Tutto da cambiare, Tonino!

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domenica 11 settembre 2016

Il mosaico del Premio Pieve Saverio Tutino 2016

Inizia la 32° edizione dedicata ai migranti e alla memoria delle migrazioni
Il diario più bello sarà premiato domenica 18 settembre alle 16.30 
Da alcuni anni il programma del Premio Pieve Saverio Tutino, il festival dedicato alle scritture autobiografiche inedite, viaggia su un duplice binario. Da una parte si celebra la fase finale del concorso riservato ai diari, alle memorie e agli epistolari delle persone comuni, con la proclamazione del testo vincitore all’interno della manifestazione “Memorie in piazza” che quest’anno si svolgerà domenica 18 settembre a partire dalle 16.30 nel centro di Pieve Santo Stefano. Dall’altra parte, nei giorni che precedono (apertura del festival venerdì 16 alle 16.00) l’Archivio si impegna a sviluppare un tema di riflessione, attraverso dibattiti, spettacoli dal vivo, performance teatrali e musicali, presentazioni di libri, ecc.
Quest’anno il tema scelto come filo conduttore della rassegna è stato quello delle migrazioni e della memoria delle migrazioni.
Ancora una volta, per il 32° anno consecutivo, ogni tassello è ormai andato al suo posto e si è formato il mosaico del Premio 2016. Un mosaico composto di volti di persone, delle loro idee, delle loro storie. Scoprite il programma della manifestazione sul sito dell’Archivio dei diari. 
Le otto storie finaliste
Le grandi protagoniste del Premio saranno, come sempre, le otto storie finaliste del concorso per scritture autobiografiche inedite. Otto racconti di vita di cittadini italiani, distribuiti attraverso oltre un secolo, dal più antico datato 1899 al più recente, ancora non concluso e in via di quotidiano aggiornamento. Sono storie che ripercorrono l'intero Novecento raccontandolo attraverso sentimenti ed emozioni, ma anche con lucide – a volte ironiche – analisi della società contemporanea.
C'è la storia di Chandra Ganapati, giovane “furia” che si salva dalla dipendenza dalle droghe grazie ad una ricerca di se stessa e grazie anche all'arrivo di un figlio. C'è quella di Cinzia Pinotti, una mamma che negli anni Novanta si trova ad affrontare la più drammatica delle situazioni: la malattia e la morte di una figlia piccola. E poi c'è la vita votata all'arte di Fausto Vagnetti, pittore talentuoso che racconta il proprio mondo in un diario in cui la realtà è vista da una prospettiva artistica.
Ci sono anche storie d'amore, come quella raccontata nelle lettere che si scambiavano Camillo Forghieri e Ada Tonelli, incuranti di un'Italia e un'Europa stravolte dalla seconda guerra mondiale, e in quelle che negli anni Venti Giulio Turchi - operaio metallurgico fortemente impegnato in politica e destinato a essere perseguitato dal fascismo - inviava in un intenso carteggio a Emma Forconi, sarta e futura moglie. Poi c'è il salto nel buio rappresentato da un avventuroso viaggio nel cuore dell'Africa all'inizio del Novecento di Giulio Cesare Scatolari, medico 23enne ingaggiato in Congo nelle fila della milizia coloniale belga, partito da casa nel 1899, lo stesso anno nel quale veniva pubblicato Cuore di Tenebra di Conrad.
Mentre a ricordarci cosa è stata la guerra c'è la storia di Ivano Cipriani, cresciuto negli anni del regime fascista in una famiglia di comunisti pronti a sacrificare i propri ideali per crescerlo in sintonia con quella che era la società del tempo. Ci sono infine le riflessioni ironiche, pungenti e a volte amare, di Marcello Caprarella, un italiano che vive in Spagna e che guarda da lontano l'attuale realtà italiana.
Il tema del Premio Pieve 2016: StoriEmigranti
Cos’è accaduto da quando partivamo in cerca di una condizione di vita migliore, a quando abbiamo iniziato a divenire terra di approdo, spesso anche di indifferenza e di odio, per chi cerca a sua volta una condizione di vita migliore? È un viaggio difficile da raccontare. Bisogna partire dalla cronaca dell’oggi, e dalle testimonianze scritte di anni fa, e farle incontrare al punto giusto. Bisogna sovrapporre il parlato e lo scritto, lingue diverse, mondi lontani.
È così che abbiamo immaginato il Premio Pieve Saverio Tutino 2016 – e per questo lo abbiamo intitolato StoriEmigranti - come l’incontro tra chi vive e racconta le emigrazioni di oggi e noi, che abbiamo raccolto e conservato, e che raccontiamo, le emigrazioni di ieri.
Principali appuntamenti del Premio Pieve 2016 dedicati al tema delle migrazioni e della memoria delle migrazioni
tutti gli appuntamenti si svolgono a Pieve Santo Stefano (Arezzo) 
Presentazione di “Armi e bagagli” 30° numero della rivista Primapersona  
Venerdì 16 settembre ore 18.30 Logge del Grano
Rivista edita dall’Archivio, diretta dalla prof. Anna Iuso. Nel numero compaiono editoriali del professor Marcello Flores e del professor Alessandro Triulzi.
Guerra. Dolore. Terrore. Morte.
Fuga. Speranza. Accoglienza. Rifugio.
Storie di oggi, che leggiamo, ascoltiamo, osserviamo ogni giorno. Che viviamo.
Storie di ieri, che richiamano l’attenzione dagli scaffali dell’Archivio dei diari per essere raccontate. Le abbiamo ascoltate. E abbiamo affidato loro un numero della nostra rivista dedicata alle scritture autobiografiche, Primapersona.
“Armi e Bagagli” Quando un titolo dice tutto […].

Performance: MemoriaControErosione  - con prenotazione obbligatoria
Il cibo racconta nei diari di Pieve
venerdì 16 settembre ore 20.30
Chiostro Asilo Umberto I
[…] Ricostruire una narrazione attraverso il cibo e altri stimoli sensoriali, per fare fronte all’erosione del tempo e masticare consapevoli. Suoni, Sapori, Storie. Cent’anni fa poteva esserci una fisarmonica o un mandolino nel bagaglio del migrante, oggi uno smartphone nel quale sono caricate le canzoni preferite: intatta è la necessità di portarsi dietro almeno i propri suoni. E qualcosa da mangiare.
performance a cura di Andrea Merendelli
voci Andrea Biagiotti e Grazia Cappelletti
canzoni e musiche dal vivo di Michele Corgnoli, Maurizio Rapiti, Damiano Lanzi, Nicola Mancini, Giovanni Pichi Graziani
responsabile del progetto Memory Route Alessia Clusini
buffet a cura de Il Ghiandaio e Enoteca Simoncelli
sabato 17 settembre ore 14.00
Logge del Grano
Mettiti seduto. Guardami dritto negli occhi e leggi quello che ho da dire. Proprio così: leggi. È questa l’idea di base della Human Library. La Biblioteca Vivente è una vera e propria biblioteca con lettori, bibliotecari e un catalogo di libri che sono persone in carne ed ossa. Questi “libri viventi” – nell’occasione anche un po’ “diari viventi” dell’Archivio - vengono “presi in prestito” per la conversazione: ogni lettore sceglie il suo.
di Lireta Katiaj, prefazione di Guido Barbieri, postfazione di Mario Perrotta
collana I diari di Pieve, Terre di mezzo, 2016
sabato 17 settembre ore 16.00
Logge del Grano
[...] Nella esistenza di Lireta ad un certo punto alla maschera funebre si sovrappone, fino a prenderne il posto, l’altra maschera, la maschera della voce, la maschera del “teatro”. E questo punto coincide perfettamente con la decisione di rifugiarsi in un universo che Lireta, sin da bambina, ha abitato con grande felicità: la scrittura. La storia individuale di Lireta non è diversa da quella di mille altre ragazze albanesi della sua generazione. E se non fosse stato per la scrittura la sua storia si sarebbe inabissata nell’oblio, come le altre mille. Invece Lireta scrive. Ed è per questo che non cede.
Dalla prefazione di Guido Barbieri
 
sabato 17 settembre ore 18.00
Logge del Grano
Ma cosa vuol dire oggi immigrare in Italia? Domanda molto complicata che abbiamo rivolto a delle “risposte viventi”. Persone che in settori diversi, da presupposti e con obiettivi diversi, lavorano ogni giorno per l’accoglienza, l’integrazione, l’inclusione.
Partecipano Gheni Adam (Associazione Hypatia), Alessandro Bechini (Oxfam Italia), Fernando Vasco Chironda (Comitato 3 Ottobre), Antonio Damasco (Rete Italiana di Cultura Popolare), Loris De Filippi (Medici Senza Frontiere Italia), Walter Massa (Arci nazionale), Alessandro Triulzi e Gianluca Gatta (Archivio delle memorie migranti).
Coordina Patrizia Di Luca
 
Anteprima spettacolo: Lireta, a chi viene dal mare - con prenotazione obbligatoria
drammaturgia e regia di Mario Perrotta anteprima nazionale
con Paola Roscioli
Laura Francaviglia - chitarra e percussioni Samuele Riva - violoncello
sabato 17 settembre ore 21.45
Teatro Comunale
[…] Ricordo di quando con lui e con la bimba in braccio, decidono di prendere quel gommone che adesso aggredisce le vette del mare, enormi, ringhianti, che ogni volta che sei sulla cima butti l’occhio lontano sperando una luce di Puglia. E Lireta non cede e si serra più forte la bimba sul petto. Ricordo di un volo, a qualche metro dalla costa del Salento, un volo verso l’acqua spinti giù dal Caronte che guida il gommone.
Ed è qui che tutto si sospende: vola Lireta, vola il compagno e vola la bimba di soli tre mesi e un’intera esistenza passa davanti agli occhi, in quel tempo infinito passato per aria - sospesi - prima del contatto con quel mare che è morte, che è vita nuova...
Mario Perrotta
 
Fonte: Archivio dei diari

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