizioso! Cercatelo su "Le rose di Natale", edizioni Interlinea.