Tutto da cambiare, Tonino!

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martedì 10 settembre 2013

Segnalazione: Sabato pomeriggio per i bambini e non solo ... Piazza SS. Annunziata - Firenze

Vi segnalo che Sabato prossimo, 14 settembre 2013, dalle ore 15.30 alle ore 18.30, in piazza SS.ma Annunziata ci sarà  la IIA Festa dell'Affidamento Familiare, organizzata dal  Comune di Firenze e l'Istituto degli Innocenti, in collaborazione con il Forum Toscano delle Associazioni per i diritti della famiglia ed il Coordinamento Ubi Minor.
E' un'occasione per quanti vogliono conoscere più da vicino l'esperienza dell'affidamento attraverso la voce dei protagonisti e soprattutto un pomeriggio di divertimento per tutti i bambini con:

 
·         lo spettacolo di magia del Mago Leo,
·         laboratori del Museo dei Ragazzi, che allestirà una città a misura di bambino attraverso silhouettes di monumenti fiorentini
·         balli di gruppo e giochi con le bolle
·         merenda per tutti
·         prova di baseball
e per finire…
·         il concerto del Coro del Melograno.

 

lunedì 9 settembre 2013

Andar per Castelli ... Castel Forte (Trostburg) a Ponte Gardena

Castel Forte oggi è la Sede dell’associazione dei Castelli dell’Alto Adige, ma un tempo è stata la dimora di Friedrick von Wolkenstein e di Katharina von Villanders e la casa natale del nostro ormai conosciuto Oswald! E’ un bellissimo Castello, e anche ai giorni nostri, se vorrete visitarlo, dovrete “conquistarvelo” durando un po’ di fatica, dato che è raggiungibile solo a piedi. Il Castello, infatti, ampliato durante i secoli, sorge in una splendida posizione: sembra quasi che si sia arrampicato per dominare la vallata circostante.
Avete tre modi per arrivare al Castello. Eccoli qui:
1) Da Piazza Von Wolkenstein imboccate Via Trostburg. Dopo poco, la strada asfaltata lascia il posto a una salita molto ripida (lastricato medioevale). Il fattore positivo di questa scelta è che la strada passa attraverso un bosco, quindi sarete riparati dal sole; il fattore negativo è che la salita è davvero molto ripida e faticosa. Calcolate circa 20 minuti di cammino per arrivare al Castello. Tutto sommato sconsiglio questo percorso.
2) Questa scelta, a mio parere la migliore, è su strada asfaltata. A Ponte Gardena, poco dopo il cimitero, trovate Via Castello, che sale dolcemente fino al Castello in circa 30 minuti di cammino. Anche se non avrete il riparo degli alberi (un cappellino vi sarà utile) durerete molta meno fatica. Questa via è percorribile anche con i passeggini.
3) Potete arrivare al Castello a Ponte Gardena con un sentiero trekking, e quindi senza usare la macchina. Da Castelrotto, con il sentiero 1, passando da Tisana, si raggiunge Tagusa (o con il sentiero 2, da Castelrotto a Tagusa). Poco prima di Tagusa si dirama un viottolo che porta al fondovalle, passando davanti alle mura del Castello. Un tavolino e una panchina di legno vi aspettano al vostro arrivo! Tenete presente che dovrete fare pure il ritorno … in salita … non è certo un percorso per famiglie! Potreste optare per andare in macchina fino a Tagusa e fare solo la parte del viottolo che porta al Castello. In questo caso considerate circa 1 ora di cammino e non sottovalutate il dislivello. 
 
Di particolare interesse e bellezza sono: la Stube gotica, gli affreschi, la sala dei Cavalieri in stile rinascimentale (da notare il soffitto a cassettoni) con i ritratti dei vari proprietari del Castello, e le decorazioni della Cappella, che lasciano davvero a bocca aperta per la meraviglia.

Albero genealogico della famiglia Wolkenstein
 
Uno dei dipinti della Cappella
 
Una delle stufe del Castello
 

 
Castel Trostburg
 
Castel Trostburg

 
Al termine del percorso di visita troverete l’esposizione “Castelli – Edifici della storia”: una raccolta di plastici sui Castelli dell’Alto Adige.
Uno dei plastici dell'esposizione
 



Trostburg
I-39040 Ponte Gardena
Via Burgfrieden 22
Tel.: +39 0471 654401
Giorno di riposo: lunedì

Aperto dal Giovedì Santo fino a fine ottobre

 

venerdì 6 settembre 2013

La Rificolona ... tra frizzi e lazzi, lanternine e tiratori scelti


Il 7 settembre, in occasione della vigilia della natività di Maria, a Firenze è tradizione festeggiare con la festa della rificolona. E’ una festa che affonda le sue radici all’incirca nel 600, quando i contadini delle campagne si mettevano in cammino verso Firenze per un duplice scopo: festeggiare la nascita di Maria nella Basilica della Santissima Annunziata e partecipare alla fiera che si svolgeva in Via dei Servi e dintorni, dove avrebbero potuto vendere i loro prodotti. Durante il loro cammino per arrivare in città, usavano delle lanterne per illuminare la strada, che appendevano in cima a dei bastoni e le stesse servivano inoltre a rischiarare i loro giacigli di fortuna una volta arrivati a Firenze, di solito nei dintorni della Basilica. Nel corso della serata anche i fiorentini facevano festa e i ragazzi usavano andare in gruppo a canzonare con scherzi e battute taglienti la gente proveniente dalla campagna, che era vestita di solito in modo meno elegante dei cittadini. Indossavano infatti molto spesso vestiti di strane fogge, con tessuti ruvidi e abbinati in modo un po’ azzardato. Specialmente le donne erano oggetto di battute “frizzanti”. Dovete infatti immaginare queste campagnole, dai larghi fianchi e dai seni prosperosi, camminare incerte e un poco traballanti, cariche della merce da vendere, contenuta in ceste e panieri. Tutto questo faceva divertire i “ragazzacci”, che ridevano alle loro spalle con esplicite allusioni (le chiamavano infatti “fieruculone”). Proprio dal modo di chiamare queste donne è nata poi, per corruzione, la parola rificolona, che comunque si usa ancora oggi non solo per le colorate lanternine che portano i bambini durante la festa, ma anche per indicare una donna vestita e truccata in modo eccessivo (“la pare una rificolona”, potreste sentir dire nelle stradine del centro di Firenze …). Durante la festa della rificolona si usa sfilare in corteo con queste lanterne, accompagnando la sfilata con la classica cantilena “ona, ona, ona, ma che bella rificolona, l’è più bella la mia, che di quella della zia, e la mia l’è co’ fiocchi e la tua l’è co’ pidocchi”. Mentre poi le rificolone, illuminate dalla luce della candelina all’interno, sfilano, i “ragazzacci”, armati di cerbottane, fanno il tiro a segno a queste delicate lanternine. Quando vengono colpite dai pallini di stucco si incendiano e via i bambini a piangere … e via le mamme a consolarli …

Anche quest’anno, se volete festeggiare la rificolona, ci sono tante occasioni, sparse in tutta Firenze e nelle immediate vicinanze. Su www.fiorentinisicresce.it, trovate tante segnalazioni. Ormai siamo, come si dice a Firenze, “alle porte coi sassi”, e per pensare di fabbricarla da soli forse è un po’ tardi. Allora potete comprarla per quest’anno, ripromettendovi di farla una tutta da soli l’anno prossimo. Oppure, dato che fa caldo fuori, potreste correre a chiamare la mamma, o il babbo, o il nonno, o chi c’è e dire :”costruiamo una rificolona insieme?”. Chissà che non vi venga così bene da vincere un premio …  

Itinerari trekking per famiglie - Sentiero Oswald von Wolkenstein - Siusi

Sentiero Oswald von Wolkenstein  -  Lunghezza percorso: circa 3,5 km
Punto di partenza: stazione a valle della cabinovia Alpe di Siusi (dove potrete anche parcheggiare la macchina).
Tempo di percorrenza: 2/3 ore circa, comprese le soste.
 
Ecco un percorso ad anello che piacerà ai bambini, ma anche a quegli adulti che amano il Medioevo e che non hanno del tutto abbandonato la capacità di sognare ad occhi aperti. Partendo dall’accesso della stazione a valle della cabinovia Alpe di Siusi, da dove parte una strada asfaltata che porta all’Hotel Salegg (Via Sciliar 45 – 39040 Siusi), comincerete ad attraversare la Selva di Castelvecchio fino a Siusi, ai piedi dello Sciliar (nel parco naturale Sciliar-Catinaccio) e potrete giocare a impersonare un cavaliere, una principessa, un principe o perfino il menestrello e poeta Oswald von Wolkenstein! 
Siusi vista dal sentiero di Oswald von Wolkenstein
Si tratta infatti di un percorso ludico-didattico
, perché tappa per tappa fornisce numerose informazioni su come si viveva nel Medioevo e, contemporaneamente, troverete anche elementi costruiti in legno per giocare: un castello, un trono, streghe scolpite nel tronco degli alberi, uno scivolo … per questo sono stata un po’ vaga sulla percorrenza di questo sentiero. Molto dipenderà da quanto i vostri figli si fermeranno a giocare lungo le “stazioni”. Vi consiglio di portarvi il pranzo al sacco, dato che lungo il percorso non c’è nessuna possibilità di comprare da mangiare e potrebbe volerci molto prima di riuscire a portar via i vostri figli da questo sentiero …. Potreste per esempio decidere di mangiare al tavolo del Re (un lungo tavolo in legno dove a capotavola c’è un vero e proprio trono! Chi sarà il Re o la Regina? J).
un tavolo per un pic-nic ... da Re!
Durante la vostra passeggiata incontrerete le rovine di Castel Salego (XII secolo circa), che nel XVI secolo divenne di proprietà della famiglia Wolkenstein. Le rovine di questo castello, secondo la leggenda, nascondono un passaggio sotterraneo che porta fino a Castelvecchio, dove si trova un tesoro favoloso a cui fa la guardia una giovane donna dai capelli d’oro che sta ancora aspettando (che pazienza …) un eroe coraggioso che la liberi in cambio
di tutto il tesoro. A circa metà percorso vi appariranno invece, come in sogno, i ruderi del Castello di Castelvecchio.
i ruderi del Castello di Castelvecchio

 
Salite le ripide scalette fino in cima e guardate, sotto di voi, con sguardo maestoso, i vostri possedimenti! Ad accogliervi al Castello troverete anche il menestrello, che si presenterà a voi con questi versi:
 
un ritratto di Oswald von Wolkenstein (Castel Forte a Ponte Gardena)
Io, Oswald von Wolkenstein
Signore di Castelvecchio
Menestrello presso la corte reale
Diplomatico presso il Concilio di Costanza
Compositore di canti polifonici
Consigliere del re
Cavaliere e prigioniero
Viandante e pellegrino
Bellicoso nemico del clero
Membro dell’Ordine del Drago
Nemico del principe
 

“Passati ormai sono i dolori del mio cuore
Da quando anche le nevi hanno deciso
di sciogliersi
E scorrere giù dall’Alpe di Siusi
Questo sì m’è assai gradito
E sento di uccelli e uccellini il cinguettio
Nella mia Selva di Castelvecchio”
Oswald von Wolkenstein 
 
 
Orsù, miei coraggiosi cavalieri, mie indomite principesse, preparatevi a viaggiare nel tempo! 
 
 
Percorrendo questo sentiero vi troverete anche nelle vicinanze dell’Hotel Bad Ratzes, che ha un bel parco giochi e alcuni dipinti della figlia del pittore Burgauner. Eventualmente, da qui potete anche proseguire la vostra escursione sul sentiero geologico.

mercoledì 4 settembre 2013

Itinerari per famiglie all'Alpe di Siusi: pronti per ricaricarvi sul Bullaccia?

Eccoci alla nuova proposta trekking, con la speranza che vi siate allenati un po', dato che questa è sicuramente la più impegnativa fra le escursioni che vi sto descrivendo in questi giorni.
 
Alla partenza, a Compaccio, vi trovate già alla vostra prima scelta: o prendete il sentiero 14 per arrivare alla piattaforma panoramica Engelrast o, più comodamente, vi avviate alla cabinovia 3 Telemix Puflatsch/Bullaccia (i bambini fino a 8 anni non pagano - gli orari di apertura estivi vanno dalle 9.00 alle 17.00). Se avete al seguito dei bambini vi consiglio senz'altro quest'ultima soluzione. Dopo una sosta alla piattaforma panoramica, dove lo sguardo spazia a 360 gradi fra le montagne, ci incamminiamo sul sentiero "PU" fino ad arrivare ad altri tre punti panoramici: la Croce Filln, dove potete allungare lo sguardo sulla Val Gardena, le Panche delle Streghe (fate attenzione a non "perderle" lungo il sentiero) e la Croce Goller. 
Sul percorso, per mangiare o fare uno spuntino, trovate la baita Arnika (chiusa il sabato), la baita Puflatschhutte (aperta tutti i giorni) o la stazione a monte del Bullaccia. Il percorso non presenta particolari difficoltà, ma è piuttosto lungo ed i bambini potrebbero trovarlo impegnativo. Prevedete alcune soste e una buona scorta d'acqua. Pare comunque che il Bullaccia, oltre ad offrire panorami meravigliosi, sia anche un luogo mistico di grande energia. Quindi, che dire ... cercate di sintonizzarvi su questa corrente energetica per completare il percorso!   


Sul Bullaccia


Alla stazione a monte del Bullaccia ... streghe in agguato!

Compaccio - Piattaforma Engelrast - Croce Filln - Panche delle Streghe - Croce Goller - tempo di percorrenza circa 3 ore.

martedì 3 settembre 2013

La leggenda di Partschott, il guardiano della foresta di Re Laurino


L'altipiano dello Sciliar abbonda di leggende e figure mitologiche, legate indissolubilmente a questi luoghi e alla natura. Ai bambini vengono spesso raccontate storie su creature benevole e malefiche: le aguane, le custodi delle sorgenti, che curano con l'acqua (c’è, infatti, anche un percorso trekking per bambini chiamato “sorgenti delle streghe” che parte da Saltria), le bregostane, signore delle spezie, capaci di curare i malati, i nani, le salingen, giovinette tramutate in fiori da Re Laurino, nani, giganti e streghe. Su un precedente post ho accennato a Partschott, il guardiano della riserva di caccia di Re Laurino, del quale molti sembrano essersi scordati. Così, riflettendoci un po’, ho pensato di raccontare la sua storia in questo post. Se deciderete di fare il percorso trekking Hans e Paula Steger, troverete dei pannelli che narrano brevemente la sua leggenda. Se diversamente sceglierete altri percorsi, la storia di Partschott, un po’ ampliata per comprendere meglio il “mondo” nel quale si muove questo simpatico guardiano, la potete leggere qui, narrata da me per i vostri bambini. Vedrete che non sarà di poco aiuto conoscere una storia da raccontare per distrarli quando vi diranno che sono stanchi di camminare … o potrete stampare questo post e portarlo con voi, per leggerlo la sera insieme a loro, prima di farli addormentare, con gli occhi ancora pieni di un rosso crepuscolo …


Un tempo molto lontano, ma meno lontano di quanto potreste pensare, fra le montagne delle Dolomiti fioriva un giardino pieno di rose rosse. Erano così tante, belle e splendenti che le pareti rocciose delle montagne riflettevano dei meravigliosi bagliori rosseggianti. Il padrone del roseto era il Re dei nani, Laurino, che possedeva enormi ricchezze. Si racconta che a quel tempo anche l’Alpe di Siusi fosse un suo possedimento, la sua riserva di caccia, che aveva affidato al controllo del suo guardia-mandrie, un anziano barbuto di nome Partschott. Un giorno il Re Laurino, in lotta con due cavalieri a causa di Similde, la bella figlia del re della Val d’Adige, spedì tutta la sua corte nelle profondità della montagna. Quando fu catturato, pensò che fosse stato lo splendido roseto (Rosengarten) a guidare i nemici fino al suo regno e, preso dall’ira, lo trasformò in pietra. Si era però dimenticato di Partschott, che era nella foresta dell’Alpe di Siusi! Quando la sera il guardiano tornò a casa, al posto dei fiori del Rosengarten, trovò solo le rocce delle ripide cime. Senza farsi prendere dalla rabbia, il buon uomo il giorno dopo costruì una baita sul dosso Grunes e continuò il suo lavoro di guardiano. Ma la sua pace durò poco, perché dopo breve tempo arrivarono degli stranieri a cacciare la selvaggina della foresta. Partschott cercò di convivere serenamente con loro, ma senza successo. I nuovi arrivati si comportavano come se fossero i padroni, deridevano Partschott e il suo amore per quelle terre. Bruciarono la foresta e portarono il loro bestiame al pascolo. La foresta di caccia si spogliò così pian piano dei verdi boschi e divenne l’altopiano dell’Alpe di Siusi. Anche l’ultimo cervo fuggì nel bosco di Castelvecchio e i magnifici fagiani dorati volarono via sulle cime dei Denti di Terra Rossa. Partschott s’intristì sempre più e cominciò a evitare tutti. Vive ancora nei boschi di Confin, sognando e ricordando con rimpianto la sua foresta di caccia. La gente del posto e le nuove generazioni l’hanno dimenticato, e quando lo vedono passare fra gli alberi, pensano che sia lo spirito dell’Alpe, e ne hanno paura. Quando il bestiame in autunno lascia l’Alpe e il vento soffia forte, Partschott sale su da Confin, fino al dosso Grunes, appoggiato al suo bastone da pastore e scruta la montagna deserta. Vaga lentamente nei luoghi della vecchia foresta di caccia, poi svanisce sullo Sciliar. Ma aspetta ancora il ritorno di Re Laurino.

Al tramonto, cari bambini, se siete in quelle zone, fatevi indicare le cime dei Denti di Terra Rossa, e aguzzate bene lo sguardo … se non vi farete distrarre, potrete vedere ancora oggi i fagiani dorati del re. Oh, certo, i grandi vi diranno che al tramonto le Dolomiti si accendono di riverberi rosseggianti a causa della composizione particolare delle pietre … vi spiegheranno con bei paroloni che gli strati rocciosi si sono depositati durante un lunghissimo periodo … potranno fare anche mille congetture e azzardare ipotesi astruse, ma noi lo sappiamo bene che al tramonto le rocce del Rosengarten trascolorano e rosseggiano perché il Re, il giorno in cui maledisse il roseto, condannandolo all’invisibilità di giorno e di notte, si dimenticò proprio di quel particolare momento chiamato crepuscolo. E’ allora che la montagna mostra tutto il suo incanto e si colora di magiche e irreali sfumature.

Non siate poi tristi per il buon vecchio Partschott. Fate e nani, che mi è capitato di incontrare lungo i sentieri, mi hanno sussurrato che un giorno, durante un autunno nel quale Partschott intraprenderà di nuovo il suo viaggio verso il Dosso Grunes, incontrerà il poeta Oswald von Wolkenstein (un altro personaggio di cui varrebbe la pena raccontare) e lo sentirà declamare le sue poesie. Allora il vecchio Partschott esulterà, capendo che il tempo tanto atteso è finalmente arrivato! Tutto ritornerà alla bellezza del passato: il Rosengarten splenderà di nuovo in ogni ora del giorno e della notte, il regno di Laurino rivivrà, con tutti i nani, principi e principesse, la foresta di caccia tornerà a coprire i pascoli e il caro Partschott ricomincerà a sorvegliare i cervi del Re.   

Se volete leggere altre leggende delle Dolomiti, potete immergervi nel libro di Carlo Signorini, "Antichi regni dei Monti Pallidi" - Edizioni del Baldo. ("Ricordare le origini di un luogo è importante per le generazioni future perché da esse possono trarre forza, sicurezza e preziosi insegnamenti di vita", Carlo Signorini)

lunedì 2 settembre 2013

Itinerari trekking per famiglie all'Alpe di Siusi - da Compaccio a Saltria

Un altro piacevole itinerario da fare con i bambini è il sentiero Hans e Paula Steger sull'Alpe di Siusi, un percorso che nasce da un progetto della fondazione Hans e Paula Steger, che tutela e promuove questa zona come area protetta.
Il sentiero si snoda senza nessuna difficoltà attraverso prati e pascoli fino a Saltria. Lungo il sentiero troverete delle tavole esplicative sulle particolarità di flora e fauna di questa regione (siete in parte nel Parco Naturale Sciliar-Catinaccio) e, cosa ancora più importante per i bambini, avrete la gioia di trovare durante il cammino dei tabelloni molto belli e colorati sui quali leggere l'emozionante avventura di "Partschott", il guardiano della foresta di caccia di Re Laurino, che si occupava dei cervi e fagiani bianchi brillanti del Re. Quando il Re Laurino trasformò in pietra il suo meraviglioso Rosengarten, si dimenticò del povero Partschott, che fu condannato a vivere solo nella foresta.
Ma torniamo al nostro percorso! Questo sentiero porta da Compaccio (1.850 m. - ci arrivate prendendo la cabinovia da Siusi, oppure anche in macchina, purché arriviate al parcheggio di Compaccio entro le 9.00 perché durante i periodi di stagione turistica la strada per salire all'Alpe di Siusi rimane chiusa al traffico giornaliero dalle 9.00 fino alle 17. Il ritorno da Compaccio verso valle invece non è soggetto a restrizioni di orario) fino a Saltria (1.690 m.). Dovete seguire il segnavia 30, sentiero Hans e Paula Steger e lo potete fare anche con i passeggini (anche se qualche punto è un po' difficoltoso per i passeggini classici; meglio per quelli più moderni a tre ruote). Il panorama è stupendo: il Sassolungo e il Sassopiatto vi accompagnano lungo il cammino.
 
una delle tavole che narrano la leggenda di Partschott

panorama lungo il sentiero Hans e Paula Steger
 
 
Compaccio - albergo Steger Dellai - malga Ritsch - Saltria - tempo di percorrenza circa 1 ora e mezzo (considerando sempre il passo dei bambini e qualche piccola sosta)
 
A Saltria, volendo, potete decidere di prolungare la vostra gita prendendo la seggiovia Florian per arrivare alla Baita Williams Hutte. In caso invece siate stanchi, un comodo bus vi riporta da Saltria a Compaccio.
 
Felice cammino! 
 
L'ideina in più: I giorni di vacanza in montagna possono essere una bella occasione per leggere ai bambini le meravigliose storie delle Dolomiti. Un bel libro, che ho comprato quest'anno a Castelrotto, è "Leggende del Sudtirolo narrate ai bambini" di Marianne Ilmer Ebnicher, con gli splendidi disegni di Brigitte Seiwald (ed. Spectrum). La prima leggenda narrata è appunto quella di Re Laurino ed il suo roseto (anche se, almeno in questo libro, il povero Partschott non è citato! Anche loro l'hanno dimenticato!)