Tutto da cambiare, Tonino!

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lunedì 24 novembre 2025

Segnalazione: A Natale libri per te, a Peccioli, dal 6 all'8 dicembre


Vi segnalo un buon posto per fare una scorpacciata di regali di Natale. Dal 6 all’8 dicembre, alla sesta edizione di A Natale libri per te, al Palazzo Senza Tempo di Via Carraia verrà allestito un temporary store con 15 librerie di zona e la casa editrice Tagete Edizioni, dove i cittadini pecciolesi potranno acquistare libri con un sostegno da parte del Comune di Peccioli e della Fondazione Peccioliper pari al 50%, e i non residenti potranno usufruire di un sostegno pari al 25%.

Orari di apertura:

Sabato 6, Domenica 7 e Lunedì 8: dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19


giovedì 20 novembre 2025

Itinerari di viaggio: Portogallo magico. Terza tappa: Porto

          Chiesa di Sant'Ildefonso

Con il sottofondo della voce vibrante di Amália Rodrigues, la regina del fado, passiamo il Duero da uno dei tanti ponti della città e arriviamo a Porto.

La nostra visita inizia da Praça da Batalha, su cui troneggia la statua di Don Pedro V. Davanti alla Chiesa di S. Ildefonso, la cui facciata è ricoperta da azulejos, troviamo un mercatino dell’artigianato, ma ci lanciamo uno sguardo fugace e proseguiamo per la nostra meta: la stazione di São Bento, progettata dall’architetto José Marques da Silva, costruita sui resti di un antico convento. 



La stazione è bella da vedere all’esterno, con la facciata in pietra e il tetto mansardato, ma è l’atrio centrale, finemente decorato da splendidi azulejos che raccontano la storia del Portogallo, le tradizioni locali e scene di vita rurale ad essere imperdibile. Immersi nella contemplazione delle ventimila piastrelle dipinte, non dimenticate di tenere una mano sul portafoglio (occhio ai borseggiatori!). 


Noi siamo capitati in un orario particolarmente affollato, ma se visiterete questo luogo al tramonto o in orari di minor afflusso, tendete le orecchie: sembra che lungo i corridoi della stazione si odano ancora le preghiere dell’ultima suora che abitava il convento prima che venisse chiuso in seguito al decreto di estinzione degli ordini religiosi del 1834. La suora non scappò come tutte le altre dopo l’emanazione del decreto, ma vi rimase ad abitare fino al giorno della sua morte, nel1892.


Usciti dalla stazione ci siamo addentrati nel quartiere di Ribeira, il nucleo più antico e caratteristico della città, con le sue facciate colorate, il labirinto dei suoi vicoli e la piazza dell'infante Dom Henrique.

Passeggiando lungo la strada pedonale R. das Flores, che conduce al fiume, ci siamo fermati a dare un’occhiata alle vetrine dei negozi. E’ una via pittoresca, con begli edifici storici, bar, ristoranti. L’unico negozio in cui siamo entrati è stato Claus, l’elegante negozio dell’impresa di profumi e saponi fondata nel 1887. Ambiente raffinatissimo, con espositori che impreziosiscono i prodotti. I saponi sono impacchettati a mano in carte bellissime e chiuse con un timbro a ceralacca. Regale.

Arrivati nei pressi del fiume siamo andati a visitare la chiesa di San Francisco: la bella facciata gotica nasconde in realtà al suo interno tre navate rivestite in oro con la tecnica della “talha dourada”, con degli impressionanti capolavori barocchi. Meravigliosi gli intagli dorati della cappella di San Giovanni Battista del XV secolo e l’Albero di Jesse scolpito in legno policromo del XVIII secolo, che raffigura la genealogia di Gesù. Questa tecnica dell'arte barocca portoghese consiste nell'intagliare accuratamente il legno e poi applicare strati di foglia d'oro per creare effetti tridimensionali e scintillanti. L’intera chiesa è ipnotica e meriterebbe molto più tempo di quello che abbiamo potuto dedicarle. Un po’ caro il biglietto d’ingresso, ma ne vale la pena: la visita è un’esperienza. Non si possono fare foto, ma penso che probabilmente siamo stati fra i pochi a rispettare il divieto, dato che internet è pieno di immagini degli interni di questa chiesa!

La Cattedrale

Usciti dalla chiesa avevamo due possibilità: la classica navigazione lungo il fiume, che passa sotto i vari ponti della città o proseguire la visita di Porto a piedi. Abbiamo scelto quest’ultima e ci siamo incamminati verso il Duomo, passando a fianco del Mercado Ferreira Borges (il palazzo del mercato costruito nel 1880 in ferro e vetro) e proseguendo per Rua da Bainharia, una delle più antiche strade di Porto (risale al 1296). Vi ritroverete a camminare in leggera salita, in una strada stretta e pittoresca, fiancheggiati da edifici alti e dalle facciate tradizionali. In questa strada, all'epoca, erano concentrati i negozi degli artigiani che fabbricavano foderi per le spade.

Proseguendo poi per R. de Sant’Ana, si arriva a Largo do Colegio, dove si erge, imponente, il museo di arte sacra. Prendendo le scalette sulla destra (Escladas do colegio), dopo poco sarete in vista del Duomo.

La Cattedrale si trova nella zona più alta della città, nel quartiere di Batalha e, più che un edificio religioso, a prima vista sembra una fortezza. Anche qui abbiamo trovato una mescolanza di stili: barocco, romanico e gotico. Al suo interno è molto sobria e spoglia, se si escludono l'altare maggiore e alcune cappelle in stile barocco. Da una porta sulla destra si accede al chiostro gotico del XIV secolo, rivestito di azulejos decorati con scene religiose.


Davanti all’ingresso della cattedrale si gode di un panorama unico sulla città ma, dato che si sta facendo tardi e che la camminata ci ha stimolato un grande appetito, ci affrettiamo in direzione del Ponte Luis I e, lungo strada, ci fermiamo a mangiare un cachorro e una francesinha.



Dopo pranzo, abbiamo attraversato il ponte Luis I e siamo andati a visitare la cantina storica della Burmester, partecipando ad un tour con una guida molto simpatica che ci ha spiegato le origini dell’azienda, i processi di produzione del vino Porto e le caratteristiche del territorio. Alla fine del tour ci hanno offerto una degustazione di tre tipi di Porto. Molto bello e suggestivo l’ambiente, con una romantica vista sul fiume su cui sfilavano le imbarcazioni tradizionali con le quali i commercianti trasportavano il vino lungo il Douro (barcos rabelos).


Avrei voluto fare un salto alla famosa libreria Lello e Irmao, ma non c’è stato tempo. Ho letto comunque su internet che bisogna prenotare per tempo e che l’ingresso costa 10 euro, poi scontati in caso acquistiate dei libri.

             Opera di Bordalo II, street artist portoghese. 
Le sue opere sono realizzate recuperando materiali di scarto. 

Dopo una passeggiata sull’altra sponda del fiume (Av. De Diogo Leite), per noi è tempo di rimetterci in viaggio verso Guimarães, antico sito celtico e prima capitale del paese indipendente nel secolo XII.

lunedì 10 novembre 2025

La poesia è la chiave per accedere a luoghi nascosti dell'anima

 


Circa un mese fa sono stata alla Fondazione Franco Zeffirelli per assistere a un incontro letterario con Dacia Maraini, Erica Gardenti Cassigoli e Titti Giuliani Foti. La signora Maraini parlava con garbo, dando spazio, oltre al suo libro “Vita mia”, anche ai libri delle altre due scrittrici: “Ogni padre è stato bambino” e “Cara mamma”.  Le autrici hanno parlato del potere della scrittura autobiografica come memoria, testimonianza e rinascita e su come la poesia aiuti a vivere, anche in situazioni disperate.

L’attrice Maria Letizia Gorga ha letto alcuni stralci dei tre libri: che meraviglia! Che arte sublime anche quella di saper leggere dando spessore ed emozioni alle parole.

Quando sono uscita dalla Sala della Musica del complesso di San Firenze e mi sono trovata nella piazza, mi ha colpita la luce dolce del tardo pomeriggio. È stato un ottobre straordinariamente caldo, una coda d’estate che solo in certe ore o in certi giorni raffrescava. Ho girato lo sguardo verso via del Proconsolo: il campanile della Badia fiorentina e la torre Volognana, sul canto del Bargello, coi suoi merli guelfi e i suoi stemmi, parevano tutte d’oro, così baciate dal sole del tramonto, che già aveva sparso le prime velature d’ombra su piazza San Firenze. Perfino le statue sul timpano del portale della chiesa di San Filippo Neri sembravano godersi lo spettacolo di quella vista, stupite di fronte a tanta bellezza.

Sono stata invasa da una commozione così intensa! Ho ammirato spesso le meraviglie di questa città, ma quel giorno questa meraviglia mi è esplosa dentro e mi ha turbata. 

Tornando verso casa mi sono chiesta se l’incontro a cui avevo partecipato non avesse acceso dentro di me un’emotività più spiccata, che mi aveva permesso di godere maggiormente della vista di Firenze. Avrei sentito lo stesso quella commozione alla vista della torre e del campanile dipinti dalla luce dorata se fossi andata in centro per una commissione? O è stata la poesia di quell’incontro che mi ha fatto accedere a un luogo dell’anima nascosto? Ho scattato una foto, che non restituisce però l’emozione del momento, le sensazioni, gli odori, i rumori, la vita che scorreva in quell’istante ….

Un salto in cucina. Libero pasticciare creativo: fiori di merluzzo con salsa spiritosa

 


Fiori di merluzzo con salsa spiritosa

Fiori di merluzzo 600 grammi

1 fetta di melone giallo

1 Kiwi

Salsa di soia q.b.

1 porro

2 noci di burro

Olio q.b.

Pinoli a piacere

Sale e pepe

Tagliate il porro a rondelle e mettetelo in padella con un pochino di burro e olio d’oliva: fatelo appassire.  

Infarinate i filetti di merluzzo, adagiateli in padella e alzate la fiamma. Lasciate cuocere un paio di minuti a fiamma alta, in modo si formi la crosticina, poi girateli per farli dorare anche dall’altra parte.

Unite il Kiwi tagliato a pezzettini, la polpa di melone e un pochino di salsa di soia: lasciate insaporire il tutto qualche minuto.

Togliete i filetti dalla padella e teneteli in caldo. Versate tutto il resto del contenuto della padella in un contenitore con il bordo alto: frullate con un frullatore a immersione per ottenere la salsa.

Mettete i filetti in un piatto da portata e versatevi sopra la salsa. Cospargete il tutto con una manciatina di pinoli e servite.

Questa ricetta “scappata” (chiamo così i piatti che creo quando ho veramente poco tempo a disposizione, in preda all’istinto del momento e alla necessità di far presto) è piaciuta molto. La salsina dolce acidula ha regalato al merluzzo un sapore interessante e appetitoso.

 

lunedì 27 ottobre 2025

Segnalazione: "Fabrizio Dusi. Le parole degli altri” a Brescia (Palazzo Martinengo di Villagana), fino all’11 gennaio 2026

Una mostra sulla parola, strumento di comunicazione e veicolo di identità, basata sull’intreccio di due archetipi: la Torre di Babele come impossibilità di comprendersi e l’Annunciazione, come rivelazione e ascolto profondo.

Ingresso libero su prenotazione

Info: Galleria BPER lagalleria@bper.it

Tel. 0592021598

Segnalazione: “Il tempo della scrittura” a Modena (La Galleria BPER Banca), fino all’8 febbraio 2026



“Il tempo della scrittura. Immagini della conoscenza dal Rinascimento a oggi”, un percorso esplorativo intorno al concetto di paideia, per scoprire il ruolo dell’arte e della scrittura come veicolo di trasmissione di idee, sapere e valori attraverso i secoli.

Via Scudari, 9 Modena Ingresso libero

Info: Galleria BPER

lagalleria@bper.it

giovedì 23 ottobre 2025

Segnalazione: a Treviso, "Scritture in movimento, scrittori per un giorno"

 



Domenica 26 ottobre 2025 Treviso diventa una grande “officina di storie” con "Scritture in movimento, scrittori per un giorno", il contest di scrittura dedicato alle scuole secondarie di II grado del Veneto, realizzato in collaborazione con SanMarco Group. Un’intera giornata di creatività condivisa: si scrive in città, si legge ad alta voce, si vota insieme, si premia sul palco. Un modo concreto per allenare ascolto, espressione, lavoro sul testo e per vivere il festival da protagonisti.

Come si svolge il contest:
  • Accoglienza e registrazione: check-in 8:30–9:00 nel complesso di Santa Caterina (Treviso). Istruzioni operative per gli studenti e kit dello scrittore.

  • Tema a sorpresa & scrittura: il tema viene svelato al mattino; ciascun partecipante scrive un racconto breve in un tempo definito. Si può scrivere a mano o in digitale (email/smartphone/tablet/PC), con consegna digitale.

  • Incipit in evidenza & votazione pubblica: l’incipit sarà letto in pubblico nel pomeriggio; il pubblico esprime un voto in tempo reale e in segreto. I racconti più votati accedono alla Giuria tecnica per la valutazione finale. 

  • Finale e premiazione: proclamazione e premiazione alle 19:00 nell’auditorium di Santa Caterina.

Premi in palio:
  • Voucher viaggio offerti da Gattinoni Travel,
  • Buoni libri di Feltrinelli Librerie,
  • Pubblicazione dei racconti finalisti in antologia pubblicata
Perché partecipare:
  • Esperienza completa di scrittura: ideazione, stesura, revisione, educazione all’ascolto e alla critica argomentata, con possibilità di pubblicazione e premi.
  • Valorizzazione del merito: doppia valutazione (pubblico + giuria d’eccellenza: giornalisti, editori, scrittori del Veneto).
  • Giornata di comunità: la città come laboratorio a cielo aperto, insieme a coetanei di tutto il Veneto.
Regolamento in breve:
  • Registrazione: tramite compilazione del form al pulsante qui sotto.
  • Svolgimento: tema a sorpresa, tempo di scrittura limitato, racconto breve con incipit evidenziato; elaborato inviato via email in digitale (tutte le istruzioni dettagliate verranno rilasciate all’accoglienza)
  • Valutazioni: lettura pubblica degli incipit con voto del pubblico; i migliori passeranno alla Giuria tecnica per la graduatoria finale.
  • Premiazione: in serata verranno annunciati i migliori racconti e verranno consegnati i premi e gli attestati di partecipazione.

→ INFO: concorsi@cartacarbonefestival.it 


Fonte: Newsletter Cartacarbone



lunedì 13 ottobre 2025

Itinerari di viaggio: Portogallo magico. Seconda tappa ÓBIDOS – NAZARÉ - ALCOBAÇA – BATALHA – FATIMA

Per le tappe prima di Fatima vedi i post del 2 e del 23 agosto 2025
https://pennaeblog-notes.blogspot.com/2025/08/itinerari-di-viaggio-portogallo-magico_23.html



Fatima è un modesto borgo dell’Estremadura, che fino al 1997 non aveva ancora lo status di città, eppure ogni anno milioni di fedeli vi si recano in pellegrinaggio, in seguito all’apparizione della Vergine Maria a tre pastorelli (il 13 maggio 1917). 
Quello che mi ha colpito particolarmente di questo luogo è stata l’estrema compostezza delle persone presenti. 
Siamo arrivati nel tardo pomeriggio, per cui il piazzale non era particolarmente gremito. Abbiamo visitato la Basilica del Santuario, dove sono custodite le spoglie dei pastorelli che assistettero alle apparizioni: Francisco, Giacinta e Lucia. I bambini raccontarono che una nube era scesa verso di loro e che si era poi dissolta, rivelando la presenza di una signora completamente vestita di bianco, che chiese loro di pregare per la pace del mondo intero. Le apparizioni durarono sei mesi, a cadenza regolare, durante le quali i bambini ebbero delle rivelazioni circa alcuni eventi futuri.
Per la visita della Basilica abbiamo seguito un percorso prestabilito che portava a fare il giro della stessa ma, a mio parere, più che visitare il luogo, ne vanno assorbite le sensazioni. In realtà, il fulcro del Santuario e la prima costruzione del complesso è la Cappella delle apparizioni, sormontata da una cupola in vetro: segna il luogo esatto delle apparizioni, con una colonna di marmo su cui poggia la statua della Vergine.

Appena fuori dalla Cappella delle apparizioni abbiamo visto alcuni devoti che attraversavano il piazzale in ginocchio, lungo una striscia di marmo bianco, in segno di penitenza.



Al lato opposto della Basilica originaria sorge la Basilica della Santissima Trinità, inaugurata nel 2007 per accogliere il gran numero di pellegrini che assistono alla Messa. Dall’insolita forma circolare, realizzata con pietra proveniente da questa regione, di colore “bianco del mare”, ha una capacità di 8.633 posti a sedere e il pavimento è stato progettato per eliminare qualsiasi "barriera" per le persone con difficoltà motorie. Malgrado sia un’architettura moderna, è questa la struttura che mi ha colpita di più: la parete del presbiterio è ricoperta completamente da un grande mosaico dorato che crea degli splendidi giochi di luce, su cui sono raffigurati la Madonna con Giacinta, Francesco e Lucia, santi, apostoli e arcangeli. Tra i santi emergono Santa Elisabetta di Portogallo e Santa Teresa di Calcutta. Ma è il crocefisso quello che ha rubato di più il mio sguardo: l’ho trovato splendido. Facendo delle ricerche, ho scoperto che è opera di una scultrice irlandese, Catherine Greene, che ha realizzato questo crocefisso di dimensioni notevoli: la figura di Cristo è alta cinque metri, sospesa su un unico cavo metallico! Mi ha colpito il fatto che il volto di Cristo non sia stravolto dalla sofferenza, ma abbia un’espressione che emana serenità e pace e che abbia dei tratti fisionomici particolari, quasi che l’artista abbia voluto riassumere in un unico volto caratteristiche di diverse etnie. 


Dopo cena abbiamo partecipato alla fiaccolata serale, in un’atmosfera raccolta e toccante.


Dopo uno sguardo a qualche negozio nei dintorni dell’albergo abbiamo deciso di andare a letto per concederci un buon sonno: domani ci aspettano Porto e Guimarães (e più di duecento chilometri di strada da fare).

Se vuoi seguirmi nella prossima visita, torna a visitare il blog. 

Se vuoi iscriverti al blog, clicca su "Segui" nella barra laterale (dalla versione web).  

sabato 11 ottobre 2025

Segnalazione: Domenica di carta, a Firenze, 12 ottobre 2025. Visite gratuite e passaggi "segreti" a Palazzo Medici Riccardi, alla Biblioteca Riccardiana e alla Biblioteca Moreniana

In occasione della Domenica di Carta 2025 le biblioteche di Palazzo Medici Riccardi aprono le porte al pubblico con tre visite speciali, che prenderanno il via dal cortile di Michelozzo, proseguiranno tra le sale del percorso museale, fino a giungere alla Biblioteca Riccardiana. Eccezionalmente, sarà possibile accedere alla speculare Libreria (attuale sala studio della Biblioteca Riccardiana) grazie a uno dei passaggi celati dagli armadi intagliati e dorati, per approfondirne la storia, apprezzarne la raccolta e concludere il percorso con gli altrettanto preziosi ambienti e fondi della Biblioteca Riccardiana e della Biblioteca Moreniana.


Le visite, gratuite e della durata di circa 1 ora, sono alle 9, alle 10 e alle 11. Ingresso da via Cavour 3.
Posti limitati, prenotazione obbligatoria.

Per informazioni e prenotazioni: chiamare lo 055 2760552 o scrivere a info@palazzomediciriccardi.it.


domenica 28 settembre 2025

Passeggiata letteraria lungo i luoghi di villeggiatura delle ricche famiglie fiorentine e delle comunità straniere residenti a Firenze nell'Ottocento


                                         Totale percorso 6,7 Km - Dislivello circa 100 metri

Questa passeggiata di circa sette chilometri parte ai piedi di Fiesole e si snoda lungo la collina di Camerata, che sorge fra il fiume Affrico e il Mensola.

Potrebbe essere suggestivo, prima di iniziare a camminare, sostare lungo il torrente e leggere la storia dei due amanti, Affrico e Mensola, protagonisti del Ninfale Fiesolano di Boccaccio. Eccola qui riassunta brevemente:

Affrico, un giovane pastore preso da un folle amore per Mensola, una ninfa bellissima, sacra a Diana e votata alla castità, su consiglio di Venere si traveste con abiti femminili e riesce a guadagnare la fiducia delle ninfe e a possedere Mensola. La ninfa si innamora del pastore ma, temendo l’ira di Diana, decide di porre fine alla relazione proibita. Il giovane, disperato, si uccide lungo la riva di un fiume. Mensola intanto si accorge di aspettare un bambino e riesce a dare alla luce Pruneo prima che Diana la punisca, trasformandola in un fiume. Entrambi i fiumi prenderanno i nomi dei giovani amanti. Pruneo verrà accudito dai nonni paterni e, una volta cresciuto, diventerà il siniscalco di Atlante e sposerà la nobildonna Tironea. Dal dono di Atlante a Pruneo del territorio compreso fra i fiumi Mensola e Mugnone nascerà Fiesole.

E adesso, cominciamo a camminare!     

Un collage di foto della passeggiata


Percorrete tutta Via Lungo l’Affrico, fino a che non vi ritroverete davanti un grande cancello: svoltate a destra in Via del Palmerino. Dopo poco arriverete a Villa Il Palmerino, sede di un’associazione culturale. Questa villa ha una storia bellissima, che potete leggere sul sito dell’associazione (https://www.palmerino.org/it/history). Una delle ultime proprietarie fu la celebre autrice inglese
 Vernon Lee, che vi fondò un cosmopolita salotto letterario. Attualmente la proprietà è degli eredi del pittore Federigo Angeli e della pittrice e poetessa Lola Costa. Nella residenza hanno luogo diversi eventi culturali: in alcuni giorni e orari è quindi possibile accedere alla villa. Consultate il sito per gli aggiornamenti.

"Sono tutti belli, questi Giardini della Poesia, e in mezzo a loro scorre l'ampio flusso della Memoria, circondato da bei prati di gigli, orlato da foreste di salici e canne sussurranti. E non meno belli di queste sfumature ideali sono i giardini che vivono immutati e immutabili in molti quadri dipinti nel cuore. Reale e non meno idealizzato è il ricordo dei giardini che abbiamo visto: una volta, forse, e mai più dimenticati." Vernon Lee 


Una volta lasciata la villa, tornate brevemente sui vostri passi fino al grande cancello alla fine di Via Lungo l’Affrico: stavolta svoltate a sinistra e imboccate la strada (si chiama sempre Via del Palmerino) che costeggia il parco dell’ex ostello di Camerata, oggi in ristrutturazione e destinato a diventare un resort di lusso. Un tempo (nel 1427) l’ostello era la villa “Il monte di Camerata” e apparteneva alla famiglia Ridolfi Calzolari. Nel 1954 diventò l’ostello di Firenze, fino al 2019, anno in cui fu messo all’asta. Nel 2022 è stato comprato da un fondo di investimento. Ammirate, passando, la Torre del Palagio che svetta davanti a voi.

 

Alla fine della salita, sulla vostra sinistra trovate una strada senza uscita: porta a quello che era un tempo l’ingresso della Villa di Fontallerta, adesso chiuso. Troveremo l’attuale ingresso principale verso la fine della nostra passeggiata. Girate quindi verso destra, in Via di Camerata, e proseguite diritto fino al Presidio della Croce Rossa Italiana “Anna Torrigiani”. Questa struttura, fondata nel 1864, è intitolata alla nobildonna sposata col conte Carlo Torrigiani. Anna fu anche la dama di compagnia della duchessa Elena D’Aosta, ispettrice generale delle crocerossine. Forse a seguito di questa frequentazione, Anna divenne allieva della Croce Rossa e successivamente infermiera durante la prima guerra mondiale. Quando scoppiò l’epidemia di spagnola, volle essere trasferita nel reparto infettivi, dove fu purtroppo contagiata e morì. Durante la guerra, Anna scrisse un diario molto conosciuto tra gli storici. La sua abnegazione ricorda un’altra grande figura di quel periodo, Florence Nightingale (potete trovare su internet una miniera di notizie sulla sua bella storia. Ne parlo brevemente anche io in un post di questo blog del 18 gennaio 2024).

Proseguite lungo Via di Camerata. Notate, alla vostra sinistra, una deliziosa cappellina adiacente la villa Camerata, al civico 65.

Alla fine della strada svoltate a destra su via San Domenico, fino ad arrivare in piazza San Domenico. Guardatevi intorno: è bellissimo il panorama delle colline, degli uliveti, delle ville. Rinfrescatevi alla fontana, la cui targa ricorda i nomi dei personaggi illustri che qui trovarono ispirazione per le loro opere e poi proseguite fino alla Chiesa e Convento di San Domenico. Il Convento è noto per aver ospitato il pittore Giovanni da Fiesole detto il Beato Angelico.

Tornando ancora una volta sui vostri passi, imboccate Via della Piazzuola fino alla Asl e continuate verso destra (rimanendo su Via della Piazzuola), una strada silenziosa e suggestiva.

Una delle prime ville che incontrerete è “Villa dell’ombrellino” (da non confondersi con l’omonima villa a Bellosguardo), cosiddetta per il suo caratteristico terrazzino in ferro. 

All’altezza del civico 67 di Via della Piazzuola svoltate a sinistra su Via delle Forbici (dal nome di una famiglia fiorentina di mercanti che si chiamava Della Tosa, che avevano nello stemma un paio di forbici d’argento da lana).

Al civico 31 della via trovate sulla vostra destra Villa il Garofalo, che vanta una vista meravigliosa su Firenze. Dalla strada non potrete vedere nient’altro che il muro, ma date un’occhiata su internet per ammirare gli interni e i giardini. Questa villa fu la casa di campagna della famiglia Alighieri. Quando Dante fu esiliato, la Villa fu comprata dalla famiglia di Beatrice, i Portinari. Successivamente si alternarono diversi proprietari.


Una curiosità: se vi trovate a Firenze e volete vedere dove era la casa di Dante, andate alla Trattoria
del Pennello in Via Dante Alighieri. 

Al civico 26 trovate invece l’entrata secondaria del Parco di Villa il Ventaglio (ora chiuso, l’entrata principale è in via Giovanni Aldini): anticamente era una casa da oste della famiglia Brancacci, lungo le vie di pellegrinaggio.
Il Parco in stile inglese, di cui si occupò Giuseppe Poggi, si estende sulla collina per circa cinque ettari.

Proseguendo a diritto arrivate a quello che fu un tempo l’oratorio Santa Maria delle Querce, progettato da Michelangelo e distrutto poi dai guastatori della Repubblica quando nel 1529 Firenze venne assediata per ristabilire i Medici al potere. Ricostruito, diventò poi Villa e residenza di campagna di Pietro Leopoldo di Lorena. Nel 1868 l’edificio fu occupato dai padri barnabiti, che ne fecero un collegio d’élite nazionale e internazionale intitolato a Carlo Alberto di Savoia. Nel 1870 vi fu costruito un osservatorio astronomico e geodinamico. Nel 2003 fu abbandonato e adesso è un resort di lusso.  

Proseguite diritti fino in fondo alla strada, per girare poi a sinistra nel Viale Alessandro Volta (mentre percorrete questo viale, se volete fare una digressione, svoltate a sinistra in via Giovanni Aldini: qui c’è l’ingresso per il parco di Villa il Ventaglio).

Proseguendo la passeggiata arrivate fino a Piazza Edison e imboccate quindi il Viale Augusto Righi. Lungo il viale, alla vostra sinistra (in prossimità dell’incrocio col viale Ugo Bassi), si trova la Villa Fontallerta (la cui entrata secondaria abbiamo già incontrato all’inizio della nostra passeggiata).

Questo palagio esisteva già nel Trecento e Boccaccio vi ambientò una delle novelle del Decamerone (la novella che narra dello scherzo fatto a Calandrino dai pittori Bruno, Buffalmacco e Nello, che lavoravano nella proprietà di campagna del ricco cittadino fiorentino Niccolò Cornacchini). Nel Cinquecento vi ha lavorato anche Bartolomeo Ammannati. Nel 1850 la proprietà passò ai conti Pasolini, che vi crearono un bellissimo parco romantico.

Proseguendo, sempre lungo il viale Righi, potete sostare nel giardino degli ulivi che trovate un po’ sopraelevato dal viale, alla vostra sinistra, davanti a Largo Pietro Capei. Quando passeggio in questo giardino mi vengono spesso in mente Pascoli e Van Gogh, entrambi affascinati dagli ulivi per la loro forza e bellezza.

Vi lascio qualche strofa de "La canzone dell'ulivo" di Giovanni Pascoli (da "Canti di Castelvecchio") e uno stralcio di una lettera di Van Gogh al fratello Theo:

 

Qui radichi e cresca! Non vuole,

per crescere, ch’aria, che sole,

che tempo, l’ulivo!

Nei massi le barbe, e nel cielo

le piccole foglie d’argento!

Serbate a più gracile stelo

più soffici zolle!

Tra i massi s’avvinchia, e non cede,

se i massi non cedono, al vento.

Lì, soffre, ma cresce, né chiede

più ciò che non volle.

 

Mi sono trastullato negli uliveti mattina e sera in queste giornate luminose e fredde, ma con un sole chiaro e stupendo. Ah mio caro Theo, se tu vedessi gli ulivi in questo periodo dell’anno … con il fogliame argento antico che inverdisce contro l’azzurro. E la terra arata color arancio di una tale delicatezza e raffinatezza. Voglio dire che il mormorio di un uliveto ha qualcosa di molto intimo, di immensamente antico. È troppo bello perché io osi dipingerlo o possa descriverlo”.

 

Lasciate quindi il giardino: siete quasi alla fine di questo anello. Ancora pochi passi e sarete di nuovo al punto di partenza in Via Lungo l’Affrico.

L’angolo delle curiosità:

Il nome della collina di Camerata viene da Ca Marte, casa di Marte, perché anticamente qui sorgeva un tempio romano dedicato al dio della guerra.

Anglobeceri era il soprannome che i fiorentini avevano dato alla comunità straniera che viveva a Firenze, che parlava un buffo fiorentino con accento anglosassone.

 Se vi va di approfondire: “I dintorni di Firenze", di Guido Carocci.


sabato 23 agosto 2025

Itinerari di viaggio: Portogallo magico. Seconda tappa ÓBIDOS – NAZARÉ - ALCOBAÇA – BATALHA – FATIMA

Per ÓBIDOS e NAZARÉ vedi post del 2 agosto 2025 https://pennaeblog-notes.blogspot.com/2025/08/itinerari-di-viaggio-portogallo-magico.html

ALCOBAÇA

A soli 15 km di distanza dalla nostra precedente tappa, fra la costa atlantica e le montagne, troviamo Alcobaça, che deve la sua fama al Monastero di Santa Maria, splendido esempio di architettura gotica portoghese, fondato nel 1153 su un terreno donato a Frate Bernardo de Claraval, fondatore dell'Ordine Cistercense, dal primo re del Portogallo, Afonso Henriques, in adempimento di un voto fatto dopo la Riconquista Cristiana di Santarém.

Entrando, ci accoglie un’unica lunga navata, spoglia di ogni ornamento e sorretta da grandi pilastri: si avverte subito un senso di raccoglimento che invita al silenzio. Al centro di ogni braccio del transetto si trovano le tombe di Pedro I e Inês, poste una di fronte all'altra.

Pedro I e Inês de Castro sono i protagonisti di una delle storie d'amore più commoventi del Portogallo.

Il principe Pedro I, sebbene si fosse sposato con Constança di Castiglia per ordine del padre, si innamorò, ricambiato, di Inês de Castro, dama di compagnia di sua moglie. I due amanti non perdevano occasione di incontrarsi a Coimbra, nei giardini di Quinta das Lágrimas, scambiandosi lettere appassionate attraverso un canale, detto "Cano dos Amores", le cui acque trasportavano i messaggi d'amore tra la Quinta e il Palazzo Reale.
Dopo la morte di Constança nel 1345, Pedro iniziò a vivere con Inês e i loro figli nel Palazzo Paços de Santa Clara, a Coimbra. Re Alfonso IV, contrario a questa unione e messo sotto pressione dalla corte, che temeva per le sorti dell’unico nipote legittimo, Ferdinando, nel 1355 ordinò che Inês venisse assassinata.
Alla notizia della morte della sua amata, Pedro temette di impazzire dal dolore e guidò una rivolta contro il re, giurando che non avrebbe mai perdonato suo padre per il terribile omicidio.
Quando Pedro diventò re, nel 1357, fece arrestare e uccidere gli assassini di Inês, strappando loro il cuore. Subito dopo, fece in modo che Inês venisse proclamata regina postuma, testimoniando di averla sposata in segreto, facendola riesumare e costringendo la corte a baciare la mano del cadavere in segno di obbedienza.
Nel 1360 il corpo di Inês fu trasferito da Coimbra al Monastero Reale di Alcobaça. Pedro commissionò due magnifiche tombe per restare per sempre vicino all’amore della sua vita: le splendide sculture gotiche, finemente decorate con rilievi raffiguranti scene di vita della coppia, di Cristo e di San Bartolomeo, sono collocate ai due lati del transetto in modo che quando arriverà il giorno del Giudizio Universale le anime dei due innamorati si possano sollevare e guardare un’ultima volta occhi negli occhi.

Dalla fine del XIX secolo, Alcobaça si affermò come territorio di espressione artistica della ceramica. Il percorso ceramico di Pedro e Ines nasce da un'interpretazione dell'episodio di Ines de Castro di “I Lusiadi”, di Luís Vaz de Camões. Include anche un sonetto dello stesso autore e un altro di Miguel Torga. Le dieci fabbriche partecipanti, invitate dal comune di Alcobaça, traducono in ogni opera l'universo letterario, identitario e simbolico dell'amore di Pedro e Ines.




Dopo la visita al Monastero, dichiarato Patrimonio Unesco, passeggiate per le vie della città. Noi l’abbiamo trovata quasi deserta, probabilmente per l’orario nel quale siamo arrivati. Ci sono diverse pasticcerie e botteghe artigiane che espongono le tradizionali ceramiche dipinte a mano. 
Se avrete fortuna, potrebbe capitarvi di udire cantare una voce meravigliosa per le strade della città: si tratta di João Paulo Ferreira, un cantante lirico che vive ad Alcobaça. Cercatelo su Youtube: vi innamorerete della sua voce sublime. Non seguo molto la lirica, ma mi sono stupita di non aver mai sentito parlare prima di questo artista. Un ragazzo portoghese però mi ha spiegato che la lirica in Portogallo è sempre stata considerata musica d'élite, dato che la maggior parte delle opere sono in italiano e tedesco. A causa di questa barriera linguistica, difficilmente superabile, la musica popolare è stata sempre più apprezzata della lirica. 

Di nuovo in marcia, puntiamo verso nord. La prossima tappa sarà la piccola città di Batalha, nota per il suo spettacolare complesso monastico. La Capela Imperfeita mi ha colpita in modo particolare e ha acceso in me un senso di meraviglia e suggestione. 


Batalha

Da Alcobaça a Batalha ci sono solo una ventina di chilometri: vi consiglio di non perdervi la visita all’eclettico monastero del XIV secolo, patrimonio Unesco, costruito con una perfetta combinazione di vari stili ed arte “manuelina”: guglie, pinnacoli, contrafforti, archi, sculture. Una meraviglia! Fu realizzato in segno di gratitudine alla Vergine Maria per la vittoria dell’esercito portoghese contro il re di Castiglia nella battaglia di Aljubarrota. La vittoria fu tanto eclatante proprio perché l’impresa pareva impossibile, a causa della netta superiorità del numero di soldati castigliani.

Bisognerebbe avere un intero giorno a disposizione per ammirare questo monastero. Splendido il portale della facciata anteriore, ornato e ricco di statue, e quello della facciata occidentale. L’interno, lungo e stretto, è diviso in tre austere navate addolcite dalla luce che fa breccia dalle vetrate policrome.

Nella sala do Capitulo è custodita la tomba del milite ignoto.

Dopo aver visitato la Capela do Fundador, il Claustro Real e il Claustro de Dom Alfonso e di Joao I, sostate nella Capela Imperfeita dalle volte incompiute e lasciate che la meraviglia e la suggestione vi avvolgano.

Per noi è già tempo di ripartire. Ci dirigiamo verso la regione centrale del Portogallo. Fatima ci aspetta.


Trovi la tappa di Fatima nel post del 13 ottobre 2025:

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sabato 2 agosto 2025

Itinerari di viaggio: Portogallo magico. Seconda tappa ÓBIDOS – NAZARÉ - ALCOBAÇA – BATALHA – FATIMA

Lasciamo Lisbona, consci che ci sarebbero voluti almeno altri due giorni per conoscerla meglio. Siamo di nuovo sulla strada e puntiamo a nord, verso Óbidos, un delizioso villaggio medievale con una cinta muraria intatta (84 Km da Lisbona, 1 ora circa di viaggio). Nel 2015 è stata riconosciuta come Città Creativa della Letteratura dall'UNESCO, per l'impegno nel promuovere la cultura letteraria attraverso eventi e iniziative. Uno fra questi è “Folio”, il festival internazionale della letteratura (che quest’anno si terrà dal 9 al 19 ottobre). 

Óbidos
                                               

Pensate che Óbidos fu uno dei regali che il monarca Dom Dinis fece a Dona Isabel per le loro nozze. Vi lascio qui un link per leggere la loro storia: https://lisbon-a-love-affair.com/it/2020/09/03/isabella-di-aragona-la-regina-santa/

Queste sono le nostre tappe di visita, ma il villaggio è piccolo e potete concedervi il lusso di “perdervi” fra le viuzze tortuose, ammirando i fiori rampicanti, le abitazioni incorniciate da fasce giallo o blu, gli azulejos e le tipiche rondini portoghesi.



Porta da vila: appena varcata la porta è stupendo l’impatto che si prova trovandosi nella loggia con gli azulejos, che per noi è stato amplificato dal suono della chitarra di un musicista che si stava esibendo proprio lì, Pedrinho Ribeiro. Complice anche l’ottima acustica, sarei stata tutto il giorno ad ascoltarlo! 

Igreja de São Pedro: spicca la pala d'altare in legno dorato barocco. Accoglie le spoglie di padre Francisco Rafael da Silveira Malhao, che fu considerato un grande oratore sacro del suo tempo (oltre che poeta). I suoi sermoni testimoniavano una conoscenza approfondita della teologia, della storia e della letteratura.

Igreja de Santa Maria: la chiesa più bella del borgo, ornata di splendidi azulejos bianchi e blu e da un soffitto di legno dipinto, costruita nel XII secolo su un vecchio tempio visigoto e divenuta moschea durante l’occupazione moresca. Ammirate il dipinto della pittrice Josefa di Obidos, unica artista donna in Portogallo nel XVII secolo, molto amata dalla critica.

Igreja de São Tiago: una scoperta davvero inaspettata. Pensi di entrare in una chiesa e ti trovi in una libreria! Precedentemente era un importante luogo di pellegrinaggio, poi è stata sconsacrata e trasformata in libreria. Mantiene, comunque, una sorta di religiosa quiete, che contrasta con il via vai dei turisti che si trovano nelle vie del borgo. Vale assolutamente la pena di entrare, sia per vedere quanto rimane della Chiesa, sia per ammirare la trasformazione. Al piano di sopra abbiamo avuto l’ulteriore sorpresa di trovare una signora, Natalia Santos, merlettaia e poetessa, che espone e vende le sue opere.

Il castello: arroccato sulla collina, fu voluto da Dom Dinis a scopo difensivo. Non più visitabile, oggi è una bellissima pousada.

Prima di lasciare Obidos potete salire sulle mura, ma fate attenzione se volete fare il camminamento! Le mura sono prive di misure di sicurezza!

L’esperienza da fare, scegliendo uno dei tanti negozietti: fermatevi ad assaggiare il liquorino tipico (il Ginja em copo de chocolate, un liquorino all’amarena che viene servito in un bicchierino di cioccolata. Squisito!).


Nazaré

Di nuovo in auto, verso Nazaré e l’Oceano. Arriviamo in questo villaggio di pescatori con una splendida vista sull’Atlantico una mezzoretta dopo (sono circa 40 Km). Il vento ci sospinge verso il Santuario di Nostra Signora di Nazaré. Abbiamo fatto in tempo solo a dare una fugace occhiata perché era in corso la celebrazione della Messa e non volevamo disturbare i fedeli. Da quanto ho sentito dire, merita senz’altro una visita.

Ermida da Memória: è una piccola cappella sul belvedere di Nazaré. Si racconta che nel 1182 un nobile, mentre dava la caccia a un cervo, aveva spronato il suo cavallo al galoppo e d’un tratto vide aprirsi dinanzi a sé un enorme dirupo. Vistosi perduto, fece appena in tempo a chiedere alla Madonna la grazia di aver salva la vita: il cavallo si arrestò. Il nobile, in segno di ringraziamento, fece erigere questa cappella. L’interno è decorato con azulejos bianchi e blu e sono presenti anche delle scalette che conducono a una piccola finestra con vista sulla spiaggia di Nazaré.

Belvedere e Monolite di Vasco Da Gama: il panorama da qui è impagabile. Il monolite ricorda l’arrivo di Vasco da Gama a Nazaré. Secondo la tradizione, il navigatore si recò in pellegrinaggio alla Madonna di Nazaré prima di intraprendere il viaggio che lo portò alla scoperta della rotta marittima per l’India.


Da qui spostatevi nella parte bassa di Nazarè, dopo aver comprato qualche dolcetto tradizionale alle bancarelle che di solito stazionano sul Belvedere.


Lungomare: una bella passeggiata sul lungomare, fra turisti, gente del luogo, musicisti che suonano lungo la Av. Da Republica. Fate una sosta sulla spiaggia ad ammirare l’Oceano e giratevi verso la parte alta di Nazarè, che avete già visitato, per osservare la falesia dove si trova il promontorio.
Se siete qui per le onde più alte del mondo, sappiate che si possono vedere solo da novembre a maggio, e non tutti i giorni. Le onde sono generate grazie a un esteso canyon sottomarino lungo 230 Km e profondo 3 Km che, combinandosi ai venti che soffiano sull’Atlantico da novembre a maggio, creano delle onde giganti.

Lasciando il lungomare, date un’occhiata al Mercado Municipal (in Av. Vieira Guimarães),dove potrete comprare cibi locali e immergervi in un vero mercato tradizionale. Gustatevi l’atmosfera autentica del luogo.

Noi, per non perdere troppo tempo nei ristoranti, abbiamo pranzato allo Spar, che dista pochi passi dal mercato (Av. Vieira Guimarães 1), dove all’ingresso ci sono dei tavolini per consumare il cibo da asporto che vendono al supermercato.

Statua di bronzo dello scultore Celestino Alves Andre

Le donne di Nazaré indossavano tradizionalmente una gonna particolare, formata da ben sette gonne soprammesse. Quando attendevano con ansia il rientro dei loro mariti sulla spiaggia di Nazaré, usciti a pesca nell’ Oceano Atlantico, le gonne sovrapposte le proteggevano dal freddo. Una volta rientrate le barche, il peso delle gonne aiutava le donne a mantenersi in piedi, mentre lottavano contro il vento impetuoso e le forti correnti, collaborando con i mariti per tirare le barche a riva.


Purtroppo è già ora di ripartire! Proseguiamo per il Monastero cistercense di Alcobaça, a circa 15 Km da Nazaré. All'interno della chiesa ci aspettano gli spettacolari sepolcri dei "Romeo e Giulietta" portoghesi, il Re Pedro I e la sua amante Ines de Castro ... ma questo ve lo racconto la prossima volta!



PER ALCOBAÇA, BATALHA E FATIMA, VEDI IL POST DEL 23 AGOSTO 2025

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giovedì 31 luglio 2025

Segnalazione: ForGlobe, i corsi di formazione per giovani e adulti nelle bibioteche e negli archivi.

ll progetto ForGlobe, formazione gratuita a 360° per giovani e adulti in biblioteche e archivi prevede la realizzazione di un'ampia offerta di percorsi formativi gratuiti (oltre 100 corsi) rivolti alla popolazione adulta che si svolgeranno nel biennio 2025-2026 presso le biblioteche, gli archivi e alcuni istituti culturali dei Comuni aderenti al Sistema documentario SDIAF.


Le aree tematiche in cui saranno declinati i percorsi formativi sono:
area competenze digitali
area competenze linguistiche
area alfabetizzazione universale
area cittadinanza globale in riferimento all’Agenda 2030 e sviluppo sostenibile
area benessere personale

I corsi si svolgono fino a marzo 2027, secondo la scadenza dei singoli corsi.

Ciascuna persona può iscriversi a più corsi. I corsi che non raggiungono almeno 5 iscritti non saranno attivati.

Consulta qui i corsi disponibili: https://forglobe.eu/