Tutto da cambiare, Tonino!

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giovedì 17 marzo 2016

Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno - Silvia Vecchini, Marina Marcolin - Topipittori

http://www.topipittori.it/it/catalogo/poesia-della-notte-del-giorno-di-ogni-cosa-intorno
 
La prima volta che ho visto la copertina di questo libro, è stata quando sono andata a curiosare circa i vincitori e le menzioni speciali del Premio di Letteratura per Ragazzi Laura Orvieto, edizione 2013-2015. Sono rimasta stupita, e piacevolmente sorpresa, di trovare un libro di poesie! E ho subito avuto voglia di sfogliarlo. Perché la prima impressione, forte, me l’ha data la copertina. Come se mi fossi specchiata in un’emozione. Per qualche strana ragione, sapevo che mi sarebbe piaciuto. E così, quando l’ho avuto fra le mani, il primo istinto è stato quello di immergermi, nel silenzio di un mattino di sole, nelle parole e nelle immagini. Tutto è riuscito, in questo libro. Dalle poesie, che parlano al bambino di oggi e al bambino di ieri, di sensazioni vivide e fresche e di ponti verso ricordi più lontani che riaffiorano, intatti. E felice è la scelta dell’illustratrice, di aver usato la tecnica dell’acquerello, per la sua imprevedibilità di esecuzione, che rimanda proprio all’idea dell’infanzia. Tuttavia le immagini, sia pur delicate ed eteree, sono potenti e ci parlano di un percorso di crescita, di prove e sfide, di occhi grandi aperti su un mondo tutto da esplorare, della straordinarietà del quotidiano. Abbiamo bisogno della poesia, di impararla a memoria, di scrollarci di dosso quel timore reverenziale e la paura di non capirla. Di viverla. Di scriverla. Di sentirla e portarla dentro, di trasmetterne la passione. La poesia è un balsamo necessario, sia per celebrare i giorni euforici, sia per trovare conforto nei giorni tristi. La consapevolezza che altri hanno provato le nostre stesse emozioni, le nostre stesse paure, ci rende più forti. Ritrovare se stessi nelle parole di altri.  Quando Stendhal, uscendo dalla Basilica di Santa Croce a Firenze, fu preso da quella strana sensazione di stordimento e confusione (sindrome che poi prese il suo nome) per superare quel momento, tirò fuori dalla tasca alcuni versi di Foscolo. Scriverà poi: “Avevo bisogno della voce di un amico che condividesse la mia emozione”.
  
In ogni pagina di questo libro, testo e immagini si fondono e si esaltano a vicenda, tanto che mi hanno fatto pensare a degli haiga, freschi e vitali. Sull’onda di queste emozioni, delicate e ariose, lasciate indugiare i vostri pensieri, liberateli, nutriteli col bello e la gentilezza.



“La poesia esiste già, essa giace nascosta da qualche parte da tempo immemorabile; il poeta non crea e non inventa nulla, egli semplicemente scopre la poesia e la porta alla luce”. Jan Skàcel
 



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