![]() |
| Christmas Tree, Albert Chevallier Taylor, olio su tela, 1911 |
Qual era la sua memoria più lontana? Ecco, Dio mio, appunto un giorno di Natale. Fatalità! Egli si rivedeva bimbetto di circa tre anni, in un piccolo letto dal cielo di pizzo infioccato di nastri azzurri. In quel piccolo letto lo aveva destato qualcosa che gli stava accosto accosto, e aprendo gli occhi s'era trovato vicino al viso il viso roseo, ma di cera, di un altro fanciullo, con una camicina, come la sua, tutta ricami.
Istintivamente, aveva steso la mano per accarezzare quel fratellino inaspettato; e allora, al vederlo sveglio, sua madre, una bella signora tutta bionda come l'oro, s'era piegata su di lui e gli aveva detto che quel pupazzo glielo aveva regalato Gesù Bambino...
Poi, era stato quell'anno, o un anno dopo, la visione luminosa, tutta iridescenze metalliche, d'un albero che agli occhi suoi pareva enorme, carico di ogni specie di frutta, circondato di regali i più diversi? Glien'era rimasto un pezzo il barbaglio nella retina e ora - anche ora, oh, miseria! - chiudendo le palpebre, gli sembrava di vederlo, ma lontano, lontano, lontano... Ah, quell'albero di allora, della sua infanzia! Due braccia bianche come l'alabastro, ornate ai polsi da monili di brillanti, lo avevano preso, di peso, e sollevatolo fino a fargli toccare i rami meravigliosi; mentre una voce dolce gli sussurrava:
"Prendi! Prendi quello che vuoi!"
"Le rose del Natale", di Contessa Lara

Nessun commento:
Posta un commento