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venerdì 9 dicembre 2022

Calendario letterario dell'Avvento: Christmas Day in the Workhouse, di George R. Sims

 


It is Christmas Day in the workhouse,
And the cold, bare walls are bright
With garlands of green and holly,
And the place is a pleasant sight;
For with clean-washed hands and faces,
In a long and hungry line
The paupers sit at the table,
For this is the hour they dine.

And the guardians and their ladies,
Although the wind is east,
Have come in their furs and wrappers,
To watch their charges feast;
To smile and be condescending,
Put pudding on pauper plates.
To be hosts at the workhouse banquet
They've paid for — with the rates.

Oh, the paupers are meek and lowly
With their "Thank'ee kindly, mum's!'"
So long as they fill their stomachs,
What matter it whence it comes!

Oggi è il giorno di Natale nella casa lavoro. Le pareti, di solito fredde e spoglie, sono illuminate con ghirlande di verde e di agrifoglio, e l'ambiente è piacevole da vedere. Con le mani e i volti puliti, in una lunga fila affamata, i poveri siedono a tavola, perché questa è l'ora in cui cenano. I guardiani e le loro dame, anche se soffia il Levante, sono venuti  con le loro pellicce e i loro abiti per guardare banchettare i loro protetti, per sorridere ed essere accondiscendenti, per mettere il budino nei piatti dei poveri, per fare da padroni di casa al banchetto della casa lavoro. Hanno pagato per questo. Oh, i poveri sono miti e umili, con i loro "Grazie di cuore, mamma!". Purché si riempiano lo stomaco, che importa da dove viene!    

"Christmas in the workhouse" è una ballata scritta dal giornalista George Robert Sims, pubblicata sul Sunday Referee in occasione del Natale del 1877. Se leggerete tutto il testo (qui ho riportato solo i versi di apertura) vi renderete conto che Sims intendeva testimoniare la vita dei poveri dell’epoca e condannare l’autocompiacimento dei signori verso i bisognosi.

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